AMITAV GHOSH.
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DILUVIO DI FUOCO.
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Parte 4.
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Titolo originale: Flood of Fire. 2015.
Traduzione di: Anna Nadotti e Norman Gobetti.
2015. Neri Pozza Editore, VICENZA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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17.
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Due giorni dopo l'inizio del nuovo anno inglese, Compton giunse inaspettatamente a Whampoa con ordini appena diramati: la Cambridge doveva spostarsi altrove. Le autorit volevano che scendesse il fiume fino all'isola di North Wantung, che si trovava proprio di fronte a Humen, al centro del Bocca Tigris.
La nave lev l'ancora quel giorno stesso, con a bordo anche Compton, che aveva istruzioni di accompagnare l'equipaggio. Delle ragioni di tali cambiamenti non disse nulla, e Neel prefer non fare domande.
Era la prima volta che la Cambridge issava le vele. Con una certa sorpresa di Neel, gli uomini dell'equipaggio s'intendevano bene, e il vascello procedeva spedito.
Scendendo lungo il fiume, sia Neel sia Jodu si resero conto che una qualche azione militare, offensiva o difensiva, era imminente. Ovunque erano in corso massicci preparativi: si rafforzavano terrapieni e fortificazioni; erano state allestite nuove batterie costiere mimetizzate, e flottiglie di giunche da guerra pattugliavano lo stretto. La Cambridge dovette fermarsi due volte per raccogliere contingenti di bravi d'acqua che andavano a potenziare la forza navale stanziata a Humen agli ordini dell'ammiraglio Guan Tianpei (che Neel e Compton avevano visto in azione, in quelle stesse acque, quattordici mesi prima).
Avvicinandosi a Humen, scorsero un vascello battente bandiera statunitense ancorato nei pressi della dogana. Quella bandiera era un trucco, spieg Compton a Neel; in realt la nave trasportava un carico di t per il mercante inglese Lancelot Dent. La transazione era stata organizzata dal vecchio comprador di Dent, Peng Bao, l'attuale traduttore del governatore Qishan.
Che un uomo con una posizione di primo piano come Peng Bao fosse apertamente colluso con un famigerato trafficante d'oppio come Lancelot Dent scandalizz Neel. Ma non era certo quella la cosa peggiore, disse Compton. Dopo la rimozione del commissario Lin, molti funzionari del Guangdong avevano ripreso le antiche consuetudini e facevano soldi a palate.
La Cambridge gett l'ancora a poca distanza da North Wantung, un isolotto erto e roccioso proprio al centro dello stretto, in quel punto largo circa un miglio. Anche l c'era una fortezza formidabile, con molte batterie di cannoni. Non lontano da questa c'erano gli ormeggi di una nuova barriera difensiva: una massiccia catena di ferro che sbarrava in tutta la sua ampiezza il principale braccio navigabile, fino a Humen.
Pi tardi l'ammiraglio Guan in persona venne a ispezionare la Cambridge.
Neel e i lascari si tennero a rispettosa distanza mentre gli ufficiali cinesi accompagnavano in giro per la nave l'ammiraglio, un uomo distinto, di una sessantina d'anni, vestito sobriamente con una scura cappa invernale e, sul cappello, un bottone rosso, emblema di altissimo rango, spieg poi Compton.
Prima di tornare sulla sua giunca, l'ammiraglio rivolse parole di incoraggiamento ai lascari, dicendo che gli inglesi potevano attaccare in qualsiasi momento e che avrebbero ricevuto ricche ricompense se fossero riusciti ad affondare una nave da guerra: il premio per una fregata da settantaquattro cannoni era stato portato a cinquantamila dollari spagnoli.
A Neel fece l'impressione di un uomo affabile, capace e molto intelligente; opinione condivisa da Jodu, al quale l'ammiraglio parve molto pi informato ed efficiente di tutti i dignitari venuti fino a quel momento a visitare la Cambridge.
Il mattino dopo, Neel, Jodu, Compton e alcuni altri fecero un giro di ricognizione del Bocca Tigris su un barchino a vela. Muovendosi in quella vasta distesa d'acqua, Neel cap perch quella sezione del fiume si chiamava cos: il bacino, stretto alle due estremit, sembrava delimitato tutt'attorno da fauci possenti. A un'estremit il fiume irrompeva come da una strozza, e l si ergevano le maggiori strutture difensive: gli spalti e le batterie di cannoni di Humen e North Wantung. All'estremit opposta, dove il fiume sboccava nell'estuario, c'erano altre due fortezze: una a est, sull'isola di Shaitok (che gli stranieri chiamavano Chuenpee), l'altra di fronte, su un promontorio dell'isola di Tycock.
Finito il giro, il loro gruppetto sbarc a Chuenpee. Neel not molti cambiamenti dall'ultima volta che lui e Compton erano stati sull'isola, quattordici mesi prima. Il villaggio dove avevano dormito era deserto, abbandonato dai suoi abitanti. Allora a difesa dell'isola c'erano due fortezze: una in cima a un colle e una sulla costa. Adesso erano state collegate e formavano un'unica struttura fortificata, racchiusa fra bastioni che salivano serpeggiando fino alla cima, affiancati a loro volta da un fossato asciutto e da parapetti.
Visto dai bastioni di Chuenpee, l'intero Bocca Tigris sembrava una gigantesca roccaforte con un lago al centro. Su ogni cresta e promontorio c'erano spalti e postazioni d'artiglieria. Ovunque sulle rive si vedevano feritoie, centinaia di feritoie, ognuna contrassegnata da un emblema colorato: la testa di una tigre.
Fortificazioni cos impressionanti riuscirono a rassicurare perfino Jodu, che poco prima aveva espresso i suoi dubbi sull'efficacia delle difese. Gli inglesi non sarebbero riusciti a passare, dichiar fiducioso. Il Bocca Tigris era una trappola pronta a chiudersi sulla loro flotta.
Tornarono alla Cambridge molto di buon umore, convinti che, se avessero commesso la follia di infilare la testa nelle fauci di quel gigantesco animale, gli inglesi sarebbero andati incontro al disastro.
Subito dopo l'inizio del nuovo anno inglese, la temperatura precipit e l'estuario del Fiume delle Perle fu sferzato da venti gelidi. Sull'isola di Saw Chow, che forniva scarsi ripari, le conseguenze si fecero sentire pi che altrove: i sepoy e i civili al seguito si ridussero in uno stato di semi-ibernazione: uscivano dalle tende solo quando era strettamente necessario, e non pensavano ad altro che a riempirsi la pancia e raggomitolarsi sotto quel poco che avevano per coprirsi.
I sepoy erano fortunati, perch prima del grande freddo erano stati dotati di pesanti pastrani. Anche i pifferai e i tamburini avevano ricevuto cappe di lana che, se non tenevano caldo come i cappotti dei sepoy, avevano per il vantaggio che di notte potevano essere usate come teli sotto cui stendersi. E i banjee-boy erano comunque meglio equipaggiati dei civili al seguito, che in molti casi non avevano alcun indumento invernale. Fornire loro i capi di lana spettava ai sirdar dei singoli gruppi, ma fra loro solo gli onesti, che erano pochissimi, erano disposti a sostenere quella spesa, e non avevano procurato loro altro che una o due coperte da mettersi addosso di giorno e in cui avvolgersi di notte. Per la maggior parte, infatti, i sirdar erano pidocchiosi spilorci che pensavano solo al proprio tornaconto personale e davano ai loro sottoposti brandelli di cotone scadente divorato dalle tarme, cos che a quegli uomini non rimaneva altro da fare che spendere i propri magri guadagni per comprare giacche imbottite di produzione locale.
Ma quando le raffiche gelide spazzavano l'isola, anche gli indumenti pi caldi offrivano scarsa protezione. Com'era prevedibile, decine di uomini si ammalarono, e presto l'ospedale da campo fu al completo.
Nei giorni in cui il maltempo era al culmine, all'inizio di gennaio, il capitano Mee era in licenza a Macao. Fece ritorno solo il 6, e pochi minuti dopo Kesri fu convocato alla sua tenda.
Il capitano non si giustific per la propria assenza, n Kesri era nella posizione di fare domande, perci si venne subito al dunque.
Gli alti comandi avevano infine preso una decisione, disse il capitano. Si sarebbe sferrato un attacco alle fortificazioni del Bocca Tigris. Sarebbe stata un'operazione complessa, di mare e di terra, che avrebbe coinvolto navi, soldati, fanti della marina e artiglieria.
Il capitano srotol una carta nautica e indic le fortificazioni e le batterie costiere che circondavano il Bocca Tigris. Erano disposte in modo tale che un attacco via mare avrebbe dovuto necessariamente cominciare neutralizzando i due forti pi esterni, quello di Chuenpee sulla sponda destra e quello di Tycock sulla sponda sinistra. Di conseguenza l'operazione avrebbe avuto inizio con un assalto simultaneo a entrambe le posizioni. I Bengal Volunteers erano stati assegnati al contingente che avrebbe attaccato Chuenpee; l'indomani mattina l'Enterprize li avrebbe trasportati fino all'approdo, una spiaggia due miglia a est delle fortificazioni.
Si doveva suonare la sveglia di buon'ora, e i sepoy avrebbero dovuto essere pronti a imbarcarsi entro le sette, disse il capitano. Questa volta avrebbero dovuto portare l'equipaggiamento pesante, e del contingente avrebbero fatto parte tamburini, pifferai, lascari di terra, staffette, artiglieri, bhisti, nonch, ovviamente, gli infermieri.
Meglio mettersi all'opera jaldee, havildar.
Ji, kaptn-sahib.
Nel giro di qualche minuto l'intero accampamento sapeva che il giorno dopo la Compagnia B sarebbe entrata in azione al gran completo.
Nella tenda dei pifferai nessuno fece pi caso al freddo, e i ragazzi si misero di gran lena a controllare equipaggiamento e contenuto degli zaini. Per Raju sarebbe stato il battesimo del fuoco, perci si attenne ai suggerimenti di Dicky, che fra le altre cose gli consigli di mettersi in tasca qualche confetto: Vedrai, amico... quando cominciano gli scontri, avere in bocca qualcosa di dolce aiuta. Te la spassi di pi.
Avendo gi esperienza di battaglie, Dicky faceva lo sbruffone, ma Raju percep un mutamento nel suo umore. Quella notte, mentre dormivano raggomitolati sotto le coperte comuni, Dicky era molto irrequieto, si agitava e gemeva nel sonno. Svegli non solo Raju ma anche altri ragazzi, guadagnandosi raffiche di insulti, pugni e calci.
Chiudi il becco, stronzetto, e lasciaci dormire... domani c' da combattere. E avrai tutto il tempo di frignare.
L'indomani Kesri si alz molto prima dell'alba. Accompagnato da due lance-naik, and di tenda in tenda con una lanterna in mano, facendo ispezioni a sorpresa per assicurarsi che i sepoy avessero riempito gli zaini secondo le disposizioni sull'equipaggiamento pesante: con l'uniforme di riserva, che comprendeva una seconda giubba e un secondo paio di scarpe, la stuoia su cui dormire e la coperta da cavallo arrotolata stretta e infilata sotto il lota d'ottone agganciato allo zaino.
Anche i pifferai e i tamburini si alzarono presto, e furono fra i primi a prendere posizione sulla spiaggia per fornire l'accompagnamento musicale ai sepoy che si schieravano in parata. Era una mattinata fredda, e dalla superficie dell'acqua si era sollevata una fitta nebbia che offuscava la luce del sole.
La marea si alz subito prima che arrivasse l'Enterprize. Dato che l'acqua era profonda, non ci fu bisogno di ricorrere alle scialuppe per imbarcarsi: il vapore riusc ad avvicinarsi cos tanto alla riva che per salire a bordo bast uno scalandrone.
Per primi s'imbarcarono i civili, e nel frattempo venne suonata la campana delle armi per chiamare i sepoy all'appello. Risult che, a causa di tutti i ricoverati in ospedale, la compagnia era ridotta a tre quarti degli effettivi.
Dopo l'appello, i sepoy si misero in fila davanti allo scalandrone, con gli alti topee neri che sfocavano nella nebbia. Poi, mentre i tamburi rollavano e i pifferi trillavano, salirono a bordo a passo di marcia, coi Brown Bess imbracciati. Dopo i sepoy tocc ai banjee-boy; poi agli ufficiali, in ordine inverso di anzianit. Il capitano Mee fu l'ultimo a imbarcarsi, e le pale del vapore cominciarono a mulinare mentre lo scalandrone veniva ritirato. Con l'acqua che spumeggiava intorno allo scafo, la nave vir lentamente verso nord.
I pifferai e i tamburini erano seduti fra i masconi e, quando il vapore prese velocit, si ritrovarono col vento in faccia. Si rannicchiarono uno addosso all'altro battendo i denti, e Raju, col viso affondato fra le ginocchia, aveva cos sonno che si assop. Quando riapr gli occhi, scopr con sorpresa che la nebbia sia era diradata e il cielo era sereno. Il vapore stava viaggiando a velocit di crociera in uno spicchio d'acqua largo un miglio, di un intenso azzurro iridescente.
Su entrambi i lati si profilavano placide catene montuose grigioverdi e, poco pi avanti, si vedevano i colli gemelli di Chuenpee. Il pi alto era coronato da un'imponente costellazione di torri e bastioni, con centinaia di stendardi e vessilli variopinti che sventolavano sulle merlature: c'erano lunghi festoni con ideogrammi stampati su sfondo cremisi, bandiere a doppia fiamma orlate di verde e giallo, e gigantesche stelle filanti su cui i draghi fluttuavano come in volo.
Man mano che la Enterprize si avvicinava, Raju not che gli spalti erano gremiti di cannoni e feritoie. Solo una parte dell'isola si trovava al riparo dal fuoco delle batterie, quella dietro il secondo colle. L sarebbero sbarcati i sepoy.
Le acque intorno all'approdo erano affollate da una moltitudine di imbarcazioni. Tre vapori, Madagascar, Queen e Nemesis, si erano avvicinati cos tanto alla riva da sbarcare le truppe direttamente sulla spiaggia. I grandi velieri invece avevano gettato l'ancora dove l'acqua era pi profonda: c'erano due fregate, Druid e Calliope, e quattro navi da guerra pi piccole, da cui in quel momento i soldati venivano traghettati a riva su lance e cutter.
Tale era l'affollamento che l'Enterprize dovette attendere in disparte, cos Raju pot osservare le operazioni di sbarco come se fossero state messe in scena appositamente per lui. Era uno spettacolo affascinante: squadre di soldati e marinai che eseguivano manovre complesse con la precisione di un orologio, agendo in perfetta sincronia mentre un cutter dopo l'altro scaricava uomini e munizioni.
Quando infine la Compagnia B raggiunse la riva, lo sbarco delle truppe era quasi terminato: sulla spiaggia c'erano circa millequattrocento soldati, e oltre duecento ausiliari e civili al seguito, quasi tutti indiani. Dei combattenti, circa la met erano sepoy: seicentosette del 37o Madras e settantasei della Compagnia B. Fra gli inglesi, il contingente pi numeroso era il battaglione dei Royal Marines, forte di cinquecento uomini; il resto erano artiglieri, pi un manipolo di convalescenti evacuati da Chusan.
L'ufficiale in comando era il maggiore Pratt dei Royal Irish. Su suo ordine, per prima si mosse l'artiglieria pesante, con squadre di lascari di terra che trascinavano verso la cima del secondo colle due cannoni per proiettili da sei libbre e un obice per proiettili da ventiquattro. Seguirono i fanti della marina, poi i sepoy di Madras e per ultimi i Bengal Volunteers, con pifferai e tamburini raggruppati al centro della colonna e affiancati su entrambi i lati dai sepoy.
Mentre marciavano su per il colle, i sepoy sollevavano nubi di polvere che finivano dritte in faccia ai pifferai. All'inizio Raju si fece prendere dall'agitazione e manc diverse note, ma parve accorgersene solo Dicky, che lo tranquillizz con un cenno del capo e un occhiolino.
Ben presto, tutto preso dallo sforzo di muovere a tempo dita e piedi, Raju si liber del nervosismo tenendo gli occhi fissi sulla schiena del pifferaio davanti per assicurarsi di non stargli n troppo lontano n troppo vicino. Era cos concentrato che non ud il rombo delle prime cannonate in lontananza. Fu Dicky ad avvertirlo dandogli di gomito.
Kesri capeggiava il distaccamento insieme al capitano Mee. Appena le truppe raggiunsero la sommit del crinale, i cannoni sul colle di fronte aprirono il fuoco. Ma i proiettili non riuscivano a raggiungerli, perci non fu necessario mettersi al riparo. Kesri pot cos scrutare a fondo le difese dell'isola, e cap subito che quelle fortificazioni appena costruite erano vulnerabili sotto molti aspetti: per quanto alti e robusti, i bastioni erano stati progettati con criteri obsoleti. Erano diritti come cinte murarie, senza aggetti per creare campi di tiro incrociato; n c'erano angoli o contrafforti ad aumentarne la stabilit. Anche i parapetti che correvano lungo le mura erano di concezione antiquata. I sepoy li chiamavano bs-ke-zanjeer, catene di bamb, ed erano fatti di pali appuntiti inchiodati l'uno all'altro per formare una barriera; gli ufficiali li chiamavano cavalli di Frisia.
Il fuoco proveniente dai cannoni e dai ginjall della fortezza andava aumentando di intensit mentre Kesri e il capitano Mee studiavano le difese nemiche. Ma il tiro di sbarramento continuava a essere inefficace, dato che la maggior parte dei colpi mancava il bersaglio conficcandosi sul fianco del colle e sollevando geyser di terriccio. Gli artiglieri delle forze d'attacco poterono cos dedicarsi indisturbati a montare i cannoni da campo e gli obici.
A un segnale del capitano Mee, anche gli artiglieri e i lascari di terra della Compagnia B si misero all'opera. Come al solito, Maddow portava in spalla due ruote di un affusto; le fece scivolare a terra e si un agli altri serventi, tutti con un proiettile tra le mani, pronti a ricaricare.
Ci fu un istante di pausa in attesa dell'ordine di sparare. Poi un urlo percorse la colonna e gli artiglieri accostarono gli acciarini fumanti ai foconi. All'improvviso, con un gran boato, i cannoni fecero fuoco e il pendio si ammant di fumo nero.
Nel frattempo due vapori, Queen e Nemesis, si erano posizionati in modo da poter colpire gli spalti sul colle, e ora la gigantesca bocca da fuoco della Queen cominci a sputare fiamme; nello stesso tempo, i due cannoni ad affusto girevole della Nemesis crepitarono sparando candelotti di mitraglia. Si trattava di potentissime armi antiuomo: bidoni riempiti con palle di moschetto che, all'impatto, esplodevano scatenando una grandinata di pallottole.
Era come se sul colle si fosse abbattuta una tempesta di fuoco e di ferro, e nel giro di pochi minuti dalle fortificazioni cominciarono a innalzarsi pennacchi di fumo.
Shireen stava mangiando un piatto di akoori al tavolo della colazione, quando a Macao si udirono i primi, sordi colpi di cannone in lontananza. Dinyar, seduto di fronte a lei, alz gli occhi sorpreso.
Seroo thie gayou...  cominciata, finalmente! Non ci speravo pi.
Cominciata cosa?
L'offensiva. Avevo perfino scommesso che Plenny-potty avrebbe trovato qualche scusa per rimandare di nuovo.
Shireen non sapeva cosa dire: infil le mani tremanti fra le pieghe dell'abito cercando rassicurazione nel kasti.
Dovreste rallegrarvene, Shireen-zietta, disse Dinyar soddisfatto.  una buona notizia per tutti noi. Sveltir i nostri risarcimenti.
Per quanto affezionata a Dinyar, questa, Shireen non poteva lasciarla passare.
Ma pensate agli uomini, Dinyar! E ai ragazzi.
Oh, non gli succeder niente, replic lui con una risata. Non gli verr fatto alcun male, non finch c' la Nemesis che li protegge.
Dinyar si fece portare il cappello e la canna da passeggio; ora che la battaglia era cominciata doveva onorare la scommessa perduta. Uscendo, si ferm sulla soglia. Non preoccupatevi, Shireen-zietta, disse. Qui siamo perfettamente al sicuro. Guardate!
Le stava indicando il porto interno, dove era ancorata una corvetta britannica luccicante di cannoni.
Quando Dinyar fu uscito, il rombo delle cannonate parve addirittura aumentare. Lasciando perdere la colazione, Shireen and in camera sua e sedette davanti al piccolo altare che aveva allestito in un angolo, con una lampada accesa sotto un ritratto di Zoroastro. Apr il Khordeh Avesta e cominci a recitare lo Srosh Baj: Pa name yazdan Hormazd... Possa il Creatore, Ahura Mazda, Signore dell'universo...
Quel libro di preghiere era sempre stato il suo primo rifugio nei momenti di difficolt. Spesso in passato l'aveva aiutata, alleviando il peso di ci che l'angustiava, ma ora, col rombo dei cannoni nelle orecchie, le era difficile recitarne le parole in modo appropriato. Continuavano ad apparirle facce conosciute sulla Hind: il capitano Mee, i pifferai, Kesri Singh.
Era quasi agli ultimi versi della preghiera quando ud il cigolio del cancello d'ingresso. Pensando che fosse Zadig Bey ripose il libro di preghiere e and in salotto.
Ma quando il domestico apr la porta non fu Zadig Bey a entrare nella stanza, bens una donna velata.
Mrs Burnham! Cathy! Questa s che  una sorpresa!
Spero non le dispiaccia, Shireen.
Mrs Burnham le spieg che si era appena trasferita nella casa che il marito aveva preso in affitto, in fondo alla strada. Ma lui adesso era a bordo della nave del commodoro e lei era sola.
Ho pensato che sarebbe stato piacevole fare due chiacchiere, Shireen cara, e non sapevo dove altro andare.
Naturale. Mi fa piacere che sia venuta.
Quando Mrs Burnham si tolse il velo, Shireen vide che era mortalmente pallida, come la prima volta che era venuta a trovarla.
Sta di nuovo poco bene, Cathy?
No, non  questo... Mrs Burnham chiuse gli occhi.
Sono i cannoni, vero?
Mrs Burnham annu. Da quando  cominciato il bombardamento, ho la testa che mi sfarfalla.
Angosciante, vero?
Be', per me non dovrebbe esserlo. Sono cresciuta fra le cannonate. Si sentivano sempre sullo sfondo, negli accantonamenti dove mio padre era di stanza. Gli artiglieri facevano continue esercitazioni, perci il rumore era fin troppo familiare. Ma  tutt'altro tumasher, non  vero, adesso che la battaglia  una vera battaglia, e gli uomini in pericolo sono persone che conosciamo?
Shireen annu. Continuo a vedermeli davanti, soprattutto l'havildar e il capitano Mee.
Anch'io.
Mrs Burnham intrecci le mani in grembo e abbass gli occhi. Solo che io continuo a vederli com'erano quando li ho conosciuti.
Ed erano molto diversi?
Forse non Kesri Singh rispose Mrs Burnham. Ma Neville... voglio dire, il capitano Mee... s.
Shireen sentiva che Mrs Burnham aveva bisogno di liberarsi di un peso. Con garbo, chiese: Dunque lo conosceva bene?
S. La voce di Mrs Burnham era poco pi di un sussurro. A dir la verit, Shireen, lo conoscevo come non ho mai conosciuto nessun altro.
Dice davvero?
Dico davvero. Dalla bocca di Mrs Burnham sgorg un fiume di parole. C' stato un tempo in cui conoscevo Neville cos bene che non volevo avere a che fare con nessun altro uomo.
E poi cos' successo?
Mrs Burnham fece un lieve gesto di rassegnazione. I miei genitori...
Non c'era bisogno di aggiungere altro.
Shireen assent comprensiva. E da allora non l'ha pi rivisto?
No. Non ne ho pi saputo nulla fino all'altro giorno, quando sono venuta qui, in questa casa, per invitarla al ricevimento. E poi, quando lui  venuto sull'Anahita a Capodanno,  stato come se il destino me l'avesse restituito, spazzando via tutti questi anni. Dentro di me  stato come se non fosse passato neppure un giorno.
Tacque, allungando il capo in direzione dell'estuario. E adesso  l, in mezzo alla battaglia. Era a Macao negli ultimi giorni, e sono state le ore pi preziose della mia vita. Non credo che sopporterei di perderlo di nuovo.
Mrs Burnham prese un fazzoletto dalla borsa a rete e si asciug gli occhi. Devo sembrarle terribilmente depravata, Shireen. Ma la prego, non mi giudichi troppo male; tutto questo non sarebbe successo se fossi stata fortunata come lei.
Cosa intende dire, Cathy?
Voglio dire, se anch'io avessi avuto un matrimonio felice.
Felice?
La parola usc involontariamente dalle labbra di Shireen, ma dopo averla detta anche lei sent il bisogno di liberarsi di un peso. Oh, il mio matrimonio non  stato come lei pensa.
Cosa intende?
Dopo la morte di mio marito, ho scoperto che aveva un'amante e un'altra famiglia, qui, in Cina.
No!
 stata una scoperta terribile. Non riuscivo a credere che lui, che era sempre sembrato cos fedele, cos coscienzioso e devoto, potesse essersi legato a una straniera, a una persona di un'altra fede.
Adesso anche Shireen tacque per asciugarsi gli occhi. Comincio solo adesso a capire in che modo la vita prende certe pieghe.
Mrs Burnham le rivolse una lunga occhiata inquisitrice, poi and a sedersi vicino a lei. Ma le cose sono molto cambiate per lei, vero Shireen disse con dolcezza, da quando Mr Karabedian  entrato nella sua vita?
Shireen si sentiva soffocare, e non pot far altro che annuire.
Ma, Shireen bisbigli Mrs Burnham, lei  molto fortunata.  vedova e pu risposarsi.
Impossibile! Shireen fu categorica. Le mie figlie, la mia famiglia, la mia comunit... non mi perdonerebbero mai. E dopotutto ho dei doveri nei loro confronti.
Mrs Burnham le prese una mano e la strinse con forza.
Non abbiamo ottemperato abbastanza ai nostri doveri, Shireen? Non abbiamo anche dei doveri verso noi stesse?
La domanda la colse di sorpresa, facendola ammutolire. Stava ancora cercando una risposta quando un domestico venne ad annunciare Karabedian-sah'b.
Una volta iniziato il bombardamento, i banjee-boy ebbero il permesso di fare una breve sosta e andarono a sedersi per terra in un punto riparato. Man mano che il fuoco di sbarramento s'intensificava, ne sentivano l'onda d'urto attraverso il terreno e fin dentro il corpo. Il rombo era cos forte che Raju dovette tapparsi le orecchie con le mani.
Poi Dicky gli diede di gomito. Guarda... laggi.
Scorrendo la colonna con gli occhi, Raju vide un uomo che veniva verso di loro con in spalla una cosa che sembrava una capra morta.
 il bhisti che porta l'acqua disse Dicky. Ecco... adesso si comincia. Il bhisti compare sempre prima della carica.
Quando fu il suo turno, Raju bevve a saziet dalla cannella del mussuck prima di riempirsi la borraccia. Poi, seguendo l'esempio di Dicky, si ficc in bocca un confetto.
Improvvisamente com'era cominciato, il fuoco di sbarramento s'interruppe. Segu una strana quiete crepitante, lacerata dalle grida che si levavano dalle linee cinesi. Poi il capitano Mee grid: Innestare le baionette! E il mazziere cominci a sbraitare ordini in rapida successione. I ragazzi della banda scattarono in piedi, e a scaglioni si misero in marcia, coi sepoy che li fiancheggiavano su entrambi i lati.
Anche se aveva provato quella manovra mille volte, Raju era senza fiato, e gli girava la testa. Durante l'addestramento nessuno lo aveva preparato alla polvere e alla cappa di fumo; n l'avevano avvisato del fatto che il sepoy al suo fianco poteva incespicare nel cratere di una palla di cannone e sbandare verso di lui sfiorandogli la faccia con la baionetta. Anche il rumore era di un'intensit quasi insostenibile: il tonfo dei piedi, il rullio dei tamburi, l'Har har Mahadev dei sepoy e, sopra tutto ci, il fischio e il sibilo delle pallottole, e di tanto in tanto il sinistro riverbero dei proiettili che colpivano le baionette.
Alzando gli occhi, Raju vide che le mura della fortezza erano ormai molto vicine. Riusciva a distinguere i cappelli conici dei difensori mentre cercavano disperatamente di prendere la mira coi loro antiquati fucili a miccia con cui si sparava non premendo il grilletto ma accostando uno stoppino al focone.
Poi di colpo l'avanzata ebbe una battuta d'arresto.
Pronti a sparare! ordin il capitano Mee, e i sepoy si abbassarono su un ginocchio per innescare i moschetti. Al comando successivo, i soldati e i sepoy alzarono una cortina di fuoco, per coprire gli artieri che correvano a piazzare l'esplosivo lungo i parapetti.
Quella sosta fu una manna dal cielo per Raju, che aveva la gola secca, il naso intasato di polvere e gli occhi che bruciavano per il fumo. Nel giro di qualche secondo svuot la borraccia e, quando ricomparve un bhisti, fu come se una sua preghiera fosse stata esaudita. Si attacc alla cannella versandosi l'acqua in bocca e sul viso; si sarebbe scolato tutto il mussuck, se Dicky non l'avesse tirato via.
In lontananza, nelle acque ai piedi del colle, ci fu un'altra eruzione di fiamme quando la Queen e la Nemesis iniziarono un secondo bombardamento, mirando, stavolta, non alla fortezza sulla cima ma alle batterie costiere. Poi ci fu un'esplosione che sovrast tutte le altre: lo scoppio delle cariche piazzate dagli artieri. Quando il fumo e le schegge si diradarono, Raju intravide il maggiore Pratt che con la sciabola sguainata correva verso una breccia nelle mura seguito da una compagnia di fanti.
I banjee-boy saltarono in piedi, sicuri che ora toccasse alla Compagnia B fare irruzione attraverso la breccia. Ma all'improvviso il mazziere gli si par davanti: gli ordini erano cambiati, disse, invece di suonare la carica i pifferai dovevano segnalare ai sepoy di fare una conversione a sinistra a passo di corsa.
Cosa stava succedendo? Avanzavano o si ritiravano? Raju non lo sapeva e non gli importava; il suo unico pensiero era stare al passo con gli altri banjee-boy.
Adesso stavano scendendo lungo il pendio, accelerando sempre pi finch l'intero distaccamento non si trov a correre a capofitto. A uno a uno i pifferai abbandonarono il tentativo di soffiare nei loro strumenti; non avevano abbastanza fiato nei polmoni. Vedendo l'azzurro dell'acqua poco pi sotto, Raju si rese conto di essere quasi ai piedi del colle.
Poi la strada fece un'altra curva e i sepoy vennero a trovarsi su un declivio che scendeva verso la parte posteriore della fortezza. Videro che i bastioni si erano sgretolati sotto il bombardamento dei due vapori, e che le navi erano ancora al traverso della batteria. Il lembo d'acqua fra le imbarcazioni e la costa era zeppo di corpi. Alcuni erano ancora vivi e si dimenavano impotenti mentre dai ponti i marinai li abbattevano a uno a uno.
Kesri era in prima fila quando comparvero le mura del forte. Vide centinaia di soldati cinesi riversarsi fuori dalle porte, e immagin che cercassero di sfuggire ai fanti della marina che, dopo aver preso d'assalto la postazione sulla cima, erano scesi ad attaccare la batteria costiera. I difensori rimasti correvano a perdifiato contro i sepoy, come se, avendo subito un bombardamento di terrificante intensit, accogliessero quasi con piacere la prospettiva del combattimento corpo a corpo.
Ma i sepoy erano pronti; piegandosi su un ginocchio, accolsero la carica con un fuoco di sbarramento, falciando l'avanguardia e seminando il panico in chi veniva dopo. Poi, avendo decimato le prime linee, si avventarono sui sopravvissuti con spade e baionette.
Quando i due schieramenti si scontrarono, l'onda d'urto si ripercosse attraverso la colonna. Tutti rallentarono il passo, e Raju and a sbattere contro il pifferaio davanti a lui. Costretti a fermarsi, Raju e Dicky restarono immobili, con in mano i flauti ormai inutili. Tutt'attorno il metallo cozzava contro il metallo, coprendo le grida degli agonizzanti.
Mentre si consumava la carneficina, Raju e Dicky furono spinti in avanti dalla pressione irresistibile di chi li seguiva. Dopo un po' si trovarono a calpestare i mucchi di cadaveri dei difensori massacrati. Le uniformi dei cinesi, anche di quelli ancora in piedi, erano quasi tutte strinate o bruciate. Quando venivano toccate da un proiettile o da una baionetta, si accendevano come torce.
All'improvviso, dentro la nube di fumo si materializz di nuovo il mazziere, che disse a Raju e Dicky di mettersi al lavoro per sgombrare la strada dai corpi. Infilato il flauto nella cintura, i due ragazzi afferrarono un paio di caviglie e trascinarono un cadavere al bordo della strada, dove c'era uno strapiombo affacciato sull'acqua pochi metri pi sotto. Mentre il corpo rotolava gi, notarono che lo stretto lembo di terra fra la strada e il fiume era pieno di cadaveri ammucchiati l'uno sull'altro. Molti erano rotolati in acqua e galleggiavano nel fiume come tronchi. Su alcuni le uniformi stavano ancora bruciando.
I due ragazzi si affrettarono a distogliere lo sguardo e tornarono verso la strada. Mentre trascinavano un altro cadavere, udirono un grugnito poco lontano e alzarono gli occhi.
Qualche metro pi avanti un soldato cinese caduto era riuscito a rialzarsi: aveva la divisa bruciacchiata e il braccio sinistro gli penzolava inutilmente lungo il fianco, quasi reciso dalla spalla. Nella destra stringeva una sciabola e, vedendo Raju e Dicky, avanz verso di loro brandendola. I due ragazzi si strinsero l'uno all'altro impietriti.
Poi Dicky ritrov la voce e grid: Bachao! E miracolosamente un sepoy emerse da un turbine di polvere e con la baionetta infilz il cinese allo stomaco. Poi, senza nemmeno guardare i due ragazzi, mise un piede sul cadavere, estrasse la baionetta e si tuff di nuovo nella mischia.
Quando riprese fiato, Raju si accorse di avere i calzoni bagnati. Stava fissando la chiazza scura quando Dicky disse: Non ti preoccupare, ya. Capita a tutti. Tra poco si asciugano.
Dando un'occhiata all'amico, Raju vide che anche lui aveva sui calzoni una chiazza simile.
Intanto, a meno di cento metri di distanza, Kesri cercava invano di trattenere i suoi uomini.
Dalla sua posizione alla testa del distaccamento, aveva assistito al massacro dei difensori che andavano a cozzare contro il fuoco dei sepoy. Dapprima il capitano Mee e gli altri ufficiali avevano intimato la resa ai sopravvissuti, che per, non capendo l'inglese e in preda al panico, avevano reagito brandendo le armi. A quel punto gli ufficiali non avevano avuto altra scelta che falciarli e, quando i due schieramenti erano entrati in collisione, i fanti e i sepoy si erano abbandonati a una frenesia omicida.
Quella vista aveva nauseato Kesri, che in tutti i suoi anni di vita militare non aveva mai assistito a un simile bagno di sangue. C'erano cadaveri dappertutto, molti con le giubbe annerite dal fuoco. Su alcuni le uniformi stavano ancora bruciando e, osservandoli pi da vicino, Kesri si rese conto che ci era dovuto a una pecca nell'equipaggiamento. I cinesi non tenevano la polvere da sparo nelle giberne, come facevano le truppe britanniche, ma in rotoli di carta dentro una sacca a tracolla. Durante la battaglia le falde si aprivano e la polvere si spargeva sulle giubbe dei soldati, accendendosi a contatto con gli stoppini e le pietre focaie dei fucili a miccia.
Kesri si diresse verso i bastioni distrutti della batteria costiera. Ovunque sventolava l'Union Jack: sugli spalti di Chuenpee e sull'altro lato dello stretto, sulla fortezza di Tycock, che era stata conquistata da un altro contingente britannico.
Insinuandosi nella breccia, si inoltr nella postazione. Anche l c'erano ampi segni di massacro: i corpi erano ammassati intorno ai crateri aperti dalle granate, e ai piedi dei bastioni giacevano i cadaveri dei soldati colpiti dalle macerie. Sulla pietra chiara delle mura spiccavano lembi insanguinati di pelle e frammenti di ossa. Qua e l si riconoscevano brandelli di materia cerebrale che gocciolavano come tuorli d'uovo. Anche l le uniformi erano state bruciate dalla polvere da sparo, e non era difficile immaginare il panico dei difensori mentre le fiamme passavano da una giubba all'altra.
In alcune delle batterie costiere i fanti e gli artiglieri britannici si stavano dando un gran daffare per rendere inservibili i grossi cannoni inchiodando i foconi e scardinando i perni. Fra loro c'era un fante che si era fatto vedere spesso al quadrato da wrestling a Saw Chow.
Niente male la loro artiglieria disse il fante a Kesri, passando una mano su un lucente fusto d'ottone. Una cosa bisogna riconoscergliela, ai musi gialli... imparano in fretta. Alcune di queste bocche da fuoco sono copie perfette delle nostre. Abbiamo trovato addirittura cannoni per proiettili da trentadue libbre. Tutti nuovi di zecca... Per fortuna non hanno avuto il tempo di imparare a usarli a dovere. Guardate qui. Moll un calcio a un pezzo di legno incuneato sotto la canna. Queste zeppe gli impedivano di abbassare le canne. Ecco perch tanti dei loro colpi ci sono passati sopra la testa.
In un angolo, sopra un cumulo di cadaveri, era stato appeso un cartello scribacchiato in inglese.
Cosa dice? chiese Kesri.
Il fante sogghign, asciugandosi la faccia col dorso della mano: L'ha messo uno dei nostri sergenti. Dice: Questa  la strada per la gloria.
Kesri distolse lo sguardo e si allontan. Svoltando un angolo, si trov in un passaggio buio e stretto. Quando i suoi occhi si abituarono alla penombra, vide all'altra estremit un soldato cinese. Dall'alto cappello piumato e dagli stivali, cap che doveva essere un ufficiale. Evidentemente era ferito, perch nell'armatura a piastre che gli copriva il torace c'era uno squarcio che sanguinava copiosamente.
Appena lo vide, il soldato sollev con due mani il pesante spadone. Dalla postura rannicchiata, Kesri intu che stava raccogliendo le forze per un ultimo assalto.
Abbass allora la propria spada fino a sfiorare il terreno con la punta, e mostrando il palmo della mano gli intim: Arrenditi! Arrenditi! Non ti far del male...
Ma sapeva che quelle parole erano inutili. Dall'espressione del viso si capiva che, se anche l'avesse compreso, quell'uomo avrebbe preferito la morte alla resa. E infatti un istante dopo gli si avvent contro, come implorando di essere abbattuto. E cos fu.
Estraendo la spada grondante, Kesri vide che l'uomo aveva ancora gli occhi aperti. Nei pochi secondi di vita che gli restavano, il cinese tenne lo sguardo fisso su di lui. Quell'espressione Kesri l'aveva gi vista durante le campagne nell'Arakan e sulle colline dell'India orientale: era lo sguardo degli uomini che combattono per la propria terra, la propria casa, la propria famiglia e le proprie tradizioni, per tutto ci che hanno di pi caro.
Rivedendo adesso quell'espressione, Kesri pens che, dopo una vita intera passata nell'esercito, lui ancora non sapeva cosa significasse combattere in quel modo, il modo in cui suo padre aveva combattuto ad Assaye, per qualcosa che  tuo, qualcosa che ti lega a tuo padre, a tua madre e a coloro che li hanno preceduti fin dalla notte dei tempi.
Un dolore senza nome si abbatt su di lui, e inginocchiandosi Kesri allung una mano per chiudere gli occhi del morto.
Sull'isola di Hong Kong, il rumore del cannoneggiamento, per quanto attutito, restava abbastanza minaccioso da dissuadere i giardinieri dal salire al vivaio. Perci quella mattina Paulette lavorava da sola, cercando di tenersi occupata, innaffiando, potando, vangando. Ma era impossibile ignorare quel lontano brontolio.
Nell'ultimo anno si era abituata a udire sporadiche raffiche di moschetti e di cannoni, ma stavolta era diverso. Non solo il brontolio era pi prolungato, ma sembrava contenere una minaccia pi concentrata, qualcosa di feroce che impediva di comportarsi come al solito. Impossibile non pensare a morti e morenti, a sangue versato e membra straziate. In mezzo a tutto ci, sembrava futile occuparsi di piante.
Verso met mattina, quando il fuoco dei cannoni si plac e a settentrione apparve una cappa di fumo, Paulette s'interruppe per sedersi all'ombra di un albero.
Cos'era accaduto? Cosa significava quel fumo? Non poteva non chiederselo, anche se in cuor suo non desiderava davvero saperlo.
Dopo un po' vide qualcuno salire il sentiero che portava al vivaio. Puntando il cannocchiale sul pendio, riconobbe Freddie. Grazie al cielo! Se non altro con lui non ci sarebbe stato bisogno di mostrarsi allegra, o coraggiosa, o null'altro. Lui sarebbe stato felice di essere lasciato a se stesso.
E cos fu. Freddie la salut da lontano e sedette su uno dei terrazzamenti pi bassi del vivaio, poggiando la schiena al tronco di un frondoso ficus.
Per un po' rimase immobile, con lo sguardo fisso verso nord, volgendole le spalle. Anche lei scrutava le nubi di fumo in lontananza e, quando si gir di nuovo a guardarlo, vide che aveva tirato fuori la pipa. Qualcosa la indusse a raggiungerlo e a mettersi seduta accanto a lui, osservandolo quieta mentre disponeva sull'erba i suoi arnesi.
Vi andrebbe di fumare, Miss Paulette?
Lei annu. Mi piacerebbe provare.
Non avete mai fumato l'oppio?
No. Mai.
Si gir a guardarla, socchiudendo gli occhi. Perch no?
Ne avevo paura.
Paura? Perch?
Temevo di diventarne schiava.
Schiava, eh? Le rivolse uno dei suoi rari sorrisi. L'oppio non vi render schiava, Miss Paulette. No. L'oppio vi render libera.
Inclin il capo in direzione della lontana nube di fumo. Sono loro gli schiavi. Schiavi del denaro, del profitto. Non consumano oppio ma ne sono schiavi lo stesso. Per loro l'oppio non  che incenso per i loro di: il denaro, il profitto. Con l'oppio vogliono rendere tutto il mondo schiavo dei loro di. E ci riusciranno, perch i loro di sono molto forti, forti come demoni. Quando vinceranno lo vedranno anche loro. Solo con l'oppio possono sfuggire a quei demoni. Solo il fumo li nasconde ai loro padroni.
Mentre parlava, Freddie aveva acceso un lungo zolfanello con una pietra focaia. Prese ad arrostire sulla fiamma una minuscola pallina d'oppio. E, una volta che fu adeguatamente bruciacchiata, porse la pipa a Paulette.
Quando l'oppio prende fuoco lo metto sull'occhio del dragone indic il piccolo foro nel fornello della pipa, e dovete succhiare con forza. Il fumo  prezioso, eh, non dovete sprecare.
Ancora una volta avvicin la pallina alla fiamma, e quando prese fuoco la pos sul fornello della pipa. Adesso!
Paulette strinse le labbra sul cannello e succhi a lungo, lasciando che le esalazioni le penetrassero nel corpo. Il fumo si rivers in lei come un'onda, che ritirandosi fece spazio a una straordinaria quiete. Come il fumo scaccia gli insetti, quelle esalazioni sembravano aver allontanato i pungiglioni della paura, dell'ansia, del dolore, della tristezza, della delusione, del desiderio. Al loro posto c'era un vuoto pacificato e sereno, un nulla scevro da patimenti.
Paulette si adagi sul pendio, posando la testa sull'erba. Poco dopo, avuta la sua parte, anche Freddie si stese accanto a lei, con la testa sulle braccia incrociate, fissando la scura chioma dell'albero.
Come avete imparato a fumare? chiese ora Paulette.
Me l'ha insegnato una donna.
Una donna! Chi era?
Era come me, lah. Mezza indiana, mezza cinese. Molto bella, forse troppo.
Perch?
A volte la bellezza  una maledizione. Gli uomini erano disposti a uccidere per lei, a fare qualunque cosa. Aveva bisogno di guardiani, e io ero uno di loro. Le portavo l'oppio da fumare, e un giorno mi chiede di fumare con lei; mi mostra come, mi mostra i segreti. Avevo gi fumato io, ma non conoscevo i segreti finch lei non me li ha mostrati.
Tutto ci sembrava irreale a Paulette: era come se una storia avesse preso forma nel fumo. In quello stato sognante non le sembr troppo chiedere: E voi... la amavate?
Parve trascorrere un'eternit prima che Freddie rispondesse. Paulette non capiva se i minuti passavano davvero oppure no: era come se le lancette dell'orologio nella sua testa si fossero fermate e il tempo fosse diventato qualcos'altro.
Quando infine Freddie rispose, si era quasi dimenticata di ci che aveva chiesto.
Non lo so, lah disse. Non so dire se era amore o no. Forse era come questo fumo, che adesso  dentro di noi. Era... come la pazzia o la morte, pi forte dei sentimenti.
Come sarebbe? Perch la morte?
Perch quella donna appartiene al mio boss,  la sua concubina. Lui uomo molto importante; lui fratello maggiore per molti fratelli minori come me, il suo nome  Lenny Chan. Solo se pazzo un uomo ama una donna che appartiene a fratello maggiore. Lui lo scopre sempre.
Ed  andata cos?
S. Lui scopre e manda i suoi uomini. Loro la uccidono, la buttano nel fiume. Cercano di uccidere anche me, ma io scappo. Mia madre mi nasconde, ma loro scoprono, cos uccidono anche lei, invece di me.
Rise. Se Lenny Chan sa che sono qui, non resto vivo a lungo. Ma lui pensa che sono morto, lah, non sa che sono rinato come Freddie Lee. Speriamo che non lo scopre.
Jodu e Neel si erano arrampicati sull'albero di trinchetto della Cambridge la mattina presto, appena saputo che un convoglio di navi britanniche si stava avvicinando al Bocca Tigris. Da lass avevano osservato l'azione con un cannocchiale.
Avevano esultato quando le batterie cinesi di Chuenpee avevano aperto il fuoco, sicuri che l'attacco britannico sarebbe stato respinto. Ma quasi subito, quando gli inglesi avevano iniziato a bombardare le fortificazioni su entrambi i lati dello stretto, la loro fiducia si era volta in sgomento. Avevano assistito increduli quando le mura di Chuenpee e di Tycock si erano sgretolate sotto i colpi di cannone; e la loro incredulit era aumentata dinanzi allo sbarco delle truppe dai vapori britannici, con lance e cutter, per sferrare assalti frontali alle batterie costiere. Da quell'osservatorio privilegiato erano riusciti a vedere le truppe che sciamavano sopra gli spalti. Ma solo alla fine, vedendoli spuntare da dietro il pendio, si erano accorti dei sepoy che avevano aggirato il colle per attaccare da dietro.
Il massacro che era seguito era stato in gran parte oscurato da polvere e fumo, ma Neel e Jodu avevano intuito ci che stava accadendo a causa del sempre maggior numero di corpi nell'acqua. Le dimensioni della carneficina tuttavia erano state chiare solo quando frotte di corpi bruciati e anneriti avevano cominciato a galleggiare nello stretto.
Nessuna delle navi inglesi, per quanto riuscivano a vedere, aveva subito il minimo danno.
La rapidit dell'evento era stata sbalorditiva quanto la disparit della distruzione. Secondo l'orologio di Neel, l'attacco aveva avuto inizio alle nove del mattino, e alle undici la bandiera inglese sventolava su entrambe le sponde dello stretto, su Chuenpee come su Tycock. L'unica residua minaccia per gli inglesi era una squadra di giunche da guerra al comando dell'ammiraglio Guan Tianpei.
Colpite da un nutrito cannoneggiamento all'inizio dell'operazione, le giunche si erano ritirate in posizione di difesa, all'imbocco del braccio di fiume fra Chuenpee e Humen. Tra le giunche e lo stretto c'era un banco di sabbia, un ostacolo proibitivo per i vascelli britannici pi grandi, ma non per quelli con minor pescaggio.
Durante il duplice assalto a Chuenpee e Tycock, la flotta britannica aveva ignorato le giunche. Solo ad attacco concluso rivolse la sua attenzione alla squadra dell'ammiraglio Guan, e un gran numero di cutter armati vi si avvent contro.
Ma prima che i cutter potessero farsi sotto, furono superati a tutta velocit dalla lucente carena metallica della Nemesis. Il vapore and dritto verso le secche finch il tagliamare morse il banco di sabbia. E a quel punto, con un ululato spaventoso, si lev da prua una salva di proiettili. Eccole! pens Neel. Erano le armi su cui Zhong Lou-si l'aveva interrogato: i razzi Congreve, i cui prototipi erano stati messi a punto a Bangalore. Curvando nell'aria, i razzi si conficcarono nelle giunche con effetti devastanti. Uno colp una santabarbara, e una giunca esplose con un rombo assordante. Poi fu come se una marea di fuoco avesse inondato quel braccio di fiume, e l'intera squadra cinese and in fiamme.
Sulla Cambridge cominciarono a rintoccare i gong, chiamando l'equipaggio ai posti di combattimento. L'intero tratto esterno del Bocca Tigris era adesso in mano agli inglesi; sembrava dunque inevitabile che le navi da guerra vittoriose procedessero all'attacco delle fortificazioni successive, le batterie di Humen e dell'isola di North Wantung, dov'era ancorata la Cambridge.
Ma ci fu una sorpresa. Invece di avanzare, le navi inglesi rientrarono a Chuenpee per recuperare gli uomini fatti sbarcare qualche ora prima.
Evidentemente l'attacco era rimandato all'indomani.
La sera, dopo essersi accertato che i sepoy e i civili al seguito fossero opportunamente sistemati sotto coperta, Kesri s'incontr col capitano Mee per riesaminare l'azione della giornata. Il capitano aveva riportato una leggera ferita: una palla di moschetto gli aveva scalfito il braccio, che era stato medicato con un impiastro e adesso era legato al collo mentre la giubba lacera gli pendeva dalla spalla.
Spiacente della vostra ferita, signore disse Kesri.
Sei spiacente? sogghign il capitano. Io no. Dovrebbe bastare per qualche settimana di licenza a Macao.
In campo britannico, disse il capitano, si contavano trentotto feriti e nessun caduto. Mentre il prezzo pagato dai cinesi era di circa seicento morti e un numero molto maggiore di feriti. Erano stati presi e messi fuori uso trentotto cannoni a Chuenpee e venticinque a Tycock. Sommati ai cannoni trovati sulle giunche, e altrove, il totale di pezzi d'artiglieria distrutti ammontava a centosettantatr.
Oggi i nostri uomini hanno dato buona prova di s, havildar. Il maggiore Pratt non ha risparmiato gli elogi.
Davvero, signore?
Kesri sapeva che da molto tempo il capitano Mee sperava di vedere il suo nome citato nei dispacci. Qualche menzione su di voi, signore, da parte del comandante-sah'b?
Il capitano scosse il capo. No, havildar, neanche una parola.
Magari domani, signore? disse Kesri. Ci sar un'altra azione, no?
Non ci conterei, havildar disse Mee. Ho saputo che Plenipot  sotto pressione per sospendere l'offensiva. Credo che sia stata inviata una lettera agli alti comandi cinesi spiegando le procedure per la resa. Non mi sorprenderei se fossimo rimandati ai nostri accampamenti in modo che gli alti papaveri possano continuare coi loro infiniti tiramolla.
Kesri prov una fitta di sconforto. Ora che era stato lanciato un attacco su larga scala, aveva sperato che la campagna sarebbe finalmente giunta a una rapida conclusione.
Invece no. Il mattino dopo un'imbarcazione battente bandiera bianca fu vista veleggiare da Humen verso la nave del plenipotenziario.
Poco dopo Kesri seppe che l'offensiva era stata sospesa e che i Bengal Volunteers dovevano tornare a Saw Chow.
Durante la notte la Cambridge fu spazzata da una raffica di notizie e di voci. Via via che andava precisandosi l'enormit del disastro, i sentimenti si facevano pi esasperati, con gli ufficiali e l'equipaggio che oscillavano fra rabbia e cupa disperazione.
Quando si sparse la voce del ruolo avuto dagli alieni neri nella carneficina di Chuenpee, l'atteggiamento dei marinai cinesi cominci a cambiare: il cameratismo che si era sviluppato fra loro e i lascari svan bruscamente, sostituito da una cappa di gelo. Era come se Neel, Jodu e gli altri fossero in qualche modo responsabili delle azioni dei sepoy.
Il fatto che nulla venisse detto esplicitamente non faceva che peggiorare le cose. Neel si sent sollevato quando Compton si lasci andare a uno sfogo accusatorio: Perch, Neel, perch? Perch i tuoi compatrioti uccidono la nostra gente quando non c' alcuna inimicizia fra noi?
Ma perch ci associ ai sepoy? replic Neel. Non siamo tutti uguali. Jodu e io non potremmo essere sepoy neppure se volessimo. Del resto, perch dovremmo volerlo? La verit  che i sepoy hanno ucciso molta pi gente in Yindu che in qualunque altro luogo.
L'unica buona notizia quella sera fu che l'ammiraglio Guan era vivo. Si era temuto che fosse perito durante l'attacco alle giunche, invece era riuscito a fuggire a Humen.
A notte fonda, dal quartier generale dell'ammiraglio giunsero alla Cambridge istruzioni di spostarsi al pi presto possibile. Di conseguenza, quando il cielo cominci a schiarirsi, la nave mosse dall'isola di North Wantung verso la sponda pi lontana dello stretto, dove c'era un'altra batteria costiera. L cominciarono a prepararsi per l'imminente attacco.
All'alba, quando tre fregate inglesi furono viste risalire lo stretto, agli uomini dell'equipaggio fu ordinato di mettersi ai loro posti. Poi per, inspiegabilmente, le fregate tornarono indietro.
Solo molto pi tardi si apprese che erano stati riaperti i negoziati; una delegazione di mandarini stava di nuovo parlamentando col plenipotenziario britannico.
Presto fu chiaro che gli inglesi avevano una ragione in pi per sospendere l'attacco: le trattative infatti erano appena riprese e gi il mercantile di Lancelot Dent cominciava a muoversi. Attraversando il Bocca Tigris, faceva vela in direzione di Hong Kong.
Evidentemente dietro la tregua c'era Dent: era lui la mohk hau haak sau, la mano nera dietro le quinte. Doveva aver pagato enormi tangenti ai comandanti inglesi per garantire la sicurezza del suo carico.
Lo vedi, disse Compton con amarezza.  questo che succede quando mercanti e affaristi cominciano a fare le guerre: centinaia di vite dipendono dalle mazzette.
Quella sera Compton si rec a Humen, e torn con notizie gravissime. Il governatore Qishan aveva capitolato; aveva ceduto a molte delle richieste britanniche, compresa la consegna di sei milioni di dollari d'argento quale risarcimento per l'oppio confiscato. Aveva inoltre concesso agli inglesi la base che da tempo reclamavano: l'isola di Hong Kong, conosciuta come Collina dell'incensiere rosso nei documenti ufficiali cinesi.
L'accordo sarebbe stato formalizzato entro un paio di settimane.
Le ripercussioni della battaglia di Chuenpee si fecero sentire quasi immediatamente a Hong Kong. Gi nel corso della notte, sciami di barche cominciarono ad affluire nella baia come relitti di una remota burrasca. Non si trattava di barche-bottega cariche di provviste, souvenir e prodotti agricoli come quelle che ogni giorno facevano la spola da Kowloon. Erano invece sampan decrepiti e sgangherati, strapieni di oggetti d'uso comune: utensili, stuoie, stufe e indumenti. Sopra i tettucci di bamb erano appollaiati cani, gatti e pollame; a prua sedevano nidiate di bambini piccoli con galleggianti di legno intorno alla vita per evitare che affogassero se fossero caduti in acqua.
Era come se un'immensa popolazione fluttuante venisse trascinata a riva dalla marea. Ogni notte giungevano nuove ondate di gente delle barche; la mattina, svegliandosi, Paulette trovava sempre nuovi sampan ancorati intorno al Redruth.
Freddie, che ormai andava tutti i giorni al vivaio, era perfettamente a suo agio in mezzo alla popolazione fluttuante. Sono la mia gente disse a Paulette. Anche mia madre era una barcaiola. Io sono cresciuto col popolo dan.
Ma perch arrivavano cos numerosi? Cosa li portava a Hong Kong?
Troppi problemi per loro adesso nel Guangdong disse Freddie. La gente di terra li perseguita. Non possono restare. Tutti dicono che presto Hong Kong viene ceduta agli inglesi. La gente delle barche pensa che qui  pi sicuro.
Entro breve tempo, alcuni dei nuovi arrivati cominciarono a insediarsi sulla costa, costruendo capanne e baracche, sistemandosi alla bell'e meglio. La spiaggia da cui ogni giorno Paulette partiva per salire al vivaio non rest a lungo deserta. Un giorno, nel punto pi lontano spunt una baracca, e nel giro di una settimana tutt'attorno era nato un piccolo villaggio. Sebbene gli abitanti avessero l'aria pacifica, Paulette fu lieta che Freddie si offrisse di accompagnarla nel suo tragitto quotidiano, e accett senza esitare.
Nel frattempo anche gli inglesi andavano intensificando la loro presenza a Hong Kong. Fra l'isola e la baia c'era un costante andirivieni di lance e cutter, che portavano soldati, marinai, armatori e visitatori dalle navi militari e mercantili ancorate intorno all'isola. Squadre di agrimensori gironzolavano per le spiagge e i pendii collinari prendendo misure e piantando paletti per delimitare i lotti di terreno.
Un giorno un gruppo di agrimensori si present al vivaio, cinque o sei uomini con un fare invadente, armati di treppiedi e metri a nastro. Se ne andarono dopo aver fatto qualche domanda riguardo all'appezzamento e al suo proprietario, e parvero soddisfatti della risposta di Paulette, che spieg loro come quel terreno fosse stato affittato dal suo datore di lavoro, Mr Penrose.
Ma quando se ne furono andati, Freddie disse: Perch tutte quelle domande, lah? Vogliono portarvi via la terra?
La sola idea fu come un pugno nello stomaco per Paulette. No! esclam. Non possono! Certamente non possono, no?
La gente per lo dice, lah? Gli inglesi prendono tutto quello che vogliono quando hanno l'isola.
Freddie le spieg che gli autoctoni, che erano solo quattromila persone, erano molto preoccupati dei recenti sviluppi. Per secoli la Collina dell'incensiere rosso era stata considerata un luogo di miseria e sventura: insalubre, tormentata dalle malattie e sferzata da tifoni devastanti. In passato la gente della terraferma la evitava accuratamente, compatendone gli abitanti perch erano condannati a tirare avanti su un'isola desolata e infausta.
Ora invece sembrava che di punto in bianco Hong Kong si fosse trasformata in un eldorado. Gli abitanti originari temevano che le loro terre e le loro case sarebbero state espropriate dagli inglesi. Alcuni erano talmente allarmati che stavano vendendo le propriet per trasferirsi sulla terraferma.
Forse parlo al proprietario, lah? Forse vuole vendere?
Qualche giorno dopo, Fitcher annunci che il padrone dell'appezzamento si era presentato al Redruth proponendogli di comprare per trenta dollari spagnoli il terreno di due acri dove sorgeva il vivaio. Fitcher aveva accettato al volo, versandogli un anticipo di cinque dollari.
Il giorno in cui le formalit furono adempiute, Fitcher fece una delle sue rare visite al vivaio, in portantina. Dopo essersi guardato intorno per un po', disse: Hai fatto un ottimo lavoro qui, Paulette. Te lo meriti, che sia tua.
Cosa intende, signore?
Non l'hai capito? disse lui con un sorriso.  per te che l'ho comprata; questa terra sar la tua dote.
Per tutto il mese di gennaio, i seth parsi di Macao continuarono a ritrovarsi ogni domenica nella villa di Dinyar, per pregare insieme e consumare un pasto in cui non mancava mai una zuppiera colma di dhansak. Ma di settimana in settimana l'umore dei commensali subiva brusche variazioni. La prima domenica dopo la battaglia di Chuenpee, i seth erano esultanti; nessuno dubitava che i celestiali avessero imparato la lezione. Dopo una cos sonora sconfitta, di certo avrebbero limitato i danni venendo incontro alle richieste britanniche. Di certo avrebbero capito che non avevano altra scelta, se non volevano fronteggiare calamit ancora maggiori.
Se un viandante viene attaccato da una banda di dacoit lungo una strada solitaria, per salvare il proprio tesoro pu correre il rischio di perdere un dito o due, ma nessuna persona sana di mente metterebbe a repentaglio un braccio o la testa. L'istinto di sopravvivenza non era meno forte nei cinesi che in qualunque altro popolo. Di certo avrebbero capito che la guerra ormai era persa. Dopotutto era evidente che l'esercito cinese era bherem bhol ne m'e pol, tutta scena e niente sostanza. Inoltre, per un impero cos vasto, la perdita di un'isola piccola e arida come Hong Kong era una quisquilia. E nemmeno l'indennit di sei milioni di dollari spagnoli era gran cosa: non pochi dei mercanti di Guangzhou sarebbero stati in grado di pagarla di tasca propria.
Cos si dicevano quella domenica a pranzo e, quando la zuppiera di dhansak fu tolta da tavola, tutti erano ormai convinti che la guerra fosse vinta, al punto che Dinyar fece stappare una damigiana di champagne per festeggiare.
Ma la settimana dopo si sentivano gi meno sicuri: a quanto pareva i mandarini erano di nuovo riusciti con le loro infinite tiritere a menare per il naso Plenny-potty. Dopodich un'altra settimana trascorse senza che si andasse oltre le chiacchiere, il che gett tutti in un profondo sconforto.
La domenica seguente quella mestizia si tramut in indignazione, e i seth cominciarono a chiedersi come fare pressione sul capitano Elliot perch accelerasse un po' le cose. D'impulso, Dinyar propose di andare tutti insieme a Hong Kong con la sua nave, la Mor, per farsi ricevere dal plenipotenziario. La proposta fu accolta con entusiasmo, e si decise di partire l'indomani.
Come di consueto, Shireen assistette in silenzio a quelle deliberazioni: mentre gli uomini parlavano, lei si premurava che dalla cucina arrivasse un flusso costante di cibo e bevande. Solo dopo che gli ospiti si furono congedati, chiese a Dinyar se poteva andare con loro a Hong Kong. Sempre sollecito, lui rispose che era la benvenuta.
Partirono l'indomani a mezzogiorno, giungendo a Hong Kong dopo il tramonto. Solo la mattina successiva scoprirono di essere capitati in un momento particolarmente opportuno. Quel giorno era in programma un evento di grande importanza: il capitano Elliot doveva incontrare Qishan nei pressi di Chuenpee. Sarebbe stata firmata una convenzione in cui i cinesi accettavano di cedere Hong Kong e di pagare l'indennit di sei milioni di dollari spagnoli.
I passeggeri della Mor si riunirono sul ponte per assistere alla partenza di un maestoso squadrone di vapori e vascelli. Non tutti erano convinti che l'incontro avrebbe prodotto risultati: considerati i tanti rinvii e le delusioni delle ultime settimane, stentavano a credere che una soluzione fosse realmente a portata di mano. Ma, da quella fanfara e dalla presenza del capitano Elliot, anche agli occhi dei pi scettici era evidente che c'era in cantiere qualcosa di significativo.
Partita la flotta, i seth notarono che nelle ultime settimane Hong Kong era molto cambiata: un'ondata di nuovi coloni si era riversata sulle coste dell'isola, e all'estremit orientale della baia stavano sorgendo diverse costruzioni.
Che tutto ci fosse accaduto a loro insaputa li preoccup non poco. Appena fu possibile calare il cutter della Mor, andarono a vedere cosa stava succedendo sull'isola. Si trattennero parecchie ore, e al ritorno erano in fibrillazione. A quanto pareva, le autorit britanniche avevano gi deciso da tempo di impadronirsi di Hong Kong, trattato o meno; e soprattutto avevano permesso ad alcuni dei pi facoltosi mercanti inglesi di impadronirsi dei lotti pi appetibili. All'estremit orientale della baia c'era un promontorio roccioso adatto per una banchina; era stato ribattezzato East Point, e i pi grossi trafficanti d'oppio stavano gi costruendo magazzini e daftar nelle vicinanze.
Naturalmente nulla di tutto ci sarebbe potuto accadere senza la connivenza dei comandanti della spedizione; era chiaro che i grandi mercanti inglesi li avevano pagati sottobanco. Ma quali altri accordi erano stati presi all'insaputa di tutti? I lotti migliori erano gi stati spartiti in segreto?
Uno dei seth disse a Shireen: Bibiji, se vostro marito fosse stato ancora vivo, le cose non sarebbero andate cos. Noi parsi non saremmo stati tenuti all'oscuro mentre gli angrez si appropriavano delle parti migliori dell'isola. Come membro del Comitato della Camera di commercio, Bahram-bhai ne sarebbe venuto a conoscenza, e ci avrebbe avvisati.
Mentre il seth stava parlando, da qualche punto oltre l'orizzonte si ud il brontolio ormai familiare delle cannonate.
Si combatte di nuovo? grid Shireen allarmata.
Dinyar inclin la testa per ascoltare. No, disse. Sembrano colpi a salve. Staranno celebrando la firma del trattato.
Dopo quelle parole, lo scambio di vedute fra i seth si fece ancora pi concitato: si misero a discutere di come convincere gli inglesi ad aprire l'isola ad altri acquirenti, tramite aste o vendite dirette. Alcuni suggerirono che, in caso estremo, avrebbero potuto rifiutarsi di fornire oppio ai loro omologhi inglesi a Bombay. Era quella la carta da giocare, dato che per l'oppio malwa a Bombay i mercanti stranieri dipendevano in tutto e per tutto dai fornitori indiani.
Ma secondo Dinyar e alcuni altri era una linea di condotta alquanto rischiosa: se messo alle strette, il governo britannico avrebbe trovato un pretesto per confiscare le scorte d'oppio con la forza. Era quello l'asso nella manica di tutti i Jardine, i Matheson e i Dent del mondo. Nonostante il gran blaterare di libero mercato, in realt il loro predominio non aveva nulla a che fare con gli scambi o i mercati o le pi avanzate strategie commerciali; dipendeva dalla forza bruta dei cannoni e delle cannoniere dell'impero britannico.
La diatriba era ancora in corso quando fu avvistato un vapore che dall'estuario del Fiume delle Perle si dirigeva a gran velocit verso Hong Kong. Dinyar lo osserv col cannocchiale e annunci che si trattava nientemeno che della Nemesis, con a bordo il commodoro Bremer.
Presto fu chiaro che il vapore era diretto verso l'estremit occidentale della baia. Dinyar si convinse che stava per succedere qualcosa di importante, e diede ordine di preparare immediatamente il cutter: di qualunque cosa si trattasse, non voleva perdersela.
Dovreste venire con noi, disse a Shireen.
Perch io?...
Dovreste dare un'occhiata all'isola. Quando riceverete il risarcimento avrete moltissimo denaro, e forse anche voi dovreste acquistare un lotto.
Di cosa state parlando, Dinyar? ribatt Shireen. Perch dovrei comprare della terra qui? Cosa potrei farmene?
Perch no, Shireen-zietta? Magari i vostri nipoti ne sarebbero felici. Forse un giorno varr un mucchio di soldi; non  impossibile. Quando mio nonno compr i terreni a Bombay, tutti risero. E ora guardate quanto valgono.
Shireen ci pens su e decise di essere della partita, non tanto pensando ai terreni, ma perch sulla baia soffiava una piacevole brezza e le condizioni erano ideali per un breve giro in barca. Indoss cappello e velo e fu calata nel cutter col montacarichi della Mor.
Nel frattempo una lancia con a bordo un gruppo di ufficiali si era staccata dalla Nemesis e stava puntando verso l'isola. In pochi minuti fu a riva.
Quando arriv il cutter della Mor, in un punto del litorale non lontano dal villaggio di Sheng Wan era in corso una cerimonia. Una Union Jack era stata piantata sulla battigia, e il commodoro Bremer era in piedi davanti alla bandiera e teneva un discorso agli altri ufficiali.
Nel nome della nostra graziosa regina, oggi 25 gennaio 1841 prendo possesso dell'isola di Hong Kong.
Urr!
Gli ufficiali alzarono i bicchieri di champagne e brindarono.
In memoria di questo giorno proclam il commodoro il luogo in cui ci troviamo porter per sempre il nome di Possession Point.
Urr!
Dinyar e gli altri seth si avvicinarono rapidi per ascoltare, mentre Shireen si manteneva timidamente in disparte.
Poco dopo ud un colpo di tosse, e una voce familiare: Bibiji...?
Oh, Zadig Bey! Sono contenta di vedervi.
E io sono contento di vedere voi, bibiji. Verreste a fare due passi con me?
Due passi, Zadig Bey? disse Shireen con una risata. Non mi dite che state cercando un terreno, come tutti gli altri!
S, bibiji ammise lui in tono grave. Pensavo proprio di dare un'occhiata. Si schiar la gola. Ma non solo per me.
Cosa intendete, Zadig Bey?
Si gratt il mento. Bibiji, c' una cosa che intendevo domandarvi, e forse questo  il momento giusto.
S, Zadig Bey?
Avvamp in viso mentre si girava a guardarla.
Bibi...
Si interruppe, poi ricominci: Shireen... volete sposarmi?
18.
Dopo una visita medica, il capitano Mee ottenne una licenza di tre settimane per guarire dalle ferite della battaglia di Chuenpee. Decise di trascorrere quel periodo a Macao e part senza indugi. Kesri presumeva che sarebbe tornato a Saw Chow all'ultimo momento, invece il capitano lo stup ripresentandosi con un paio di giorni d'anticipo.
Il kaptn-sah'b sembra molto fit-faat! gli disse con un sorriso.
Davvero?
Kesri non ricordava l'ultima volta in cui lo aveva visto cos in forma.
Ji, kaptn-sah'b, avete un'ottima cera.
Mee sorrise. Mi ha fatto bene questa vacanza, havildar.
Ma allora perch siete tornato cos presto, kaptn-sah'b?
Ordini, havildar... dal plenipotenziario in persona.
Il capitano gli spieg che l'indomani a Hong Kong si sarebbe tenuta una solenne parata con saluto alla bandiera. Il capitano Elliot e il commodoro Bremer avrebbero fatto un proclama, e avevano chiesto che i Bengal Volunteers mandassero un drappello alla cerimonia, con un cannone da campagna per la salva di saluto.
Saranno presenti tutti gli alti papaveri, havildar, perci devi assicurarti che i nostri ragazzi non ci facciano sfigurare.
Ji, kaptn-sah'b.
L'indomani mattina il distaccamento fu portato a Hong Kong con un vapore. I sepoy sbarcarono all'estremit orientale della baia, poi risalirono un colle a passo di marcia fino a una spianata. L era stato issato un alto pennone su cui sventolava l'Union Jack. Erano presenti diversi altri drappelli che si stavano preparando alla cerimonia. Kesri riconobbe i colori dei Royal Irish, dei cameroniani, del 49o, e del 37o Madras.
I Bengal Volunteers si schierarono di fianco ai sepoy di Madras, alle spalle dei drappelli inglesi. Dopo aver preso posizione in testa al distaccamento, Kesri si guard intorno: dall'altra parte della spianata c'era un folto gruppo di civili, quasi tutti inglesi, mentre una folla ancora pi numerosa, composta di gente del posto, si era raccolta lungo il pendio del colle.
Mezzora dopo fecero la loro comparsa il capitano Elliot e il commodoro Bremer: il plenipotenziario era in abiti civili, il commodoro in alta uniforme. Marciarono solennemente fino alla bandiera, poi si voltarono verso la spianata e il capitano Elliot cominci a leggere da un foglio.
Essendo l'isola di Hong Kong stata ceduta alla corona britannica sotto il sigillo del ministro imperiale e alto commissario Keshen, si  reso necessario provvederla di un governo nell'attesa di ulteriori disposizioni da parte di Sua Maest. Di conseguenza, in virt dell'autorit conferitami, tutti i diritti, e qualsivoglia regalia o privilegio, nella e sulla suddetta isola di Hong Kong, inerenti terreni, porti, propriet o servizi personali, sono qui dichiarati, proclamati e a Sua Maest interamente riservati...
In anni e anni di pratica, Kesri aveva perfezionato l'arte di lasciar vagare lo sguardo pur mantenendosi perfettamente sull'attenti. I suoi occhi andarono ora a posarsi sui civili in ascolto all'estremit della spianata. Nella folla riconobbe molte facce familiari: Shireen e Dinyar, con Zadig che torreggiava su di loro; poi Mr Burnham, con la moglie da un lato e Zachary dall'altro.
...emanato e suggellato di mia mano continuava intanto il plenipotenziario il ventinovesimo giorno di gennaio dell'anno 1841.
Quindi il capitano Elliot ripieg il foglio e alz gli occhi sui soldati e i civili presenti.
Dio salvi la regina!
Un coro di voci gli fece eco, poi fu la volta del commodoro Bremer, che lesse da un altro foglio: Io, Bremer, comandante in capo, ed Elliot, plenipotenziario, con questo proclama rendiamo noto agli abitanti dell'isola di Hong Kong che l'isola  divenuta parte dei domini della regina d'Inghilterra grazie a un accordo stipulato fra gli alti funzionari della corte celestiale e di quella britannica: tutti i nativi devono quindi comprendere di essere ora sudditi della regina d'Inghilterra, alla cui persona e ai cui funzionari devono lealt e obbedienza.
Ora lo sguardo di Kesri and all'altro, meno privilegiato, gruppo di spettatori sul pendio del colle. Anche fra loro riconobbe un volto, quello di Freddie. Accanto a lui c'era un giovane in giacchetta e calzoni con un'aria vagamente familiare, ma non riusciva a ricordare dove l'aveva visto.
Fu l'ottavo colpo della salva di saluto ad attirare lo sguardo di Paulette sull'imponente lascaro in piedi dietro il cannone da campagna dei Bengal Volunteers. Dopo averlo osservato a lungo, tir fuori di tasca un piccolo cannocchiale.
Cos' che guardate, eh?
L'uomo laggi. Quello dietro il cannone.
Chi?
Paulette pass il cannocchiale a Freddie. Guardate. Guardate se lo riconoscete.
Chi ?
Guardate.
Freddie avvicin agli occhi lo strumento e scrut per qualche minuto. A poco a poco il suo volto si atteggi a un sorriso. Pensate che forse  lui, eh? Kalua, della Ibis.
S, forse disse Paulette. Non sono sicura.
Ora la cerimonia si era conclusa, e la spianata si stava affollando. La gente sciamava dai fianchi del colle per osservare da vicino i soldati e i sepoy.
Venite disse Paulette, dando un colpetto sul braccio di Freddie. Andiamo a vedere.
Scesero dal pendio e si mescolarono alla folla. Quand'erano a una cinquantina di metri dal lascaro, Paulette si blocc. S disse, sono sicura che  lui.
Casualmente, proprio in quel momento anche Maddow volse lo sguardo verso di loro. I suoi occhi si soffermarono prima su Paulette, per poi passare a Freddie e ritorno. A un tratto il suo sguardo torpido si illumin e sulle sue labbra comparve un sorriso. Si guard intorno e, vedendo Kesri nelle vicinanze, fece un cenno del capo quasi impercettibile per avvertirli di non avvicinarsi oltre.
Paulette, colpita da un pensiero, mormor: Lo sapr, Kalua, che l'havildar Kesri Singh  il fratello di Deeti?
Fu come se Maddow avesse intuito ci che le aveva attraversato la mente. Le rispose con un altro minuscolo cenno del capo.
S, lo sa.
All'altro capo della spianata, Mr Burnham stava osservando la folla in fermento con un'espressione di evidente disgusto. Non posso dire che questa marmaglia sia di mio gradimento comunic alla moglie. Meglio andarsene... ma prima devo scambiare due parole col commodoro.
S, certo, caro disse Mrs Burnham. Ti aspetto qui.
Burnham si volt verso Zachary: Reid, confido in lei per evitare che qualche la-lee-loon oppiomane strappi a mia moglie la borsetta.
Senz'altro, signore.
E Burnham si allontan lasciando un varco di imbarazzo fra sua moglie e Zachary. A poco a poco i due si avvicinarono, fino a trovarsi quasi spalla a spalla.
Dopo qualche istante di silenzio, Mrs Burnham disse:  un po' che non ci si vede, Mr Reid. Spero tutto bene.
S, grazie.
Era la prima volta che Zachary incontrava Mrs Burnham dopo il ricevimento di Capodanno. Salvo due giorni a Macao, quelle settimane le aveva trascorse a Hong Kong, lavorando per Burnham alla costruzione del suo nuovo magazzino sull'isola.
E voi, Mrs Burnham? chiese. Tutto bene?
Non troppo, temo rispose lei. Per questo sono dovuta rimanere a Macao mentre mio marito era a Hong Kong. I segaossa mi hanno detto che l'aria dell'isola  insalubre, e che farei meglio a starne alla larga.
Avendola osservata in svariate occasioni mondane, Zachary conosceva benissimo quella voce languida e quei modi indifferenti. In passato, quando cospiravano insieme per ingannare il mondo, quel suo distacco in pubblico lo deliziava. Ma ora, sapendo di essere anche lui fra i destinatari di quella maschera ingannevole, si sentiva come se gli avessero sfregato del sale su una ferita aperta.
Tuttavia riusc a dominarsi, e disse in tono pacato: Dev'essere piacevole, Macao. A quanto mi dicono, la citt pullula di militari in convalescenza.
Mrs Burnham rest in silenzio abbastanza a lungo perch Zachary si accorgesse di averla turbata. Poi si scosse e replic: Ah s, ci sono tanti militari a Macao? Io non ne ho visti, ma del resto quasi non esco di casa.
Davvero?
Zachary stava aspettando quel momento, e sapeva con esattezza cosa dire. Imitando il tono mellifluo cui lei spesso e volentieri ricorreva, continu: Si d il caso che sia stato anch'io un paio di giorni a Macao, e potrei giurare di avervi notata un pomeriggio entrare nel negozio di una modista, in un vicolo non lontano dalla chiesa di St Lazarus. E dir di pi, vi ho anche vista uscire un paio d'ore dopo insieme al capitano Mee. A quanto pare quella modista ogni tanto affitta una stanza.
Mr Reid! Mrs Burnham era sbiancata. Che diamine state insinuando?
Zachary esplose in una sonora risata. Andiamo, Mrs Burnham, con me non  il caso di fingere. Dimenticate che conosco a menadito i vostri teatrini.
Che diamine... Cosa... intendete, Mr Reid? disse lei, quasi balbettando.
Zachary vide con la coda dell'occhio che Mrs Burnham aveva nascosto il viso dietro il parasole.  il capitano Mee, vero, Mrs Burnham, l'alfiere di cui mi avete parlato?
A quelle parole il parasole cominci a ruotare, inducendolo a moderare il tono. Non c' alcun bisogno di nascondere il viso, Mrs Burnham.
Ora lei finalmente rispose, trepida e ansante: Vi prego, Mr Reid. Abbiamo solo parlato... Non lo direte a nessuno, vero?
Quella sua capitolazione lo addolc. Senza quasi volerlo, diede voce alla domanda che gli frullava in testa fin dalla sera del ricevimento: Perch lui, Mrs Burnham? Cosa ci vedete in quel bifolco screanzato?
Non lo so rispose lei in tono sommesso. Non ne ho idea. So solo che, se avessi potuto decidere, non avrei scelto lui.
E perch mai?
Perch siamo diversi, io e lui. Il capitano Mee  del tutto privo di malizia, di artificio; si fa guidare unicamente dal senso del dovere. Vi parr strano, ma non ho mai conosciuto nessuno cos totalmente disinteressato.
Un sorrisetto sal alle labbra di Zachary. Siete un'illusa, oppure un'ingenua, Mrs Burnham replic. In questi militari non c' nulla di disinteressato. Sono tutti sprofondati nei debiti fino al collo; si lasciano comprare per cinquanta dollari. Chiedetelo a vostro marito... ne tiene in pugno parecchi.
Non Neville disse lei con serena convinzione. Non  quel tipo d'uomo.
Zachary not che i suoi occhi fissavano l'altro capo della spianata, dove il capitano Mee chiacchierava con altri ufficiali appoggiandosi sull'elsa della spada.
Lo credete davvero? disse. Che il capitano Mee sia incorruttibile?
S rispose lei. Ne sono sicurissima.
Zachary si concesse un sogghigno. Bene. Lo vedremo.
Ungere i palmi del capitano non sarebbe stato facile, questo lo sapeva, ma nemmeno impossibile. Era una sfida che valeva la pena tentare. Pi ci pensava, pi gli sembrava importante riuscire nell'impresa. Un uomo che fosse riuscito a sottrarsi alla legge della cupidigia - quel gran motore del progresso che sposa i bisogni con gli utili e l'offerta con la domanda assegnando le giuste ricompense a coloro che pi le meritano - avrebbe sovvertito il disegno stesso del mondo.
Il giorno in cui a Hong Kong veniva sparata la salva di saluto, Compton era in visita sulla Cambridge.
Il brontolio dei cannoni si ud distintamente nel Bocca Tigris, dove la Cambridge era ancora ormeggiata. Quei colpi venivano sparati dagli inglesi per celebrare l'annessione dell'isola, e ci mise di cattivo umore tutti quanti, in particolare Compton, che si strinse la faccia fra le mani digrignando i denti per la rabbia e lo sdegno.
Tuttavia sapeva benissimo che non c'era niente da fare: il governatore Qishan si trovava in una posizione insostenibile, dovendo conciliare le istruzioni ricevute dall'imperatore, ovvero respingere a ogni costo gli invasori, con la realt dei fatti, cio che gli inglesi erano ormai padroni dell'isola. Cacciarli via sarebbe stato possibile solo se fosse mutato l'equilibrio della potenza di fuoco. Se il governatore non avesse accolto le loro richieste, gli inglesi si sarebbero spinti fino a Guangzhou, infliggendo ai cinesi perdite ancora maggiori. A questo punto l'unica speranza era che l'imperatore si rendesse finalmente conto della saggezza di una politica volta a limitare i danni.
Ma l'imperatore era imprevedibile, non c'era modo di sapere come avrebbe reagito. E finch non fossero giunte notizie da Beijing, che altro c'era da fare se non prepararsi a un ulteriore attacco britannico? E in effetti era quella la ragione per cui Compton si trovava sulla Cambridge: trasmettere l'ordine di risalire il Fiume delle Perle fino alla Prima Barriera.
La Prima Barriera era un luogo che Neel conosceva bene: si trattava di una specie di cataratta a pochi li da Whampoa. Di tali barriere, o cataratte, sul Fiume delle Perle ce n'erano due; in quei punti l'acqua diventava molto bassa e la navigazione era resa difficile da secche e banchi di sabbia in continuo mutamento. Di settimana in settimana bisognava aggiustare la rotta, e per superare quegli ostacoli le navi di grande pescaggio dovevano assoldare piloti specializzati.
Neel ricordava la Prima Barriera dal periodo trascorso a Whampoa: in quel punto il terreno era piatto e fertile, e il fiume era fiancheggiato su entrambi i lati da risaie, frutteti e villaggi. In tempi normali, il paesaggio ricordava la campagna bengalese, rigogliosa, bucolica e sonnolenta.
Ma quando la Cambridge vi arriv, Neel not che il circondario aveva subito un drastico mutamento. Negli ultimi mesi, migliaia di soldati e genieri si erano accampati su entrambe le sponde del fiume. Sulla riva orientale era sorta una fortezza con le mura di fango, da cui una gigantesca zattera di robusti tronchi di legno, cos imponente da sembrare una diga, si estendeva dall'una all'altra sponda. Per costruirla erano stati tagliati centinaia di ettari di foresta, a spese dei mercanti della Co-Hong, che a quanto si diceva avevano sborsato migliaia di tael d'argento solo per il legname.
Una parte di quello zatterone era mobile, in modo da consentire il passaggio delle imbarcazioni in caso di necessit. La Cambridge la super e gett l'ancora subito oltre, dirimpetto alla fortezza. Avrebbe cos rafforzato le difese fungendo da batteria costiera galleggiante e proteggendo gli attracchi sull'argine occidentale del fiume.
Dopo aver provato diverse soluzioni, la Cambridge fu ormeggiata con la prua nella direzione da cui si presumeva sarebbero giunte le navi nemiche, col vantaggio di ridurre la superficie esposta ai colpi, ma anche lo svantaggio di ridurre il numero di cannoni che potevano essere puntati sul tratto di fiume antistante: in caso d'attacco, solo quelli nei masconi sarebbero stati utilizzabili. Per rimediare furono piazzate a prua altre bocche da fuoco, su tutti i ponti. Essendo tali cannoni di importanza cruciale, si dedic grande cura alla scelta degli artiglieri. Furono selezionati una decina di marinai, lasciando loro la scelta dei serventi. Jodu fu uno dei primi a essere nominato artigliere e, con sua grande gioia, scelse Neel come proprio servente, assegnandogli il compito di sumbadar, calcatore.
Nelle due settimane successive ci si dedic a mettere a punto le procedure necessarie. Non conoscendo le navi occidentali, gli ufficiali non erano in grado di dare istruzioni, perci gli uomini dell'equipaggio dovettero cavarsela da soli, attingendo ai propri ricordi. A prendere in mano la situazione fu un lascaro di Macao che aveva prestato servizio su un vascello della marina portoghese: fu lui a stabilire le procedure per prepararsi all'azione e chiamare gli uomini ai posti di combattimento.
In tutto quel periodo, Compton continu a portare regolarmente le ultime notizie alla Cambridge. I negoziati fra i britannici e i cinesi erano ancora in corso, diceva, e spesso toccava a lui fare da interprete per gli emissari del governatore. Ma per il momento c'era poco da riferire. Gli inglesi intendevano discutere solo della ratifica della convenzione di Chuenpee. Sarebbero stati soddisfatti solo quando l'imperatore avesse accolto tutte le loro richieste.
Compton per era convinto che Daoguang non avrebbe fatto concessioni. E in effetti una mattina arriv alla Cambridge con la notizia che l'imperatore aveva respinto il trattato nella sua interezza. Non solo, aveva anche rimproverato severamente il governatore Qishan per essersi piegato alle richieste degli inglesi. Le sue istruzioni alle autorit del Guangdong restavano immutate: non bisognava scendere a compromessi e gli invasori dovevano essere respinti a ogni costo. Ma stavolta l'imperatore non si era limitato alle esortazioni; aveva stanziato di persona i fondi necessari a ricostruire e consolidare tutte le opere difensive sul Fiume delle Perle. Inoltre, migliaia di soldati dell'Hunan, del Sichuan e dello Yunnan sarebbero stati mandati come rinforzi nel Guangdong.
In pochi giorni nell'area intorno alla Prima Barriera afflu una gran quantit di truppe fresche. A fianco della Cambridge sorse una base fortificata, con una guarnigione di battaglieri ed esperti soldati dello Hunan.
Lo zatterone era cos diventato un tassello decisivo per la salvaguardia di Guangzhou; in pratica si trattava dell'ultima linea difensiva della citt. Oltre quel punto il fiume si diramava in moltissimi bracci, cos tanti che sarebbe stato impossibile controllarli tutti. Perci, se le navi da guerra britanniche fossero riuscite a sfondare la Prima Barriera, Whampoa e Guangzhou si sarebbero trovate alla loro merc.
Un giorno, durante un'esercitazione, Neel scoppi a ridere.
Perch ridi? gli chiese Jodu.
Stavo pensando, rispose Neel, che alla fine la responsabilit di difendere Canton  ricaduta su una ciurma meticcia di alieni neri.
Verso la met di febbraio, Mr Burnham partecip coi comandanti della spedizione a uno dei periodici colloqui con Qishan. Al ritorno, disse a Zachary che Plenipot si era finalmente reso conto che l'imperatore non avrebbe accettato le condizioni stabilite a Chuenpee. Durante l'incontro Qishan sembrava molto abbattuto, non distinto e signorile come al solito; i suoi modi erano stranamente evasivi, come se nascondesse qualcosa. Il capitano Elliot ne aveva ricavato l'impressione che il trattato fosse gi stato respinto dall'imperatore, e che non sarebbero state fatte ulteriori concessioni senza una nuova prova di forza.
Quanto al commodoro Bremer, da tempo lui e molti altri ufficiali erano convinti che il capitano Elliot si facesse turlupinare: era chiaro che i mandarini cercavano solo di guadagnare tempo per rinsaldare le proprie difese. Negli ultimi tempi erano stati notati molti segni di attivit militare nel Bocca Tigris, ed erano giunte informazioni secondo cui i celestiali stavano cercando di bloccare i bracci di fiume navigabili con catene, pali e zatteroni.
Tali preparativi avevano causato grande sdegno fra gli ufficiali britannici: li consideravano un ulteriore segno della perfidia cinese, nonch una conferma a posteriori delle ragioni di chi sosteneva che la vittoria di Chuenpee avrebbe dovuto essere consolidata con un attacco a Canton. Ora quegli ufficiali premevano per un'azione immediata: se si fosse concesso ai cinesi altro tempo per organizzarsi, il loro compito si sarebbe fatto ancora pi difficile. Molti spingevano per una nuova offensiva che portasse subito alla conquista di Canton.
Cedendo a tali pressioni, il capitano Elliot aveva dato un ultimatum a Qishan: se non si fosse ratificata la convenzione entro quattro giorni, Guangzhou sarebbe stata attaccata.
Pochi, aggiunse Burnham, erano coloro che nutrivano la speranza di una risoluzione pacifica. I preparativi per la ripresa delle ostilit erano gi in corso su entrambi i fronti. I comandanti britannici avevano fatto sapere che ci sarebbe stato bisogno dei mercantili come navi appoggio per la flotta inglese.
A quel punto a Zachary venne un'idea. C' una qualche possibilit disse che sia coinvolta anche la Ibis? Dopotutto se ne sta l a non far niente, e io non chiederei di meglio che dare manforte ai nostri valorosi soldati e marinai.
Burnham sorrise e gli diede una pacca sulla schiena. Il suo entusiasmo le fa onore, Reid. Ci avevo pensato anch'io. Cercher di mettere una buona parola col commodoro, ma non posso garantire niente. Tutti stanno offrendo le proprie navi, addirittura i parsi, quindi non sar facile.
Zachary visse giorni di ansia. La sua brama di unirsi alla spedizione era tale che stentava a concentrarsi sulla costruzione del magazzino di Mr Burnham. Ma fino alla scadenza dell'ultimatum non ci furono novit. Quel pomeriggio un Burnham raggiante si present al cantiere con buone notizie: in un paio di giorni sarebbe stato sferrato l'attacco, e la Ibis era nella lista delle sei navi appoggio che sarebbero salpate insieme alla flotta. Avrebbe avuto il compito di trasportare le munizioni di scorta e accogliere i feriti.
Zachary ne fu lietissimo: assistere di persona a un attacco via mare gli sembrava la pi grande avventura che potesse capitargli.
E lei, signore? Anche lei salper con la flotta?
Pare di s rispose Burnham, tutto fiero. Sar sulla Wellesley insieme al commodoro Bremer. Mi ha invitato a stare al suo fianco sull'ammiraglia.  un grande onore.
S, ma  un onore che merita appieno. E Mrs Burnham? Rester qui a Hong Kong, sull'Anahita?
S. Mia moglie ha deciso di restare qui. Il commodoro ha consigliato alla flotta mercantile di spostarsi a Saw Chow, ma a me pare una cautela eccessiva. Non vedo quali problemi potrebbero esserci da queste parti.
Ha senz'altro ragione, signore.
Burnham diede uno sguardo all'orologio prima di congedare Zachary con un'altra pacca sulla spalla. Meglio che vada adesso, Reid. Sulla Ibis ci sar parecchio da fare.
Zachary, che non vedeva l'ora di mettersi al lavoro, torn alla goletta. Ma appena salito a bordo dovette affrontare un imprevisto. Il primo ufficiale finlandese lo stava aspettando sulla tolda. Aveva la camicia imbrattata di sangue e si teneva sul viso una pezzuola con un impiastro.
Aveva sbattuto contro la porta della cabina, spieg, ed era caduto. Temeva di essersi procurato anche qualche lesione interna; in ogni caso non era in grado di prendere il mare.
Gi da un po' Zachary sospettava che quell'uomo stesse cercando una scusa per abbandonare la nave; gli pag il dovuto e gli ordin di sgombrare la cabina.
Era troppo tardi per rimpiazzarlo, ma non si lasci scoraggiare: fra lui e il secondo ufficiale, se la sarebbero cavata benissimo.
La sera prima dell'imbarco, Kesri fu convocato nella tenda del capitano Mee per fare il punto sul piano d'attacco. Sul tavolo da campo c'era una grande mappa dell'estuario del Fiume delle Perle.
Le fortificazioni ripristinate e quelle di nuova costruzione erano segnate in rosso, e il Bocca Tigris era un'esplosione di colore. Il capitano Mee spieg che i cinesi avevano ricostruito le opere difensive di Chuenpee e Tycock, teso grosse catene per bloccare le vie di navigazione e piantato pali nel letto del fiume per ostruire il transito.
Le postazioni pi rafforzate erano quelle di North Wantung, proprio al centro del Bocca Tigris, a met strada fra Chuenpee a est e Tycock a ovest. Ora l'isola pullulava di cannoni: una batteria fronteggiava la principale via di navigazione a est, un'altra dominava quella a ovest e una terza coronava la vetta dell'isola.
Insieme ad altri ufficiali, il capitano Mee aveva esaminato le fortificazioni di North Wantung dal ponte della Nemesis. Senza dubbio uno spettacolo impressionante, disse. Almeno duecento cannoni, mentre un mese prima erano solo poche decine. Che un'operazione di cos vasta portata fosse stata realizzata tanto in fretta era di per s sbalorditivo.
Ma subito sotto North Wantung c'era un'isola molto pi piccola, South Wantung, da cui si potevano colpire le batterie dell'isola vicina. Eppure, incredibilmente, i cinesi non l'avevano occupata n fortificata. Da un punto di vista militare si trattava di un errore grossolano, disse Mee: una volta conquistata, South Wantung avrebbe potuto essere usata come grimaldello per forzare il Bocca Tigris. Era quella l'idea portante del piano d'attacco, che prevedeva innanzitutto di prendere quell'isola.
Anche questa volta i Bengal Volunteers sarebbero stati trasportati dalla Nazareth Shah insieme a tutti i civili al seguito e all'equipaggiamento pesante. Probabilmente la battaglia sarebbe durata parecchi giorni, se non settimane, disse il capitano, perci gli uomini dovevano essere preparati a una lunga permanenza.
Stavolta non si discute, havildar concluse il capitano. Succeda quel che succeda, ci spingeremo fino a Canton.
La mattina dopo, la Baia di Hong Kong era in preda alla frenesia. Tutti, mercanti e lascari, armatori parsi e barcaioli cinesi, sapevano che ci si trovava a una svolta decisiva. Quando per le navi da guerra venne il momento di salpare, una processione di mercantili ammantati di stendardi e Union Jack usc dal porto per schierarsi lungo la via che portava all'estuario; i ponti erano affollati di passeggeri che applaudivano o pregavano; alberi e pennoni brulicavano di marinai saliti arriva per assistere al passaggio della flotta.
In testa c'erano i tre vascelli di linea da settantaquattro cannoni, la Melville, la Blenheim e la Wellesley, seguiti dalla Druid da quarantaquattro cannoni e dalla Jupiter da ventiquattro. Sfilavano solenni, acclamati dagli spettatori che esultavano lanciando urr come a una regata.
La Ibis e le altre navi appoggio e trasporto truppe salparono per ultime e furono scortate fuori dalla baia dalla Queen e dalla Madagascar. Seguirono i mercantili che si stavano trasferendo nel pi sicuro porto di Saw Chow. L'Anahita sarebbe stata una delle poche navi a restare all'ancora a Hong Kong.
Il clima era perfetto, fresco ma non freddo; il cielo era azzurro, e un vento regolare spinse rapidamente la flotta all'imbocco del Fiume delle Perle. Era la prima volta che Zachary si addentrava tanto nell'estuario. Sebbene lungo la costa cinese avesse ammirato molti bei paesaggi, era incantato dalla grandiosit di quella vista: sembrava una vallata di lapislazzuli fiancheggiata da montagne di giada.
Il punto di ritrovo era a un miglio dall'isola di South Wantung e, quando le navi appoggio lo raggiunsero, i preparativi per l'attacco erano gi in corso. Le navi da guerra si erano disposte ben distanziate in formazione triangolare, con in testa la Wellesley e gli altri due vascelli da settantaquattro cannoni. Dietro c'erano sette navi pi piccole e una flottiglia di cutter e barche dotate di razzi, oltre a tre vapori ben armati.
La formazione era come la punta di una freccia rivolta verso i forti di North Wantung. Quell'isola aveva la forma di una sfinge, con la testa verso la flotta britannica. Sulla cresta c'era una possente batteria, dove le feritoie erano gi aperte, e le bocche dei cannoni erano rivolte verso le navi britanniche. Tutt'attorno, le sponde del fiume erano costellate da una cinta di fortificazioni quasi ininterrotta; gli spalti serpeggiavano lungo i pendii, dai promontori fino alle vette.
Dal cassero della Ibis, Zachary aveva una buona visuale sui preparativi dell'attacco. Dei vapori che affiancavano la flotta, tre erano impegnati a zangolare intorno ai velieri all'ancora. Solo uno restava immobile, la Nemesis, cui spettava il compito di dare il via all'attacco. Attorno a lei si affollavano le lance impegnate a scaricare uomini e munizioni; mentre a poppa erano attaccati tre cutter pronti per essere trainati.
Proprio quando il sole stava calando, l'alto camino della Nemesis sput una densa nube di fumo nero. Quando le caldaie entrarono in azione, la nave parve fremere e scuotersi come un cavallo da corsa che morde il freno. Poi di colpo schizz in avanti verso l'isolotto di South Wantung, tirandosi dietro i cutter.
Le due Wantung erano separate da un sottile braccio di fiume. L'isola a sud era di dimensioni molto modeste e, se non fosse stato per due poggi, la si sarebbe potuta scambiare per una distesa fangosa. Come un topo al cospetto di un gatto, sembrava farsi piccola di fronte all'altezzosa vicina settentrionale.
Mentre la Nemesis avanzava verso South Wantung, due batterie cinesi aprirono il fuoco simultaneamente, una dalle alture di North Wantung, l'altra da Humen, sulla sponda del fiume. I colpi iniziali non andarono a segno e, prima che i cannonieri cinesi riuscissero ad aggiustare il tiro, la Nemesis raggiunse l'isolotto e accost a una spiaggia protetta da un poggio.
Le batterie di North Wantung continuarono a sparare senza esito, e intanto sbarcarono le prime truppe. Ora, tutt'a un tratto, i poggi grigiastri dell'isolotto brulicavano delle uniformi blu degli artiglieri.
Zachary teneva il cannocchiale incollato su South Wantung: maestro d'ascia per formazione, nutriva un interesse professionale per il modo in cui le cose venivano assemblate o smontate, perci era catturato dalla scena che si stava svolgendo sull'isolotto: duecento uomini che lavoravano all'unisono con la precisione e la sincronia di vespe che costruiscono un nido.
I lascari di terra della Madras Artillery avevano portato con s una gran quantit di sacchi di iuta, e ora li stavano riempiendo di sabbia. Man mano che si riempivano, i sacchi venivano passati di mano in mano, fino alla conca che separava i due poggi dell'isola. L, al riparo di un declivio, c'era un ufficiale della Royal Artillery; sotto la sua direzione, i sacchi venivano ammucchiati per formare un parapetto difensivo.
Nel frattempo, squadre di artiglieri avevano scaricato dalla Nemesis un arsenale di armamenti smontati. Per prime, una serie di robuste canne d'ottone e di ferro, ognuna del peso di almeno mezza tonnellata; poi le ruote e gli avantreni degli affusti. Le varie parti furono assemblate con una rapidit stupefacente e, prima del calar del sole, sulla spiaggia era sorta una piccola piazzaforte.
Nel frattempo le raffiche delle batterie cinesi erano andate intensificandosi. L'isolotto era stato colpito diverse volte, ma gli artiglieri, protetti dalle alture, non avevano subito danni.
Quando scese la notte, il Bocca Tigris divenne una vasta distesa di luci e fiamme. Sui promontori circostanti i fuochi da campo delle truppe cinesi baluginavano nell'oscurit. Intanto i cannoni di North Wantung continuavano a sparare, cos che le alture dell'isola sembravano un vulcano in attivit che vomitava lingue di fuoco.
Anche sul versante protetto dell'isolotto brillavano delle luci, mentre gli artiglieri inglesi e indiani si dedicavano alla costruzione della batteria. Allo spuntare del giorno si vide che erano riusciti a terminare l'opera: nella conca fra le due alture era sorta una piccola postazione d'artiglieria riparata da una muraglia di sacchi di sabbia. Consisteva di tre obici, due cannoni da campagna da otto pollici e una bocca da fuoco d'ottone per proiettili da ventiquattro libbre. Dietro gli affusti, c'era una piattaforma per il lancio di razzi Congreve.
Intorno alle otto del mattino, col cielo sereno e l'intero estuario inondato dalla luce del sole, la batteria britannica apr il fuoco. I primi colpi mancarono il bersaglio, coi proiettili che si schiantavano contro la scogliera di North Wantung sollevando pezzi di roccia e terra. Ma a poco a poco i cannoni allungarono il tiro, risalendo lungo la parete di roccia fino a colpire le mura della fortezza, distruggendo feritoie e merlature. Poco dopo le bocche di fuoco passarono ai candelotti di mitraglia, scatenando una grandinata di palle di moschetto sulle batterie cinesi. Segu un lancio di razzi Congreve, che superarono gli spalti provocando una serie di boati e colpendo una polveriera, che scoppi scaraventando una bocca da fuoco per proiettili da sessantotto libbre oltre la feritoia. Il cannone rest in bilico per un istante, poi si capovolse, ruzzol gi dalla scogliera con un clangore metallico, rimbalz su un masso e infine precipit nello stretto sollevando un pennacchio d'acqua.
Nel frattempo la flotta britannica si era divisa in tre squadre in vista dell'attacco. Per un po' le navi restarono bloccate dalla bassa marea e dall'assenza di vento. Il bombardamento di North Wantung continu mentre si attendeva un po' di brezza; nell'aria immobile, dalle colline dell'isola si sollevavano nubi di fumo e pietrisco.
Erano le dieci quando si alz il vento e la squadra pi consistente, guidata dalla Melville e dalla Blenheim, iss le vele dirigendosi verso Humen. La seconda squadra, composta da due sole imbarcazioni, la Wellesley e la Modeste, punt verso ovest, in direzione del forte di Tycock sull'altra sponda. La terza squadra and convergendo sull'isola di North Wantung, devastata e avvolta nel fumo. Ad accompagnare ciascun gruppo c'era una flottiglia di barche lanciarazzi.
Fino a quel momento, le navi britanniche non avevano sparato un solo colpo. Ora, man mano che si avvicinavano alle batterie costiere, le squadre gettavano l'ancora fissando le navi col traversino in modo che restassero col fianco rivolto verso l'obiettivo. Poi, quasi all'unisono, cominciarono a lanciare le loro bordate contro tutt'e tre le postazioni difensive. Al rombo dei cannoni si accompagnava il fischio dei razzi Congreve.
La ferocia del cannoneggiamento era tale da far pensare che un diluvio di metallo e fuoco si fosse abbattuto sullo stretto, incendiando anche l'acqua. Col susseguirsi delle bordate, sul Bocca Tigris si and addensando un nuvolone nero: il fumo era cos fitto che a un certo punto le navi dovettero cessare il fuoco.
Quando si dirad, si vide che gran parte dell'artiglieria cinese era stata spazzata via. Nella fortezza di Tycock tutto taceva, mentre i cannoni di Humen e North Wantung sparavano ormai solo sporadicamente. In tutt'e tre le fortezze, gli spalti e le opere difensive erano crollate o gravemente danneggiate.
A quel punto le navi si riposizionarono in vista dell'attacco terreste. La Wellesley e la Modeste erano riuscite a ridurre il forte di Tycock a una rovina fumante, perci virarono e andarono a unirsi alla squadra che stava attaccando North Wantung.
Solo a quel punto Zachary riusc ad abbassare il cannocchiale: aveva seguito con entusiasmo l'intera operazione, concentrandosi ora sulla sponda destra, ora su quella sinistra, e talvolta sull'isola nel mezzo.
Non aveva mai assistito a uno spettacolo simile, a un'azione cos ben organizzata, a un tale miracolo di precisione. Gli parve un trionfo della civilt moderna; un esempio perfetto di come la disciplina e la ragione potevano conquistare continenti di tenebra, proprio come aveva detto Mrs Burnham; una prova dell'onnipotenza della classe di uomini di cui ora anche lui faceva parte. Pens agli improbabili mentori che l'avevano aiutato a varcare quella soglia - Serang Ali, Baboo Nob Kissin Pander e Mrs Burnham - e si sent pieno di gratitudine verso il destino che gli aveva riservato un ruolo in quel poderoso ingranaggio.
Kesri e i Bengal Volunteers erano stati assegnati al contingente che sarebbe sbarcato a North Wantung insieme ai soldati del Royal Irish, ai cameroniani e ai sepoy del 37o Madras. A ogni distaccamento era stato assegnato un cutter. Due venivano trainati dalla Madagascar, gli altri dalla Nemesis.
Mentre si avvicinavano all'isola, i cutter furono accolti da nugoli di frecce e colpi di schioppo. E ancor prima dello sbarco, i difensori si precipitarono fuori da quel che restava delle fortificazioni brandendo spade, lance e picche.
Kesri cap subito che si sarebbe ripetuto quanto era gi successo a Chuenpee: avendo subito un bombardamento devastante, impotenti di fronte al fuoco nemico, i difensori avevano deciso che la loro unica speranza stava nel combattimento corpo a corpo. E questo dava loro il coraggio della disperazione, spingendoli ad abbandonare il riparo degli spalti fortificati. Ma in campo aperto erano terribilmente vulnerabili, e prima ancora di entrare in contatto con gli aggressori furono falciati dal fuoco dei moschetti e dalle mitraglie. Come a Chuenpee, molti di loro presero fuoco per la polvere da sparo che si riversava sulle uniformi, e trovarono la morte gettandosi in acqua per spegnere le fiamme.
Quando il contingente riusc infine a sbarcare, la riva era gi tappezzata di morti e agonizzanti. Alcuni ufficiali inglesi intimarono: Arrendetevi! Arrendetevi! Alcuni avevano anche imparato l'espressione cinese: Too-kiang! Ma le loro parole restarono inascoltate, e i difensori continuarono a combattere scagliandosi contro le baionette degli aggressori.
Le truppe da sbarco avevano portato con s delle scale per dare l'assalto alle mura, ma ben poche vennero usate. Gli spalti erano cos danneggiati che in diversi punti ci si poteva arrampicare attraverso le brecce.
Una volta entrati nelle fortificazioni, gli invasori si divisero, mentre i cinesi sopravvissuti si ritiravano sulle alture. Kesri si trov a correre in passaggi dove c'erano solo soldati cinesi morti o feriti. In molte batterie, i corpi dei cannonieri straziati dalla mitraglia erano riversi sulle canne delle proprie armi. Kesri era sbalordito nel vedere che, invece di mettersi in salvo, erano rimasti al proprio posto fino alla fine.
Presso la vetta dell'isola, s'imbatt in un folto gruppo di cinesi disarmati, accucciati in un cortile sotto il tiro dei fucili di un distaccamento inglese al comando del suo amico sergente Maggs.
Questi signori hanno avuto il buon senso di arrendersi disse il sergente. Ma dia un'occhiata a quelli laggi.
Indic una feritoia affacciata sul canale. Guardando gi, Kesri vide che le rocce sottostanti erano cosparse di cadaveri: piuttosto che arrendersi, quei soldati cinesi avevano preferito gettarsi nel vuoto.
Ancora una volta a Kesri tornarono in mente altre campagne militari, nell'Arakan e contro le trib delle colline. Anche l i difensori avevano combattuto a quel modo, buttando via la propria vita per disperazione. Per i sepoy e gli altri soldati di mestiere non c'era niente di peggio: li faceva sentire assassini prezzolati.
Perch? Perch combattere cos? Perch non accettare la sconfitta e scegliere la vita? Kesri avrebbe voluto spiegare loro che, per parte sua, avrebbe di gran lunga preferito lasciarli sopravvivere che vederli morire: lui stava solo facendo il suo lavoro.
Distolse gli occhi e guard davanti a s il forte di Humen. Fra i pennacchi di fumo nero sventolavano ora le bandiere britanniche. A un tratto ci fu un lampo seguito da un rumore assordante, mentre un intero settore delle mura scivolava lentamente nello stretto. A quanto pareva, gli artieri britannici stavano demolendo sistematicamente il forte e i suoi spalti.
Quanta morte, quanta distruzione... E contro persone che non avevano fatto alcun male agli uomini che con tanta determinazione riversavano su di loro quel diluvio di fuoco. Che senso aveva? A che scopo?
Kesri ebbe un fremito al pensiero del ruolo che lui stesso aveva svolto in ci che gli stava accadendo intorno: dentro di s sapeva che di quelle azioni avrebbe dovuto rispondere per molte vite a venire. Per contrastare il terrore che aveva in cuore, ricord a se stesso quegli eroi del Mahabharata che avevano combattuto dalla parte del male solo perch tale era il loro dovere, perch non farlo sarebbe stato un disonore. Pens a Dronacharya che si batteva contro Arjuna, il discepolo che amava pi di un figlio; pens a Bhisma Pitamaha, il pi retto degli uomini, che s'impegnava per una causa ingiusta; pens al re Shalya, che muoveva guerra ai figli di sua sorella solo perch poche avventate parole lo avevano inchiodato a quel destino. Allo stesso modo, si disse Kesri, anche lui aveva prestato giuramento agli inglesi, e ora non poteva rimangiarsi la parola senza disonore.
Cerc conforto in quei pensieri, ma inutilmente. Quella domanda continuava ad assillarlo. Quanta morte, quanta distruzione... A che scopo?
Pi di ogni altra cosa fu la rapidit dell'operazione a meravigliare Zachary. Nel giro di quattro ore tutte le fortificazioni del Bocca Tigris erano in mano agli inglesi. Humen era stata appena conquistata, e gi la catena tesa attraverso il fiume veniva strappata dagli ormeggi e lasciata cadere sul fondo.
Poi ebbe inizio uno spettacolo che, a suo modo, incuteva lo stesso timore reverenziale dell'assalto coordinato: la distruzione dei cannoni e la demolizione dei forti.
Anche questo avvenne simultaneamente nei tre diversi luoghi: sulle due sponde dello stretto e sull'isola al centro. Uno dopo l'altro, enormi cannoni venivano spinti fuori dalle postazioni e fatti rotolare nell'acqua. Alcuni venivano frantumati dall'interno, riempiendo la canna di sacchetti di sabbia mescolata a massicce dosi di polvere da sparo. Scoppiavano come frutti maturi.
Ma tali scoppi non erano nulla in confronto alle esplosioni con cui venivano abbattuti i forti. A ogni detonazione un vortice di fumo e pietrisco si levava verso il cielo; i detriti sembravano svanire fra le nubi prima di precipitare con fracasso al suolo. Ben presto i pendii intorno al Bocca Tigris divennero grigi sotto quella tempesta di polvere.
Zachary era talmente ipnotizzato dallo spettacolo che quasi non ud la voce di Baboo Nob Kissin al suo fianco: Signore,  giunto un messaggio con richiesta di consegna di munizioni ai Bengal Volunteers.
Se ne occupi lei, Baboo tagli corto Zachary. Io ho troppo da fare.
Baboo Nob Kissin se n'era appena andato che gi a Zachary arrivava un altro messaggio in cui gli si chiedeva di predisporre la Ibis ad accogliere alcuni feriti: sarebbero arrivati tre ufficiali e una ventina di soldati, a piccoli gruppi, ognuno accompagnato da medici, chirurghi e infermieri.
L'interponte della goletta era gi stato diviso in modo che sepoy e soldati inglesi potessero alloggiare in spazi separati. Ma ancora non si era fatto alcun preparativo per gli ufficiali. Zachary immaginava che non avrebbero gradito di essere mandati sottocoperta.
La cabina del primo ufficiale era vuota, ma era troppo piccola per tre uomini. Zachary decise di trasferircisi e cedere quella del capitano agli ufficiali feriti. Era di gran lunga la cumra meglio arredata e pi spaziosa della goletta, e Zachary non dubitava che gli ufficiali avrebbero apprezzato il gesto.
La cabina vuota era a pochi passi dalla sua, oltre il casotto di poppa dove di solito consumavano i pasti ufficiali e nostromi. Zachary impieg pochissimo tempo a spostare le sue cose. Quando giunse la prima imbarcazione carica di feriti, la Ibis era prontissima ad accoglierli.
I soldati avevano perlopi ferite leggere e riuscirono a raggiungere le rispettive cuccette con le proprie gambe; solo per pochi ci fu bisogno di lettighe. Si stavano ancora sistemando quando giunse un altro contingente, una mezza dozzina di uomini dei Madras Engineers colpiti da detriti volanti mentre demolivano i forti. Tra loro c'era un ufficiale, un uomo dello Yorkshire. Raccont a Zachary che le compagnie di artieri avevano usato le scorte di esplosivi cinesi per far saltare le fortificazioni: le mura erano cos solide che per buttarle gi c'erano volute diecimila libbre di esplosivo.
Lo scopo delle demolizioni non era solo spianare le difese; si auspicava che quelle esplosioni spaventose avessero un effetto salutare sui cinesi, provocando shock e terrore e facendo loro comprendere l'inutilit di continuare a resistere.
Un po' di botti comment con tono solenne l'ufficiale possono salvare molte vite.
Quando i Bengal Volunteers si radunarono sul ponte della nave trasporto truppe, apparve evidente che ancora una volta la Compagnia B era stata molto fortunata. A parte qualche graffio e qualche taglio, i sepoy erano incolumi. L'unico ferito era un giovane alfiere caduto mentre scalava le mura di North Wantung. Si era spezzato la spina dorsale e soffriva moltissimo. Era stato il capitano Mee a riportarlo sulla nave trasporto, ed era rimasto con lui mentre aspettava di essere spostato sulla nave appoggio.
Dopo l'appello, Kesri scese sottocoperta in cerca del capitano e lo trov con ancora addosso l'uniforme insanguinata.
Signore, l'alfiere-sah'b sar evacuato?
S disse Mee. Lo porter io stesso sulla nave appoggio, e domani verr mandato a Saw Chow o a Hong Kong.
Tornato in coperta, Kesri si un agli uomini che assistevano allocchiti alle esplosioni intorno al Bocca Tigris. Rimasero a guardare ipnotizzati finch un urlo improvviso li scosse: alcuni lascari stavano tentando di issare col montacarichi qualcosa di eccezionalmente pesante e chiedevano aiuto a gran voce.
Kesri e parecchi altri sepoy si precipitarono al verricello e si aggrapparono alle funi con tale determinazione che il montacarichi schizz verso l'alto e fu catapultato all'apice del palo col suo carico ancora accoccolato dentro. Allora si scopr che quel qualcosa non era n una cassa n un sacco, bens un visitatore insolitamente corpulento.
Per un lungo momento il meccanismo si blocc, col visitatore sospeso per aria. I sepoy e i lascari fissavano a bocca aperta quella repentina apparizione: era come se un essere soprannaturale fosse emerso dal mare per levitare sopra la nave.
Anche il cielo parve cospirare, gettando una luce paradisiaca su quella figura sospesa; proprio in quel momento infatti fra le nuvole si apr uno squarcio, e un raggio di sole punt sul montacarichi. Malgrado l'intensa luminosit, era impossibile dire se il visitatore fosse maschio o femmina, tanto era strana l'apparizione: il corpo, imponente, era avvolto da capo a piedi in un'ampia veste color zafferano; la testa, enorme, era sorretta da massicce mandibole e incorniciata da un'aureola di capelli svolazzanti.
Quell'insieme strabiliante di tratti era completato da due occhi giganteschi, cos spaventati adesso da sembrare sul punto di schizzare fuori dalle orbite come proiettili.
A un tratto la figura sospesa si abbandon a una tonante invocazione, con voce maschile: H Radh, h Shyam!
Il grido trov immediata risonanza nei sepoy, che a loro volta ruggirono: H Radh, h Shyam!
Quel grido parve sbloccare qualcosa nel meccanismo della carrucola, e le funi ripresero a girare calando con delicatezza il visitatore sul ponte.
Tutto ci avvenne in non pi di due minuti, ma l'effetto fu elettrizzante. Kesri si rese conto di aver gi visto da qualche parte quel visitatore, ma non ricordava dove. Quasi automaticamente gli usc dalle labbra una frase: Aap hai kaun? Chi siete?
Il mio nome, fu la risposta,  Babu Nobo Krishna Panda.
Nel momento in cui ud quelle parole, a Kesri fu tutto chiaro: la veste di un colore beneaugurale, la sacra invocazione; ora tutto aveva un senso, perch dopotutto un panda  una sorta di pandit. In passato, quando Kesri entrava nei templi, i panda avevano spesso suscitato la sua ira con le loro incessanti richieste di denaro, ma adesso la parola panda suonava come la risposta a una preghiera: era come se il mare e il cielo avessero cospirato per mettergli davanti una guida capace di rispondere alle domande che gli ronzavano in testa con tanta insistenza.
Senza aggiungere altro, Kesri guid Baboo Nob Kissin verso la balaustra e indic le gigantesche colonne di fumo che si alzavano dai forti.
A che scopo tutto questo, panditji? domand. Cosa significa? Voi lo sapete?
Nob Kissin annu. Certo che lo so, disse, come se fosse la cosa pi ovvia del mondo.
Allora spiegatemelo, panditji, ribatt Kesri umilmente. Voglio saperlo anch'io.
Zaroor beta, disse Nob Kissin gioviale. Certo che te lo dico: quello che vedi  l'inizio del pralaya, della fine del mondo.
Arr ye kya baat hai? esclam Kesri incredulo. Cosa dite mai?
Sulla faccia di Nob Kissin si disegn uno smagliante sorriso: Ma perch sei cos spaventato figliolo? Non sai che siamo nel Kaliyuga, l'et dell'apocalisse? Dovresti gioire di essere qui oggi, a combattere per gli angrez.  il destino degli inglesi provocare la fine del mondo, non sono che uno strumento nelle mani degli di.
Baboo Nob Kissin indic la Nemesis, che muoveva a tutto vapore oltre i forti in fiamme tra volute di fumo plumbeo.
Dekho... Guarda. Dentro quei vascelli brucia il fuoco che risveglier i demoni dell'avidit che si nascondono in ogni essere umano. Perci gli inglesi sono venuti in Cina e in Indostan: due paesi cos popolosi che se la loro avidit si risveglia sono capaci di consumare il mondo intero. Oggi  cominciato il grande banchetto. Finir solo quando tutta l'umanit, travolta da un'incontenibile ingordigia, avr divorato la terra, l'aria e il cielo.
Ora a Kesri girava la testa. Io sono un uomo semplice, panditji, disse. Non capisco. Perch devo assistere all'inizio della fine? E perch voi siete qui?
Non ti  chiaro? disse Nob Kissin con una certa sorpresa. Siamo qui per aiutare gli inglesi a compiere il proprio destino. Saremo anche persone qualunque, ma siamo fortunati: noi sappiamo perch siamo qui, mentre loro non lo sanno. Dobbiamo fare il possibile per aiutarli.  il nostro dovere, non lo capisci?
Kesri scosse il capo. No, panditji, non capisco.
Baboo Nob Kissin gli pos una mano sul capo, come per benedirlo.
Non lo comprendi, figlio mio? Prima viene la fine e meglio . Tu e io siamo fortunati a essere stati scelti per contribuire al compiersi del destino. I posteri ci saranno riconoscenti. Perch solo quando questo mondo finir ne nascer uno migliore.
Sui ponti della Cambridge, ormeggiata a meno di venti miglia dal Bocca Tigris, cal il silenzio quando all'orizzonte apparvero enormi pennacchi di fumo e polvere che salivano lentamente verso le nuvole.
La dimensione dei pennacchi autorizzava una sola conclusione: i forti del Bocca Tigris erano in fiamme.
Col susseguirsi dei dispacci, divenne evidente che l'attacco alla Prima Barriera era solo questione di tempo. L'unico dubbio era quanto: le navi inglesi sarebbero avanzate quel giorno stesso o avrebbero atteso ancora?
Col passare delle ore l'eventualit di un attacco immediato cominci a ridursi. Il braccio d'acqua fra il Bocca Tigris e la Prima Barriera era notoriamente insidioso; sembrava dunque improbabile che le navi da guerra inglesi tentassero la navigazione a un'ora cos tarda.
Al crepuscolo, dopo molte ore di febbrili congetture, mentre le lontane colonne di fumo si arrossavano nella luce sempre pi fievole, una strana quiete si impossess della Cambridge. Quando Jodu chiam alla preghiera i musulmani del vascello, la cantilena dell'azaan trasmise una certa serenit e rassicurazione anche ai non credenti.
Finita la preghiera, si form un capannello intorno a Jodu, che cominci a parlare a voce bassa ma con fervore. La seriet della sua espressione incurios Neel, che non pot fare a meno di tendere l'orecchio.
Jodu stava parlando del giorno del Giudizio e di come prepararsi ad affrontarlo.
Pi tardi Neel gli chiese se davvero pensava che si fosse a quel punto. Jodu scroll le spalle: K jan? Chi lo sa? Ma se cos fosse, voglio essere pronto.
Poco dopo il tramonto, un timoniere avvert Zachary che un'altra imbarcazione aveva accostato alla Ibis. Sporgendosi dalla murata Zachary vide che la barca trasportava una sola lettiga, in cui giaceva un giovanissimo subalterno, un alfiere. Era accompagnato da alcuni barellieri e da un ufficiale, che altri non era che il capitano Mee.
Zachary trattenne il fiato: era esattamente l'occasione che aspettava. And a piazzarsi accanto alla scala laterale e quando Mee pos il piede sul ponte gli tese la mano: Buonasera, capitano Mee.
L'uniforme del capitano era sudicia e rigata di sangue; evidentemente era stato cos occupato a vegliare l'alfiere ferito che non aveva avuto il tempo di ripulirla o di cambiarsi. Parve riconoscere a stento Zachary. Immagino che lei sia il comandante della nave.
Proprio cos.
Il capitano lo scrut. Oh, ma lei ... Gli strinse distrattamente la mano. Buongiorno.
Nel frattempo l'alfiere ferito era stato tirato su dalla barca, e quando la lettiga atterr sul ponte gli sfugg un grido di dolore.
Non mollare, Upjohn gli url il capitano. Fra un minuto sarai sistemato.
La voce del capitano era insolitamente mite, quasi sollecita. Evidentemente la preoccupazione per il giovane ufficiale aveva smussato la sua consueta bruschezza. Zachary lo prese come un segno propizio.
Brutta ferita, vero?
Ha fatto un ruzzolone mentre scalavamo le mura di North Wantung rispose truce il capitano. Pu essere che si sia rotto la schiena.
Mi dispiace, signore disse Zachary. Se c' qualcosa che posso fare per lui, la prego di comunicarmelo.
Il capitano Mee parve ammorbidirsi un po', e fece a Zachary un cenno di ringraziamento. Molto gentile da parte sua.
Poi segu la lettiga dell'alfiere ferito nella cabina del capitano. Quando ne usc, Zachary lo stava aspettando.
Posso dirle due parole, capitano Mee?
Mee esit: Non ho molto tempo.
Non sar una cosa lunga. Zachary tenne aperta la porta della cabina in cui si era trasferito. Le dispiace entrare?
Il locale era molto piccolo, illuminato da un'unica candela. Dopo che Zachary ebbe chiuso la porta c'era s e no un metro a separarli.
Di cosa si tratta?
Sebbene curvasse le spalle, Mee premeva con la nuca contro il soffitto. L'unico posto dove sedersi era la cuccetta, col suo groviglio di lenzuola grigiastre.
Zachary decise che era meglio restare in piedi.
 una questione molto semplice, capitano disse. Volevo proporle un affare.
Un affare? Mee sput quella parola come se fosse un granello di sabbia. Non capisco.
Capitano, caso vuole che io disponga di un grosso carico di scorte alimentari, del tipo preferito dai sepoy: riso, lenticchie, spezie, eccetera. I miei soci e io le saremmo molto grati se volesse comunicare l'informazione agli addetti alle vettovaglie. Zachary tossicchi. E ovviamente ci accerteremmo che lei venga adeguatamente compensato per il suo interessamento.
Un'espressione incredula oscur la faccia del capitano. Cosa intende con adeguatamente compensato?
Interpretando la domanda come una manifestazione d'interesse, Zachary ebbe un brivido di eccitazione. Il pesce aveva abboccato, ora non restava che tirarlo su.
Scegliendo con cura le parole, disse: Mi riferisco a un piccolo segno della nostra gratitudine, capitano Mee. Lei certo sa che noi liberi mercanti siamo molto, molto riconoscenti a lei e ai suoi soldati per il meraviglioso lavoro che state facendo qui in Cina. Poich vi  toccato faticare e affrontare molti pericoli,  solo giusto che riceviate una parte dei benefici, non crede? Sarebbe una vergogna se ufficiali di grado intermedio come lei fossero ricompensati solo con qualche misera indennit. E qui Zachary tossicchi di nuovo. Tanto pi se si tiene conto che molti dei vostri superiori hanno gi ricevuto sostanziose prebende.
Via via che capiva, il capitano cambiava espressione. Oh, dunque si tratta di una bustarella! disse. Mi sta offrendo una stecca... una tangente.
Non deve trarne conclusioni affrettate, capitano Mee. Solo a quel punto Zachary si rese conto di aver scelto l'approccio sbagliato, ma poco importava, aveva altre carte nella manica.
Non mi racconti balle, mi ha preso per un coglione? Conosco benissimo i suoi raggiri, mascalzone rotto in culo.
La faccia massiccia del capitano era distorta dalla collera; serrava e torceva i pugni. Zachary fece un passo indietro, appiattendosi contro la paratia. Capitano Mee, posso ricordarle che si trova sulla mia nave? Cerchi di controllarsi.
Non abbia timore, se non sapessi controllarmi sarebbe gi col grugno per terra. Ma sarebbe troppo generoso per un ancorotto come lei. Ho in serbo qualcosa che le far molto pi male.
E cosa sarebbe, di grazia?
La sputtaner disse il capitano. Adesso che ho scoperto il suo gioco, andr fino ai vertici, voglio essere sicuro che non ritenter la sua sviolinata con nessun altro. Gli imbroglioni come lei sono stati responsabili di troppe morti. Ne avete uccisi pi voi, dei nostri soldati, che i cinesi! Che io sia dannato se non la porto davanti alla corte, ruffiano leccaculo.
Quel torrente di ingiurie cadde su Zachary come una doccia fredda, ma lungi dall'intimidirlo gli aguzz la mente. Sapeva esattamente cosa fare adesso per rimettere in riga il capitano.
Be', capitano Mee disse con un sorrisetto, far come meglio crede, naturalmente. Ma forse dovrebbe chiedersi quale sia agli occhi del mondo il crimine peggiore: la corruzione o l'adulterio?
Negli occhi del capitano ci fu un guizzo di spavento. Cosa diavolo intende dire?
Il sorriso di Zachary si dilat per la soddisfazione. Intendo dire, capitano, che lei ha molto pi da perdere di me. Tacque, per dare pi enfasi a quanto stava per aggiungere. Ma a perderci sar soprattutto Mrs Burnham. O sbaglio?
Il capitano rimase immobile per un istante, poi il suo pugno scatt nell'aria abbattendosi sulla mandibola di Zachary, che barcoll finch il bordo della cuccetta gli seg le gambe costringendolo a piegare le ginocchia. Quando si riebbe, era steso sulla cuccetta e sentiva in bocca il gusto metallico del sangue. Ma stranamente il dolore parve schiarirgli ancora di pi le idee: cap che provocandolo gli aveva fatto perdere le staffe. Adesso era in vantaggio lui, e doveva approfittarne.
Massaggiandosi la guancia, riusc a fare un altro sorriso. Mrs Burnham doveva essere proprio ridotta male disse per infilare un cappuccio su un bue come lei.
Ebbe di nuovo la soddisfazione di veder vacillare il capitano, come se il pugno alla mascella l'avesse preso lui. La sua espressione d'incredulit era quasi comica.
Oh s disse Zachary rassicurato. Il pulsare della mascella aumentava enormemente il piacere di sapere che adesso il capitano era in mano sua. Sorrise di nuovo. Bisogna dire che Mrs Burnham ci sa fare, coi cappucci. Non dimenticher mai la prima volta.
All'improvviso le lunghe gambe del capitano si mossero e, superando d'un passo il metro che li separava, Mee prese Zachary per il collo.
Cosa c', capitano Mee? rise lui. Sembra sorpreso. Non mi dir che pensava di essere stato l'unico. Che in tutti questi anni, mentre lei portava il cilicio, Mrs Burnham l'avesse aspettata.
Chiuda il becco, bastardo! Lei mente!
Dunque non mi crede. Sarei pi convincente se le mostrassi il trucchetto che fa col cappuccio?
Il capitano avvicin il volto al suo. Non ha nessun pudore, porco schifoso? Sibil quelle parole fra i denti, cos che un velo di saliva si deposit sulla faccia di Zachary.
Zachary si pass lentamente la punta della lingua sulle labbra, come aveva visto fare tante volte a Mrs Burnham.
Vede, capitano disse, sono convinto che lei abbia ancora in bocca il sapore di quella donna... Io lo riconoscerei ovunque. E anche lei lo riconoscerebbe su di me, se passasse la lingua dove la passava lei. Alaggio lo chiamava, se ricordo bene. E il massimo  quando te lo fa sulla cartuccera...
Chiuda quella fogna! Stanco di essere sbeffeggiato, il capitano gli strinse pi forte il collo. Lo sa cosa succede ai ricattatori? Tirano le cuoia prima del tempo.
Adesso il pollice del capitano gli premeva sulla trachea, togliendogli l'aria. Zachary reag e, mentre cercava di liberarsi dal pollice, sfior il coltello a serramanico che aveva in tasca. Riusc ad estrarlo, ma proprio mentre lo apriva il capitano se ne accorse e con una rapida mossa s'impadron del suo pugno, col coltello e tutto. Poi si avvent su di lui, bloccandolo col suo peso, spingendolo sulla cuccetta e immobilizzandogli gambe e braccia. Cos facendo allent la stretta alla gola. Zachary cerc di prendere fiato, ma aveva il naso schiacciato contro il colletto del capitano e si ritrov a respirare l'odore acre di sudore e sangue della sua uniforme. Soffocava, e gir la testa di lato. Era fisicamente stremato, eppure, pi era sopraffatto, pi il suo corpo soccombeva alla forza assai maggiore dell'altro, pi la sua mente si faceva lucida e acuta. Tirando un mezzo respiro, sibil nell'orecchio del capitano: Povera Mrs Burnham! Andare a letto con lei dev'essere come scopare un obice.
Il capitano grugn, rafforzando la presa sul suo pugno. Non avrebbe dovuto puntarmi addosso il coltello ringhi. Mi ha solo facilitato le cose.
Con lenta, inesorabile pressione, gli sollev il braccio finch la lama non fu puntata sulla sua gola. Mentre cominciava a solcargli la pelle, Zachary a un tratto ricord. Ricord che quel coltello non era suo, che era appartenuto a Crowle, che Crowle glielo aveva puntato alla gola in quella stessa cabina quasi tre anni prima.
Ringalluzzito da quel ricordo, disse: Forza, mi uccida. E sa cosa succeder? Lasci che glielo spieghi. Le lettere di Mrs Burnham verranno ritrovate fra i miei effetti personali, le ho conservate tutte.  questo che vuole? Vuole rovinarla?
Zachary cap di averlo impressionato, perch la presa sulla sua gola venne meno. Con una repentina torsione del corpo si liber e salt su dalla cuccetta. Rassettandosi, tese una mano. Il mio coltello, per favore.
Ora il capitano era seduto con un'espressione abbacchiata e confusa. Gli restitu il coltello senza una parola.
Grazie, capitano. E se posso darle un consiglio, sarebbe saggio da parte sua riflettere sulla mia proposta.
Vada a farsi fottere. Non voglio vederla mai pi.
Zachary gli apr la porta con un sorriso. Temo che non si liberer cos facilmente di me, capitano disse. Sono sicuro che ci rivedremo, ma nel frattempo le auguro la buonanotte.
19.
A bordo della Cambridge, le prime ore del mattino trascorsero in un'angosciante incertezza. Nessuno sapeva cosa aspettarsi, ma poi arriv una staffetta con una notizia decisiva: cinque navi da guerra britanniche e due vapori, fra cui la Nemesis, avevano lasciato il Bocca Tigris e stavano risalendo il fiume. A breve sarebbero giunti alla Prima Barriera.
Fu un sollievo che finalmente si arrivasse al dunque, che la battaglia tanto attesa fosse ormai imminente. Alcuni pensavano che l'avanzata della flotta nemica sarebbe stata ostacolata dalle secche e dai banchi di sabbia del Fiume delle Perle, ma cos non fu. Gli inglesi avevano escogitato un sistema per affrontare le insidie del fiume: la Nemesis, col suo scarso pescaggio, precedeva le altre navi scandagliando il fondale per individuare una rotta sicura.
Con l'avvicinarsi della flotta, le notizie si facevano sempre pi incalzanti: adesso era a venticinque li, adesso a venti.
All'inizio dell'ora del cavallo, in tarda mattinata, gli artiglieri si sistemarono ai posti di combattimento e si dedicarono alle consuete procedure: ogni sirdar controll e ricontroll il proprio cannone, preparandolo per il primo colpo e assicurandosi che il focone fosse fornito di polvere, e che la carica e la palla fossero sistemate a dovere e pressate con gli stoppacci fatti di vecchie corde di canapa.
Era una giornata calda, e verso mezzogiorno sul castello di prora il sole era cocente. I cappelli conici non bastavano pi a proteggere gli artiglieri, cos sopra le batterie venne tesa una tettoia di tela. Ma i lascari continuavano a sudare, e molti di loro si liberarono dei vestiti, restando in banyan e avvolgendosi intorno al collo un gamchha a scacchi.
A mezzogiorno il vento cal e l'aria si fece immobile. Poco dopo giunse la notizia che le navi inglesi erano abbonacciate a nove li dalla Prima Barriera; solo la Nemesis stava ancora risalendo il fiume.
Gli artiglieri cominciarono allora a bisbigliare speranzosi che, se la nave-diavolo fosse stata bersagliata dal fuoco incrociato della fortezza e della Cambridge, forse c'era una possibilit di affondarla.
Sempre pi speranzosi, i cannonieri tenevano gli occhi fissi sul fiume. Dopo un po' si videro i primi sbuffi di fumo nero in lontananza, seguiti dal rumore sordo dei motori, sempre pi forte.
Anche dalle fortezze sull'altra sponda del fiume molti stavano cercando di individuare il piroscafo. Da lass si godeva di una vista migliore, perci furono le sentinelle ad avvistare per prime la Nemesis. Venne dato un segnale per avvertire l'equipaggio della Cambridge, e un istante dopo Jodu indic: Laggi! Okhan! E anche Neel intravide, oltre un boschetto di acacie e bamb, il fumaiolo torreggiante.
Appena superata l'ansa del fiume, la Nemesis ridusse la velocit. Era quasi a tiro quando i cannonieri della Cambridge poterono rimirarne per la prima volta il lungo scafo nero e le due gigantesche ruote a pale. Fra le ruote c'era un'ampia piattaforma, sopra la quale erano allineati i razzi Congreve pronti per il lancio.
L'aspetto della nave era cambiato dall'ultima volta che Neel l'aveva vista: sui masconi erano stati dipinti due grandi occhi, al modo asiatico. Incredibile che quel simbolo familiare potesse ora apparire cos sinistro, cos carico di intenzioni malvagie.
Anche Jodu, con la cicatrice sulla fronte che formava un'unica linea diritta con le sopracciglia, stava scrutando la nave nemica. Indic la base del fumaiolo. La camera di distribuzione  l, disse. Se riusciamo a colpirla, la azzoppiamo.
Sul vapore, i due cannoni brandeggiabili avevano gi cominciato a ruotare, uno in direzione della fortezza e l'altro della Cambridge. All'improvviso il silenzio fu lacerato da una detonazione. Non era chiaro chi avesse sparato per primo, ma nel giro di pochi secondi il vapore e la fortezza si scambiavano raffiche su raffiche.
Trascorse ancora qualche minuto prima che la Nemesis venisse a trovarsi a tiro della Cambridge. Quando echeggi l'ordine di sparare, Neel e gli altri serventi si precipitarono a manovrare il proprio cannone. Muovendosi all'unisono, spinsero l'affusto contro la murata facendo sporgere la canna dalla feritoia. Poi, mentre Jodu prendeva la mira, gli altri si armarono di leve e palanchini per aggiustare l'angolazione della canna al modo richiesto.
Quando il cannone fu posizionato esattamente come voleva lui, Jodu infilz una zeppa sotto la bocca dell'arma per bloccarla. Poi fece cenno agli altri di tirarsi indietro e avvicin al focone un acciarino fumante.
Solo un istante prima dello scoppio Neel si rese conto che anche la Nemesis aveva aperto il fuoco, e che il fischio che sentiva nelle orecchie era il rumore della mitraglia. Poi il rinculo scaravent l'affusto all'indietro, finch il cannone non fu bloccato dalle funi annodate alla base della culatta.
Dopodich non ci fu tempo di pensare ad altro che a ricaricare. Neel affond il calcatoio in un secchio d'acqua di mare, poi lo infil nella canna fumante per spegnere eventuali braci o scintille. Quindi la scimmia delle polveri, il lascaro Chhotu Mian, piazz nella bocca del cannone una nuova carica, seguita da una manciata di stoppa. Neel calc bene in fondo la carica, poi l'addetto alle munizioni inser una palla, e lui la calc con altra stoppa.
Questa volta Jodu fu lento e scrupoloso nel prendere la mira. Si era tolto il banyan e adesso era completamente nudo; magro, flessuoso e agile, lucido di sudore, afferr un palanchino e lo us per modificare leggermente l'angolazione della canna.
A cosa stai puntando? gli chiese Neel.
Alla camera di distribuzione, grugn Jodu. A cosa se no?
Mormorando una preghiera, abbass l'acciarino e si tir indietro.
Un istante dopo la Nemesis fremette, e Neel vide che si era aperto uno squarcio alla base del fumaiolo, all'incirca dove c'era la camera di distribuzione.
Presa! grid Jodu. Legechhe! L'abbiamo colpita!
Sbigottita, quasi incredula, la ciurma esult, ma poco dopo le ruote a pala ripresero a mulinare. Evidentemente il vapore era stato danneggiato ma non messo fuori uso.
Comunque, costringere la Nemesis a indietreggiare non era cosa da poco. I cannonieri della Cambridge ripresero fiato, in preda a una vertiginosa ebbrezza, assaporando il momento.
Ma fu un'euforia di breve durata.
Mentre ancora la Nemesis si stava ritirando, spuntarono in lontananza gli alberi di molte altre navi in rapido avvicinamento. Poi comparve l'intera squadra, capeggiata dall'altro vapore, la Madagascar. Bersagliate dai cannoni della fortezza e della Cambridge, le navi britanniche presero a schierarsi lungo lo stretto.
La flotta trattenne il fuoco mentre prendeva posizione; in coppia con la Madagascar, una corvetta accost molto vicino allo zatterone e rivolse il fianco in direzione della Cambridge. Poi si ud un crepitio, gli sportelli delle feritoie si spalancarono e all'improvviso Neel si trov a fissare la bocca di decine di cannoni.
Le due navi spararono la loro bordata all'unisono, con una detonazione che fece tremare le tavole sotto i piedi di Neel.
State bassi!  mitraglia! url Jodu nel boato.
Mentre le palle di moschetto sibilavano tutt'attorno, Neel alz gli occhi e vide che il tendone teso sopra il ponte era ridotto a brandelli. Ai suoi piedi c'era un lembo di tela pi piccolo di un fazzoletto, tutto sforacchiato.
Tenendosi bassi, i serventi spinsero di nuovo l'affusto contro la murata. Si stavano preparando a sparare quando Chhotu Mian cadde in avanti con una carica di esplosivo fra le mani. Guardando il suo corpo, Neel vide che era stato colpito: il banyan era pieno di buchi da cui usciva il sangue.
Non fermarti! gli grid Jodu. Carica il cannone.
Neel s'impadron dell'esplosivo e lo calc nella canna. Quando ebbe infilato anche la palla, Jodu gli grid di andare a prendere un'altra carica; ora che Chhotu Mian era morto, toccava a lui fare da scimmia delle polveri.
Mentre correva alla scala di boccaporto, Neel vide che la tolda della Cambridge era avvolta in una cappa di fumo e, appena messo piede sul ponte, scivol sugli escrementi di un marinaio mortalmente ferito. Rimettendosi in equilibrio, si rese conto di trovarsi nel mezzo di una carneficina: ovunque erano riversi uomini coi vestiti sforacchiati dalla mitraglia. Una palla aveva abbattuto un pesante pennone che schiantandosi sul ponte aveva schiacciato diversi uomini. Il fumo era cos fitto che Neel non riusciva a vedere neanche il cassero, pochi metri pi avanti.
Il lascaro addetto alla distribuzione dell'esplosivo era stato colpito di striscio alla testa e se ne stava accovacciato con la faccia coperta di sangue. Le confezioni di esplosivo erano sparpagliate dietro di lui. Neel ne prese una, corse di nuovo al castello di prora e la cacci nella bocca del cannone.
La loro era una delle ultime batterie della Cambridge ancora attive. Ma i cannonieri della Madagascar stavano aggiustando il tiro; mentre ancora la loro arma rinculava dopo l'ultimo colpo, una palla colp la murata tranciando uno degli anelli cui erano assicurate le funi della culatta. Una tavola di legno si stacc e cadde fuoribordo trascinandosi dietro l'affusto. Mentre il cannone ruzzolava gi, Neel ud il sibilo di un razzo e sollev gli occhi: nell'accecante luce pomeridiana, il proiettile sembrava puntare proprio su di lui.
Rimase impietrito mentre ne seguiva la traiettoria, e non si sarebbe mosso se Jodu non l'avesse spinto: Lafao! Salta!
A Hong Kong, Shireen stava passeggiando con Freddie lungo la spiaggia quando all'orizzonte si videro salire nell'aria le volute di fumo della battaglia in corso alla Prima Barriera.
Fu Freddie a fargliele notare. Guardate l... combattono ancora. Molto lontano, troppo lontano per sentire. Forse vicino a Whampoa.
Il fumo era solo una chiazza scura nel cielo, ma Shireen non dubitava che la causa fosse quella che aveva detto Freddie.
Credi che adesso gli inglesi si spingeranno fino a Canton? disse.
S, stavolta s, lah.
Quella mattina, a bordo della Mor, Shireen aveva orecchiato una lunga discussione sull'argomento. Molti seth erano convinti che l'offensiva sarebbe stata di nuovo rinviata. Plenny-potty si sarebbe perso d'animo, dicevano. I mandarini sarebbero riusciti ad abbindolarlo per l'ennesima volta.
La calma con cui aveva avuto inizio la giornata aveva ulteriormente rafforzato la loro convinzione. L'entusiasmo del giorno prima, quando il bombardamento dei forti sul Bocca Tigris li aveva scaraventati gi dalle cuccette all'alba, era ancora fresco nella loro memoria, e il contrasto fra il frastuono della mattina precedente e l'attuale silenzio non lasciava presagire nulla di buono.
Gli umori erano momentaneamente cambiati quando si erano udite le prime cannonate, ma ben presto si era capito che non si trattava di una ripresa delle ostilit, bens addirittura di una salva di saluto in onore di un ammiraglio cinese. I seth erano quindi giunti alla quasi unanime conclusione che quell'inetto del capitano Elliot si era lasciato di nuovo infinocchiare.
Solo Dinyar aveva mantenuto il suo incorreggibile ottimismo. La sera prima, quando aveva saputo della presa del Bocca Tigris, aveva pronosticato che stavolta gli inglesi sarebbero arrivati fino a Canton.
Ormai gli ufficiali sono scatenati, aveva detto agli altri seth. Plenipot non potrebbe trattenerli neanche se volesse.
Shireen aveva ascoltato distrattamente quella discussione. Pensava solo a Freddie, a come incontrarlo senza che nessuno lo scoprisse.
Per fortuna Dinyar aveva un impegno a Hong Kong. Sentendo che chiamava il cutter della Mor, Shireen aveva detto di dover andare al villaggio di Sheng Wan a fare provviste. E, poco dopo essere scesa dal cutter, aveva avuto la buona sorte di imbattersi in Freddie.
Freddie gli disse ora. C' un motivo per cui oggi volevo vederti.
S?
Devo dirti una cosa... una cosa importante.
Allora dite, lah. E vedendo che esitava, aggiunse con un sorriso: Non preoccupatevi... non lo dico a nessuno.
Shireen fece un respiro profondo per darsi coraggio, poi disse tutto d'un fiato: Freddie, devi sapere che Mr Karabedian mi ha chiesto di sposarlo.
Con sua sorpresa, Freddie non fece una piega. E voi cosa avete risposto, eh?
Gli ho detto che volevo prima parlarne con te.
Perch?
Ma  naturale, Freddie. Tu Zadig Bey lo conosci da una vita... per te  stato come un secondo padre. Non voglio fare niente che possa ferirti.
Ferirmi? Freddie sollev un sopracciglio. Perch deve ferirmi, eh, se sposate Zadig Bey? Sar contento per lui, e anche per voi. Non preoccupatevi per me... e neanche per mio padre.
Shireen si sentiva pi leggera. Grazie, Freddie.
Lui accolse quelle parole con un brontolio, guardandola con la coda dell'occhio. Ma i vostri parsi? Cosa dicono se sposate Zadig Bey? Loro sono molto rigidi, no?
Shireen sospir. Mi eviteranno, presumo. E anche le mie figlie, almeno per un po'. E forse non potr pi mettere piede in un tempio del fuoco. Il peggio sar questo. Ma la mia fede non me la possono togliere. E forse, col passare del tempo, se ne dimenticheranno.
Ora il sentiero faceva una brusca curva, e mentre svoltavano Shireen vide Dinyar avvicinarsi a grandi passi.
Freddie si ferm di botto. Oh, guardate disse sottovoce. Ecco uno dei vostri parsi.
Conosci Dinyar? Shireen era stupita.
Solo di vista, lah rispose Freddie. Anche lui conosce me, ma non parla.
Perch no?
Le labbra di Freddie si atteggiarono a un amaro sorriso. Perch sono un bastardo mezza casta, no? Ha paura di me.
E perch Dinyar dovrebbe aver paura di te?
Perch anche lui ha fatto un bastardo mezza casta, lah. A Macao. Lui sa che io so. Per questo ha paura.
Freddie sorrise di nuovo mentre lei lo fissava a occhi sgranati. Ora devo andare, lah. Arrivederci.
La marea stava montando quando Neel si tuff di testa nel Fiume delle Perle e, se sopravvisse, fu grazie a questo. Se la corrente fosse andata nella direzione opposta, sarebbe stato trascinato verso lo zatterone e abbattuto dai cecchini inglesi. Invece fu trasportato dall'altra parte, verso Whampoa.
Neel non si era mai trovato a nuotare nell'acqua alta. Al massimo aveva sguazzato nei pukur e nei jheel, le placide pozze della campagna bengalese, ma non aveva mai dovuto affrontare qualcosa di simile alla marea montante del Fiume delle Perle. Nei primi minuti pens solo a tenersi a galla per respirare.
Mentre si dibatteva nell'acqua fangosa, intravide una striscia scura che gli serpeggiava intorno alle gambe e sembrava uscirgli dall'anca destra. Pens fosse un qualche oggetto galleggiante ma, quando si volse a guardarlo meglio, cap che era il suo sangue, e solo allora si accorse di un dolore lancinante al fianco. Agitando le braccia, sal in superficie e chiam Jodu urlando: Tui kothay? Tui kothay re Jodu?
Cinque o sei metri pi avanti, una testa che ballonzolava sull'acqua si gir verso di lui. Pochi istanti dopo Jodu lo circondava con le sue braccia e lo trascinava verso la sponda, in un folto di canne e giunchi.
Appoggiandosi pesantemente all'amico, Neel usc barcollando dall'acqua, ma solo per accasciarsi sulla riva. Nel suo banyan c'era un grosso strappo, e un foro all'altezza dell'anca dove una palla di moschetto era penetrata nella carne.
Il proiettile doveva averlo colpito quando stava per saltare, o forse mentre gi cadeva. Sul momento non se n'era accorto, ma il dolore era rimasto in agguato, perch adesso lo assal con impeto tale che si mise a tremare e ad agitare le braccia.
Sta' fermo!
Neel strinse i denti mentre Jodu esaminava la ferita.
La pallottola  troppo profonda, disse Jodu. Non posso toglierla, ma forse posso fermare il sangue.
Si tolse la bandana che portava annodata intorno alla fronte, ne fece delle strisce e bend la ferita.
Per tutto quel tempo, il fuoco di sbarramento delle navi britanniche era proseguito senza interruzione. Jodu e Neel non erano molto lontani, perch la corrente, per quanto forte, li aveva portati solo qualche centinaio di metri a monte della Cambridge. Ora un'improvvisa esplosione tolse loro il fiato: la Cambridge era saltata in aria, scagliando verso il cielo un'altissima colonna di fiamme sormontata da una nube nera che sembrava la cappella di un fungo. Poi dal cielo cominciarono a piovere detriti, e Neel e Jodu si rannicchiarono proteggendosi il capo con le braccia. Non alzarono gli occhi neppure quando la met superiore di un albero della nave si schiant poco lontano. Era stata scagliata in aria come un gigantesco giavellotto e si era conficcata nell'argine pochi metri pi in l.
Segu un'altra possente esplosione, stavolta nell'acqua. Quando il fumo si dirad, una parte dello zatterone era distrutta e sulla superficie del fiume galleggiavano centinaia di pesci morti.
Poco dopo scorsero degli sbuffi di fumo. Sbirciando fra i giunchi, videro che un vapore britannico si era infilato nel varco creatosi nella barriera e risaliva rapidamente il fiume, coi cannoni brandeggiabili che ruotavano irrequieti. A un tratto una raffica si abbatt su una giunca da guerra gi danneggiata; poi un'altra scarica di fuoco colp qualcosa sulla riva.
Neel e Jodu restarono ventre a terra mentre il vapore gli passava vicino sparando apparentemente a caso. Poi fu la volta di un secondo vapore e infine di due corvette.
Passate le navi, Jodu si arrampic sull'argine.
Qui vicino ci sono dei sampan abbandonati, disse dopo essersi guardato attorno. I proprietari devono essere fuggiti. Appena fa buio ne prendo uno.
Neel annu. Se fossero riusciti ad arrivare al monastero tibetano sarebbero stati in salvo, almeno per un po'.
Appena scesa la notte Jodu si allontan, per fare ritorno poco dopo con un sampan coperto. Aveva indossato degli abiti trovati a bordo: blusa e calzoni, l'abbigliamento consueto dei barcaioli cantonesi. Del viso non si vedeva quasi nulla: la parte superiore era celata da un cappello conico, quella inferiore da una bandana avvolta intorno al naso e alla bocca.
Jodu aveva scovato quegli abiti sotto una tavola del ponte; dopo aver aiutato Neel a salire sulla barca, tir fuori altri vestiti per lui. Trov anche una brocca d'acqua potabile e alcune frittelle, rafferme ma commestibili, e ne divor un paio prima di scostare la barca da riva.
Il fiume era illuminato dai fuochi appiccati dai cannoni britannici: giunche incendiate e inclinate sul fianco; residui carbonizzati delle batterie costiere che si consumavano sugli argini; gli alberi di un isolotto che bruciavano come torce. Jodu si teneva nelle zone pi buie, coi remi a pelo dell'acqua per fare meno rumore possibile.
All'ancoraggio di Whampoa, nella luce tremula delle case incendiate, videro una corvetta inglese. La sua sagoma si profilava minacciosa e i cannoni ruotavano guardinghi. Lungo gli argini del fiume, centinaia di barche scivolavano furtive in direzione di Guangzhou. Il panico era tale che nessuno fece caso a Jodu e al sampan.
Man mano che si avvicinavano a Guangzhou, i segni di distruzione si moltiplicavano. All'ingresso della citt, due isolotti fortificati erano in fiamme. Di fronte a ciascuno dei due c'era una nave da guerra inglese. La flotta britannica aveva seminato un tale terrore che la gente si riversava fuori dalle case ammassandosi in strada.
Nelle vicinanze del monastero tibetano, proprio dirimpetto all'enclave straniera, era ormeggiato un vapore. Su entrambe le sponde c'era un pullulare di gente che andava e veniva, e in mezzo a tale confusione nessuno si accorse di Neel che, sorretto da Jodu, varcava barcollante le porte del monastero.
Per dieci giorni dopo la battaglia del Bocca Tigris, i Bengal Volunteers rimasero nelle vicinanze di Chuenpee, sulla nave trasporto truppe. In tutto quel tempo dovettero stare costantemente all'erta. Sebbene le truppe cinesi si fossero ritirate dalla zona, si presentavano ogni giorno nuove minacce. Si verificavano improvvise aggressioni da parte di banditi e semplici contadini, e alcune unit britanniche persero uomini che si erano allontanati da soli mentre erano di pattuglia sulla riva. E si vociferava che alcuni lascari e civili al seguito fossero stati rapiti e uccisi.
I sepoy della Compagnia B erano dunque impazienti di tornare all'accampamento di Saw Chow. Invece le truppe che in precedenza avevano risalito il fiume si ritirarono e furono rispedite a Hong Kong, mentre ai Bengal Volunteers fu ordinato di avanzare fino a Whampoa.
Quando si venne a sapere che la Compagnia B doveva risalire il fiume, ci furono grandi lamentele e imprecazioni. Solo Raju era contento: sapeva che Whampoa era vicina a Canton, e immaginava che, se fosse riuscito a raggiungere la citt, suo padre sarebbe miracolosamente ricomparso.
Ma arrivato a Whampoa cap che non c'era molto da aspettarsi. Era solo una stazione fluviale di passaggio, costellata di piccole borgate e villaggi; a Raju ricordava i Narrows a Hooghly Point, dove spesso gettavano l'ancora le barche e le navi in arrivo o in partenza da Calcutta. Il peggio era che da l Canton non si vedeva neanche, e non c'era niente di interessante, salvo pagode e templi.
La prima escursione sulla costa lo port proprio in uno di quei templi. Con le sue volute di incenso e le immagini irriconoscibili, era diverso da tutti quelli che aveva visto nella sua vita, ma la sacralit dell'atmosfera gli era alquanto familiare.
A un certo punto riusc a seminare gli altri pifferai e a rifugiarsi in un angolo buio, dove si inginocchi davanti alla figura di una dea con un sorriso benevolo e congiunse le mani in preghiera.
Ya Devi sarvabhutshu, preg, mormorando le prime parole di un'invocazione che ricordava: Devi, mio padre  da qualche parte qui vicino. Aiutami a trovarlo, Devi, aiutami.
Per Zachary l'eccitazione della battaglia del Bocca Tigris fu seguita da diverse settimane di opprimente monotonia. Aveva ordine di restare con la Ibis all'ancora vicino a Humen, che era occupata da un piccolo contingente britannico, e a parte traghettare le provviste a riva e guardarsi da ladri e banditi, aveva ben poco da fare.
Con tutto quel tempo a disposizione, era tormentato dall'ansia, soprattutto quando pensava al capitano Mee. L'incerto esito del loro ultimo incontro gli dava parecchi motivi di preoccupazione, non avendo modo di sapere se il capitano avesse riflettuto sulle sue minacce. Aspettare che fosse lui a fare la mossa successiva sarebbe stato un errore, lo sapeva, ed era impaziente di prendere in pugno la faccenda. Cosa impossibile finch Mee era lontano, a Whampoa.
Quella forzata permanenza a Humen divenne ancora pi frustrante quando giunse la notizia che, come condizione per il prosieguo dei negoziati, il commercio a Canton era ripreso. Da quel momento ogni giorno si vedevano mercantili inglesi e americani che risalivano il fiume per andare ad acquistare t, seta, porcellana, arredi e tutte le altre merci per cui Canton era celebre. Starsene con le mani in mano mentre gli altri facevano soldi era esasperante, e presto Zachary cominci a pentirsi dell'impeto d'entusiasmo che l'aveva spinto a offrire i propri servigi alla spedizione.
Una sera, mentre faceva nervosamente avanti e indietro sul cassero, una barca accost alla Ibis. Ehil, Mr Reid! lo chiam una voce familiare. Posso salire?
Certo, Mr Chan.
Si scopr che Chan era diretto a Guangzhou, su invito dei nuovi alti funzionari della provincia. Lo vede, Mr Reid disse con una risata, come cambia la marea? Ora i mandarini che mi avevano cacciato dalla citt sono spariti, e il nuovo prefetto ha deciso che ha bisogno dei miei consigli. Cos, dopo un'assenza di due anni, posso fare ritorno nella mia citt natia senza alcun timore.
Lei  fortunato, Mr Chan disse Zachary pieno d'invidia. Magari potessi venire con lei... Cosa non darei per vedere Canton!
Non c' mai stato? chiese Chan.
Zachary scroll il capo. No... Sono bloccato qui da pi di un mese, e non resister ancora per molto.
Bisogna fare qualcosa! disse Chan. Mr Burnham  a Canton, no?
In effetti s.
Probabile che lo veda, e metter una parola buona per lei. Sono sicuro che una soluzione si pu trovare.
Oh, grazie, Mr Chan! Gliene sarei molto grato.
Chan agit un dito. Non mi ringrazi prima del tempo disse. Il mio aiuto dipende dall'esito della piccola incombenza che mi porta qui oggi.
Naturalmente.
Zachary non aveva idea di quale servigio avrebbe potuto fornire a un uomo tanto importante, e le successive parole di Chan, pronunciate in tono disinvolto e quasi indifferente, non fecero che disorientarlo ancora di pi: A quanto mi risulta questa nave ha una storia interessante.
Intuendo che si stavano addentrando in acque infide, Zachary prefer rispondere con prudenza: Si riferisce a quanto accaduto durante il viaggio per Mauritius?
Esatto disse Chan. A bordo c'era un detenuto mezzo cinese, dico bene? Un uomo di nome Ah Fatt.
Esatto.
Con un cenno di approvazione, Chan continu: Avevo ragione di credere che quell'uomo fosse morto. Ma ultimamente mi  giunta voce che sarebbe invece approdato a Hong Kong. Presumo abbia cambiato aspetto e usi un altro nome.
Dal momento che non gli era stata rivolta una domanda specifica, Zachary non ritenne necessario rispondere. Ma il suo silenzio parve provocare Chan, che si gir per guardarlo in faccia. Devo farle presente disse brusco che per me quell'uomo riveste il massimo interesse.
Posso chiederle perch?
Diciamo che ho un affare in sospeso con lui, una quisquilia. Sarebbe di grande aiuto se lei mi potesse confermare che si trova davvero da queste parti.
Il contrasto fra la pacatezza delle parole di Mr Chan e la velata minaccia del suo tono era tale, pens Zachary, che l'affare in sospeso non poteva essere una quisquilia. Del resto n Chan n l'ex detenuto erano uomini da perdersi in quisquilie. Dopotutto Ah Fatt era un assassino: Zachary l'aveva visto coi suoi occhi, sulla Ibis, la notte in cui aveva saldato i conti con Crowle. Il fatto che gli avesse salvato la vita era l'unica considerazione che lo tratteneva dal denunciarlo a Mr Chan.
Andiamo lo incalz Chan con garbo. Siamo o non siamo soci, Mr Reid? Fra noi dobbiamo essere franchi... e stia certo che nessun altro lo verr a sapere.
Tutt'a un tratto Zachary ricord le allusioni e le velate minacce uscite dalle labbra di Ah Fatt quando lo aveva incontrato a Singapore. Fu allora che prese la sua decisione: quell'uomo sapeva troppo, e disfarsi di lui non sarebbe stata una gran perdita per il mondo.
Guard negli occhi il suo visitatore. S, Mr Chan... penso che lei abbia ragione. Anch'io ho motivo di credere che Ah Fatt sia qui sulla costa cinese.
Chan continu a fissarlo. E per caso sa anche quale nome usa?
Si fa chiamare Freddie Lee.
Sul viso di Chan si and allargando un sorriso.
Grazie, Mr Reid, grazie. Questo rende tutto molto pi facile. Sono contento che io e lei ci intendiamo cos bene! A buon rendere... Quanto prima avr notizie da Mr Burnham, conti su di me.
 sempre un piacere fare affari con lei, Mr Chan disse Zachary con un inchino.
E con lei, Mr Reid.
Chan mantenne la parola. Alla fine della settimana arriv una lettera di Mr Burnham che liberava Zachary da ogni impegno ufficiale: doveva raggiungerlo all'enclave straniera di Canton, lasciando la Ibis a Whampoa.
Per parecchie settimane dopo che gli avevano estratto il proiettile dal fianco, Neel fu prostrato dalla febbre. Dell'estrazione in s ricordava solo che era stata effettuata da un gruppo di monaci cinesi e tibetani armati di aghi e altri strumenti spaventosi. Per fortuna aveva perso conoscenza all'inizio dell'intervento e non l'aveva recuperata fino al giorno successivo.
Da allora si svegliava a intermittenza, ritrovandosi disteso su una stuoia in una stanzetta col soffitto basso. In un angolo c'erano i suoi libri e il necessario per scrivere. Quando ne aveva la forza, leggeva o prendeva appunti.
Spesso udiva colpi di fucileria e di cannoni in lontananza; rumori che si confondevano coi suoi sogni febbrili. Di tanto in tanto si affacciavano volti familiari - Taranathji, Compton, Baburao - e, se la loro visita coincideva con momenti di lucidit, lo informavano di quanto stava accadendo.
Era stata dichiarata una tregua, gli spiegarono. Le navi da guerra inglesi erano schierate sull'intero lungofiume di Guangzhou; vapori e cannoniere controllavano le vie d'acqua distruggendo batterie e postazioni a loro piacimento e attaccando qualunque imbarcazione sollevasse i loro sospetti. Nell'enclave straniera l'Union Jack sventolava di nuovo sulla factory britannica; molti mercanti vi si erano trasferiti e il commercio era ripreso. Un alto ufficiale, il generale Sir Hugh Gough, aveva assunto il comando delle forze britanniche, e lui e il capitano Elliot avevano emanato una serie di proclami e ultimatum, chiedendo che la presa di Hong Kong fosse formalmente ratificata dall'imperatore, che si versassero immediatamente sei milioni di dollari spagnoli e che il bando del commercio dell'oppio fosse abrogato.
Ma l'imperatore era irremovibile. Non solo aveva rifiutato qualunque concessione, ma aveva anche richiamato a Beijing il governatore Qishan in disgrazia, rimpiazzandolo con un nuovo gruppo di funzionari, tra cui un famoso generale. L'unica parola che accetto  annientamento aveva detto loro.
Tuttavia, una volta a Guangzhou, i nuovi inviati imperiali avevano dovuto fare i conti con lo stesso dilemma che aveva tormentato i loro predecessori: la forza britannica era tale che non la si poteva sfidare apertamente; respingerla imponeva massicci preparativi. Cos avevano continuato a parlamentare con gli invasori raddoppiando intanto l'impegno per rafforzare le difese.
Migliaia di truppe fresche si stavano riversando a Guangzhou da altre province e citt, in localit segrete si stavano costruendo nuovi vascelli sul modello delle cannoniere inglesi, e nei pressi di Fatshan si fondevano nuovi cannoni, tra cui uno colossale per proiettili da ottanta libbre.
Tutti sapevano che era solo questione di tempo, poi la guerra sarebbe ripresa, e stavolta il campo di battaglia sarebbe stata Guangzhou stessa. Di conseguenza si era diffuso un forte allarme, soprattutto fra quanti vivevano fuori dalle mura; dai suburbi erano gi fuggiti a migliaia, e molti di pi si apprestavano ad andarsene. In alcune zone la legge e l'ordine erano collassati. L'arrivo di truppe da altre zone del paese aveva aggravato il caos: correva voce che soldati di remote province avessero violentato donne locali, e questo aveva provocato scontri fra la popolazione cittadina e i nuovi arrivati. A Guangzhou non si vedevano simili disordini dalla caduta della dinastia Ming, due secoli prima.
Non pass molto tempo e gli amici di Neel cominciarono ad andarsene. Un giorno Baburao venne al monastero per dirgli che portava tutta la famiglia a Hong Kong. Guangzhou era ormai troppo insicura, soprattutto per la gente delle barche, e la maggior parte dei loro parenti se n'era gi andata.
Aar ekhane amra ki korbo? disse Baburao in bengali. Cosa possiamo fare qui? Oggigiorno a Guangzhou non c' posto per una taverna come la nostra.
A Hong Kong Asha-didi avrebbe potuto ricominciare servendo biryani, puri, samosa, kebab e tutti gli altri piatti per cui la sua cucina andava famosa; con tanti equipaggi lascari nella baia, i clienti indiani non sarebbero mancati.
Si stavano preparando al trasloco gi da un po', raccont Baburao. Nelle ultime settimane lui e i suoi figli avevano segretamente trasferito i loro beni sulla giunca, e nel giro di un paio di giorni sarebbero partiti.
E la casa-barca?
Rester vuota per un po', disse Baburao. Chiss, forse un giorno torneremo.
Poi fu la volta di Compton. Aveva deciso di tornare al villaggio, gli disse salutandolo, ma probabilmente non ci sarebbe rimasto a lungo. Non c'era lavoro per lui, laggi; avrebbe dovuto trasferirsi in un posto dove potersi guadagnare da vivere.
E dove andrai? chiese Neel.
E dove posso andare? Compton sembrava disperato. Se voglio rimettere in piedi una stamperia dovr farlo in un posto dove ci sia bisogno di uno stampatore che conosce l'inglese.
Ad esempio?
Forse Macao, rispose Compton contrito. O addirittura Hong Kong.
Tu? A Hong Kong?
Cos'altro posso fare, Ah Neel?  tutto cambiato. Per sopravvivere dovr cambiare anch'io. E con un sorriso scoraggiato aggiunse: Forse d'ora in poi parliamo di nuovo inglese, jik-haih? Devo fare esercizio.
Quando si strinsero la mano, Neel lo ringrazi: Ti ringrazio, Compton, per tutto quello che hai fatto per me, per tutto il tuo aiuto.
Non mi ringraziare, Ah Neel. Forse dopo questo sarai tu ad aiutarmi, haih mh haih aa?
L'unica faccia che non si vedeva mai era quella di Jodu. Quando Neel chiese di lui, Taranathji gli disse che era rimasto al monastero solo pochi giorni dopo il loro arrivo. Poi si era presentato un visitatore, un marinaio di un paese straniero, un uomo dall'aspetto fiero con la bocca rossa di betel.
Jodu se n'era andato con lui e da allora non lo si era pi visto.
Mezz'ora dopo aver raggiunto Whampoa, Zachary era seduto nella lancia della Ibis, diretto all'enclave straniera di Canton. Aveva molto sentito parlare di quanto era vasta e popolosa, ma quando apparvero le mura della citt ne fu comunque sbalordito: i bastioni correvano a perdita d'occhio, svanendo nel sole del crepuscolo. Una volta aveva sentito il capitano Hall della Nemesis affermare che le due pi grandi meraviglie che aveva visto nella vita erano le cascate del Niagara e la citt di Canton, e ora comprese perch.
Lo stupore di Zachary non fece che aumentare mentre la lancia della Ibis costeggiava il lunghissimo fronte del porto: l'espansione selvaggia, il traffico sul fiume, il puro e semplice affollamento superavano ogni immaginazione. Dovette ammettere a malincuore che la sua nativa Baltimora, anche se fosse stata tre o quattro volte pi grande di quel che era, sarebbe comunque sembrata minuscola in confronto a quella metropoli.
Trovare Mr Burnham in quell'immenso labirinto sarebbe stato maledettamente difficile. Ma quando la barca attracc all'enclave straniera, non ebbe alcuna incertezza nel decidere in che direzione andare: un alto pennone con una sventolante Union Jack lo condusse direttamente alla factory britannica, dove alloggiava Mr Burnham.
Entrando nella factory, fu affidato a un cerimonioso maggiordomo con una lunga tunica che lo guid per corridoi riccamente rivestiti di legno e tappeti. Fece tanto d'occhi vedendo i quadri nelle cornici dorate, i candelieri lucenti, gli slanciati vasi di porcellana, i pomelli d'avorio delle porte, le carte da parati sontuosamente dipinte, i folti tappeti. L'opulenza di quel luogo era straordinariamente seducente: cos voleva vivere, decise.
Anche l'appartamento di Mr Burnham era arredato sontuosamente, al punto da far sembrare modesti i lussi di Bethel. La porta venne aperta da un altro domestico col codino e in tunica nera, che lo condusse, al di l di un vestibolo rivestito di legno, in un ampio studio.
Seduto su uno scranno di palissandro, Mr Burnham era alla scrivania. Eccola dunque, Reid! disse andandogli incontro. Finalmente  arrivato.
S, signore disse Zachary. E le sono molto riconoscente per aver provveduto a tutto.
Niente di che. E arriva al momento giusto.
Davvero, signore? Perch?
Stasera, qui alla factory, c' un ricevimento. Burnham fece una pausa per dare pi peso alle sue parole. E dovrebbero esserci molti ufficiali dell'esercito.
Zachary tese le orecchie. Davvero, signore?
Tra cui il capitano Mee.
Capisco, signore.
Mi stavo chiedendo continu Burnham se ci sono stati progressi in quella faccenduola di cui abbiamo parlato.
Be', signore. In effetti ho parlato col capitano Mee qualche tempo fa, e credo di essere riuscito a piantargli in testa un paio di pensieri. A questo punto ha avuto modo di riflettere, e dovrei riuscire a ottenere una risposta.
Bene disse Burnham, dando un'occhiata all'orologio da tasca. In tal caso  meglio andare. Il ricevimento dev'essere gi iniziato.
Zachary scese con lui lo scalone fino a un refettorio pannellato di mogano. Vi erano gi riuniti una decina di mercanti, che circondarono Burnham appena mise piede nella sala.
Ha sentito, Burnham? I mandarini hanno spostato altri quattromila soldati da Hubei a Canton.
E hanno costruito un'altra batteria su quell'isolotto che chiamano la Follia olandese!
Non ci sono pi dubbi. Stanno preparando un'altra offensiva!
E vorrei proprio sapere cosa diavolo pensa di fare Plenny-potty.
Mentre altri si univano alla protesta, Zachary si defil, spostandosi in un punto da cui poteva tener d'occhio la porta.
Il capitano Mee arriv di l a poco insieme a un gruppo di ufficiali con la giubba rossa. Era in alta uniforme, con la spada al fianco. I loro sguardi s'incrociarono brevemente e al vederlo Mee avvamp per la rabbia.
Mentre lo osservava, Zachary ud Burnham dire in tono rassicurante: Signori, ho saputo da fonte autorevole che il generale Gough ha gi dato ordine che le truppe siano spostate da Hong Kong a Whampoa. Finch c' lui al timone, non abbiamo nulla da temere!
Urr!
Zachary ascoltava con un orecchio solo; la sua attenzione era adesso completamente concentrata su Mee.
Anche il capitano sembrava consapevole di essere osservato, e il suo disagio diventava sempre pi evidente: continuava ad asciugarsi la fronte e ad allargarsi il colletto. Vedendo che si era scolato parecchi bicchieri di vino in rapida successione, Zachary si rese conto di dover agire alla svelta se voleva evitare i rischi dell'ebbrezza. Quando il capitano si diresse verso una finestra, decise di fare la sua mossa. Attravers il refettorio e gli tese la mano. Buonasera, capitano Mee.
Il capitano si gir appena, e la faccia dalle mascelle squadrate si vel di un iroso rossore. Una vena cominci a pulsargli sulla tempia e, come per istinto, le dita presero a giocherellare con l'elsa della spada.
Il momento era decisivo, e Zachary tenne lo sguardo inesorabilmente fisso sulla faccia di Mee. I loro occhi s'incontrarono e si agganciarono; per un lungo momento fu come se due poderose correnti si scontrassero e ognuna cercasse di costringere l'altra ad arretrare. Poi il suo avversario parve sul punto di cedere, e Zachary sent che per avere la meglio doveva solo tenere i nervi saldi. Senza abbassare gli occhi, ripet: Buonasera, capitano Mee. E gli tese di nuovo la mano.
Stavolta Mee ricambi con una stretta frettolosa. Buonasera.
Zachary sorrise.  sempre un piacere vederla, capitano.
Mee si gir con un grugnito. Che diavolo vuole?
Mi stavo chiedendo disse Zachary serafico se ha avuto tempo di pensare alla mia proposta.
Il capitano sollev il mento fulminandolo con lo sguardo.
Zachary ricambi con un sorriso imperturbabile. Dobbiamo tenere presente, capitano Mee disse, qual  esattamente la posta in gioco, per lei e altri... soprattutto per una certa signora.
Quella velata minaccia rimase sospesa tra loro per qualche istante mentre Mee cercava le parole. Poi, con tono arcigno, borbott: Cosa le serve da me?
Zachary si gonfi di compiaciuta esultanza; sapeva di aver vinto, di averlo piegato al proprio volere. Gi sospettava che la truculenza del capitano non fosse un'espressione di forza bens di inadeguatezza, e ora ne aveva la conferma: fuori dalla vita militare il capitano Mee non sapeva come muoversi, non si aspettava che fallimenti e sconfitte. Zachary cap che avrebbe capitolato davanti a un bluff, che si sarebbe umiliato per proteggere la donna che amava. A lui sembrava ridicolo: com'erano fragili, quei boriosi guerrieri, con le loro infantili nozioni di onore e integrit. Gongolava, ma si sforz di non darlo a vedere.
Inutile preoccuparsi dei dettagli, capitano disse.  il principio che conta, e sono lieto che su questo siamo d'accordo.
Zachary gli tese di nuovo la mano, e stavolta si premur di dare una robusta stretta alle dita che Mee allungava riluttante. Sar un piacere fare affari con lei, capitano.
Mentre si allontanava, lo ud mormorare: All'inferno. E gli venne da ridere.
Al capo opposto della stanza, Mr Burnham era immerso in un'animata discussione con altri mercanti. Zachary lo raggiunse, gli tocc il gomito e lo prese da parte.
Ho parlato col capitano Mee, signore.
Dunque? Ci sta?
Sono lieto di comunicarle, signore disse con orgoglio, che ci sta.
E bravo! Burnham era raggiante, e gli diede una pacca sulla schiena. Tanto mi basta. Adesso pu lasciarlo a me, del resto mi occuper io.  gi molto che lo abbia convinto, non dev'essere stato facile.
No, signore. Non  stato facile.
Non le chieder come ha fatto, ma credo che lei meriti una provvigione.
In qualunque altra circostanza, Zachary sarebbe stato lusingato dalle parole di Burnham, ma il successo dell'incontro col capitano Mee l'aveva riempito di un'inedita sicurezza: ora tutto gli sembrava alla sua portata.
Spero che non me ne vorr, signore disse, ma non  una provvigione che voglio.
E allora cosa? Burnham era stupito.
Ci che davvero vorrei  diventare suo socio.
Burnham si accigli, ma poi le sue labbra si curvarono in un sorriso. Be', Reid disse stropicciandosi la barba. Ho sempre detto che, quando lo spirito imprenditoriale sboccia nel cuore di un giovane uomo,  impossibile prevedere dove lo porter! Aspettiamo che questa campagna finisca, poi vedremo cosa si pu fare.
Zachary strinse con vigore la mano che Burnham gli tendeva. Grazie, signore. Grazie.
Quel secondo successo lo inebri. Si sentiva trionfante ma, mentre andava in cerca di un bicchiere di vino per festeggiare, si rese conto che la sua vittoria sarebbe stata completa solo quando Mrs Burnham ne fosse stata informata. Solo allora il suo trionfo sarebbe stato davvero tale: sarebbe stato un dolce e sottile piacere spogliarla di ogni illusione sul suo cavaliere in armi.
Quel pensiero gli procur una dolorosa fitta di desiderio. Voleva assolutamente rivederla. Se avesse giocato bene le sue carte, forse l'avrebbe persuasa a concederglisi di nuovo. Dopotutto se lo meritava, era stata lei a rompere la promessa. Non gli aveva forse detto che, quando la loro relazione fosse finita, si sarebbero incontrati un'ultima volta, per una delirante notte d'amore, prima di dirsi addio?
La sua grafia tremula e sconvolta, dopo aver saputo che Raju era in Cina, illustrava lo stato d'animo di Neel meglio del guazzabuglio di parole che butt gi quella sera sul suo taccuino.
Era successo questo: Jodu si era presentato inaspettatamente al monastero tibetano e aveva detto a Neel di aver passato le ultime settimane con Serang Ali, chiamato a Canton per collaborare ai preparativi per una nuova offensiva cinese.
Tra i compiti di Serang Ali c'era quello di raccogliere informazioni sui movimenti della flotta e delle truppe britanniche. Qualche giorno prima, a Guangzhou, era giunta voce che un grosso contingente inglese sarebbe stato trasferito a Whampoa, cos Serang Ali era stato mandato a Hong Kong per indagare. L aveva incontrato il loro vecchio compagno della Ibis, Ah Fatt, dal quale aveva avuto conferma che a Hong Kong restavano una sola compagnia di soldati e un'unica nave, mentre il resto del contingente si era spostato a Whampoa e Canton.
Ma c'erano anche altre notizie...
E Neel aveva appreso, con una violenta emozione, che Raju era in Cina e si trovava a Whampoa, su una nave, con una compagnia di sepoy.
Finch il ragazzo era sulla nave non si poteva fare nulla, gli aveva detto Jodu; per riuscire a portarlo via di nascosto bisognava aspettare lo sbarco dei sepoy. Nell'attuale equipaggio di Serang Ali c'erano molti uomini del posto disponibili a dare una mano.
Ma quando sbarcheranno?
Forse molto presto, aveva risposto Jodu enigmatico. Per quanto se ne sa, presto potrebbe accadere qualcosa di grosso. Forse gi domani.
Era il 19 maggio 1841.
Nel corso dell'ultima settimana, nei corridoi della factory britannica di Canton si erano moltiplicate le voci di un'imminente offensiva cinese. Nel frattempo Zachary aveva fatto la spola fra l'enclave straniera e Whampoa, trasbordando sulla Ibis le merci di Mr Burnham.
Andando avanti e indietro su una lancia, aveva avuto modo di osservare i nuovi preparativi intorno a Guangzhou: era spuntato un enorme accampamento militare all'estremit orientale della citt; erano state costruite nuove batterie, tra cui una molto estesa nei pressi dell'isola di Shamian, vicinissima all'enclave straniera; e flottiglie di giunche da guerra si erano raccolte nei piccoli affluenti del Fiume delle Perle.
Tutto ci era sotto gli occhi di tutti, come lo era la flotta britannica appena giunta a Whampoa da Hong Kong trasportando migliaia di uomini. La capitanava la Blenheim, un vascello di linea a settantaquattro cannoni che torreggiava su tutte le altre imbarcazioni all'ancora.
Appariva evidente che da entrambe le parti ci si preparava nuovamente alla guerra. Zachary non si stup quando, un pomeriggio, Mr Burnham annunci che ci si aspettava un attacco a sorpresa dei cinesi per quella sera stessa. Il capitano Elliot aveva dato istruzioni di evacuare la factory britannica: i mercanti che vi risiedevano dovevano trasferirsi su una nave ormeggiata di fronte all'enclave straniera, mentre la Nemesis sarebbe rimasta di guardia nelle vicinanze.
Credo che farebbe bene a restare con noi stanotte, Reid disse Burnham. Dovr portare via dalla factory tutti i miei beni, e ci richieder tempo. E poich la situazione  quella che , sarebbe troppo rischioso tornare a Whampoa col buio.
Quando le ultime casse e ceste di Burnham furono caricate sulla lancia, il sole cominciava a tramontare.
Mentre l'Union Jack veniva ammainata, davanti alla factory britannica si svolse una breve cerimonia. Fu un momento solenne perch la bandiera sventolava sul pennone ormai da quasi tre mesi. Poi Zachary e Burnham, insieme agli altri mercanti, furono accompagnati a remi fino a una goletta, l'Aurora, ancorata a poca distanza, dove avrebbero cenato e trascorso la notte.
Avevano appena messo piede a bordo e gi si vedevano soldati manchu muoversi lungo il fronte del porto. Non c'erano dubbi, l'attacco era imminente.
Gli ospiti consumarono un pasto veloce, poi si radunarono sul ponte di prua. Era una notte buia, senza luna, e il fronte del porto, di solito chiassoso, era innaturalmente tranquillo. Nessuna curuca scivolava fra le due sponde, n si vedevano barche-di-piacere aggirarsi intorno al Lago del Cigno Bianco. Le navi da guerra e i cutter inglesi erano schierati a intervalli regolari lungo il fiume, e le loro lanterne formavano una collana di luci nell'oscurit.
Anche l'enclave straniera era buia, salvo la factory americana, dov'erano rimasti alcuni mercanti. Sebbene la factory britannica fosse deserta e sbarrata, l'orologio della cappella continuava a funzionare. Proprio quando batt le undici, dall'isola di Shamian partirono i primi fragorosi colpi. Pochi secondi dopo, l'intero fronte del porto parve esplodere mentre da una filza di postazioni d'artiglieria nascoste sprizzavano luminosi getti di fuoco.
La Nemesis fu la prima a reagire, poi, una dopo l'altra, tutte le navi da guerra fecero altrettanto, lanciando bordate contro batterie e postazioni. A quel punto, con uno spaventoso scricchiolio, nei bracci d'acqua circostanti apparvero grandi lame di fuoco.
Barche-da-fuoco! Dritto di poppa! url la vedetta dell'Aurora.
Precipitandosi a poppa, Zachary vide un'imbarcazione in fiamme dirigersi verso l'Aurora. E non era una soltanto. Ne apparvero subito molte altre, sul fiume e sul Lago del Cigno Bianco. Sembrava che le acque fossero agitate da una marea di fuoco.
Avendo previsto l'uso di quelle barche fiammeggianti, i comandanti britannici avevano fatto schierare i cutter sul fiume. Ora si mossero rapidamente per intercettarle. Armati di pali e ramponi, i marinai le spinsero di lato perch bruciassero a distanza di sicurezza.
Nel frattempo i cannoni inglesi andavano intensificando il bombardamento della citt. Anche la Nemesis fu colpita, e per qualche ora rimase in panna, ma i suoi cannoni continuarono a sparare mentre l'Algerine si affrettava ad accostarla per fornire supporto. Insieme, le due navi rovesciarono una violentissima raffica di colpi sulla postazione dell'isola di Shamian, che di l a poco si zitt.
Malgrado il martellamento, l'artiglieria cinese continuava a sparare. Passavano le ore, e ogni volta che un cannone veniva abbattuto ne entrava in azione un altro da qualche altra parte.
Intanto scoppiavano incendi in varie zone della citt, e la gente si aggirava atterrita per le strade. In mezzo a tutto ci, l'enclave straniera era rimasta intatta perch le navi britanniche avevano avuto ordine di non colpirla. Quel trattamento di riguardo non sfugg a lungo agli occhi dei cittadini: gli stranieri erano fuori dalla loro portata, perci l'enclave straniera era l'unico obiettivo su cui potessero riversare la propria collera.
A notte fonda si vide una gran folla dirigersi verso l'enclave. Un distaccamento di Royal Marines fu subito mandato a recuperare gli americani rimasti, che furono portati via proprio mentre la folla si riversava nell'enclave.
Dai ponti sicuri dell'Aurora i mercanti videro i portoni delle factory che venivano divelti. Poi la folla si precipit dentro per portare via tutto ci che poteva, e agli edifici svuotati venne appiccato il fuoco.
Le factory erano edifici sontuosi, con belle pannellature di legno e pavimenti di parquet. Bruciavano poderosamente, con arabeschi di fuoco che sgusciavano da porte e finestre.
I mercanti a bordo dell'Aurora assistettero inorriditi al rogo. Era uno spettacolo doloroso perfino per Zachary, che aveva conosciuto le tredici factory solo di recente. Alcuni mercanti invece frequentavano quelle stanze da decenni, e alcuni vi avevano accumulato enormi fortune. Molti scoppiarono in lacrime.
All'alba, gli edifici erano ridotti a scheletri anneriti.
Dopo la colazione, i mercanti pi influenti vennero convocati a bordo della Nemesis. Al ritorno sull'Aurora, Mr Burnham disse a Zachary che durante la notte le navi inglesi avevano distrutto decine di giunche da guerra e di barche-da-fuoco; quanto ai cannoni, ne erano stati zittiti cos tanti che ancora bisognava calcolarne il numero. In campo britannico invece i danni erano irrisori: qualche ferito, un paio di morti e qualche nave lievemente danneggiata. La Nemesis era stata riparata in fretta e aveva ampiamente partecipato all'azione. In una sola sortita, aveva distrutto quarantatr giunche da guerra e trentadue barche-da-fuoco.
Ma l'offensiva era tutt'altro che esaurita, aggiunse Burnham. Era convinzione diffusa che i cinesi disponessero di molte barche di riserva. Le operazioni di pulizia sarebbero continuate ancora per un po' e, una volta concluse, le forze britanniche avrebbero probabilmente sferrato un attacco punitivo sulla citt, per dimostrare una volta per tutte che quei tentativi di resistenza erano inutili e che non sarebbe stata tollerata nessuna ulteriore prevaricazione.
Nel corso di tali operazioni, la Ibis doveva restare a Whampoa con gli altri mercantili. Quando le cose si fossero calmate, si sarebbe organizzato un convoglio per raggiungere la Baia di Hong Kong.
E lei, signore? chiese Zachary.
Mi  stato chiesto di restare a Canton per qualche tempo. Quando sar a Hong Kong, vuol essere cos gentile da informare mia moglie che rientrer fra una quindicina di giorni, appena si sar messo un po' d'ordine in tutta questa follia?
S, certo, signore. Andr da Mrs Burnham appena arrivo.
Quella mattina nella Baia di Hong Kong l'aria era cos afosa che, svegliandosi, Paulette pens di avere la febbre. Le lenzuola e i suoi indumenti da notte erano fradici di sudore, eppure dentro di s provava un gelido senso d'inquietudine.
Fitcher tuttavia la rassicur. Non c'era motivo di preoccuparsi: il tempo aveva preso una strana piega, la temperatura si era alzata di colpo e probabilmente era in arrivo una violenta tempesta, tutto qui.
Nel periodo trascorso nel sud della Cina, Fitcher aveva imparato a riconoscere i segni dell'approssimarsi dei tifoni: la calura improvvisa, l'umidit soffocante e l'immobilit dell'aria erano per lui forieri di burrasca quanto un barometro in caduta. Ne era talmente sicuro che si rec in barca fino all'estremit occidentale della baia per vedere se a sud erano apparse delle nubi. Di solito i tifoni venivano da quella parte. Soffiavano da sud per poi sferzare la costa, flagellando Macao, Hong Kong e Kowloon prima di galoppare verso nord, fino a Canton e oltre.
Ma quella mattina non si vedeva una sola nube; il cielo era un lucido specchio bianco che irradiava calore.
La tempesta avrebbe tardato ancora un po', rifer Fitcher a Paulette. E probabilmente sarebbe stata preceduta da qualche breve acquazzone. Di solito succedeva cos: per il momento non c'era ragione di preoccuparsi.
Tutto ci le pareva sensato, eppure non era tranquilla. Fitcher comprese che era crucciata per qualcos'altro e le sugger di non andare al vivaio, quel giorno; non ce n'era alcun bisogno, i custodi se la sarebbero cavata benissimo da soli.
Ma Paulette decise di andarci lo stesso: anche se faceva caldo, era meglio lavorare che stare l a crucciarsi.
Cos la iole del Redruth prese il mare, come faceva ogni giorno, salvo che quel giorno l'acqua, al pari dell'aria, era innaturalmente immobile, e i remi scavavano solchi nella superficie vetrosa.
Paulette sedeva di schiena ai masconi. Mentre si avvicinavano a Hong Kong, uno dei rematori richiam la sua attenzione, e voltandosi lei vide un cerchio di persone intorno a qualcosa che giaceva sulla spiaggia.
Ripens a un altro giorno, due anni prima, quando un corpo era stato portato a riva dalla marea. In preda a un presentimento incit gli uomini a remare pi in fretta, pi in fretta. Appena la iole sfior la battigia, balz fuori e corse lungo la spiaggia.
Dovette farsi largo a spintoni per raggiungere il centro del cerchio, dove giaceva il corpo di un uomo. Gli abiti bagnati erano pieni di tagli e strappi, ma era impossibile non riconoscere quella giacca consunta e quei calzoni informi.
Un uomo anziano, robusto, stava accovacciato accanto al corpo. Gli aveva coperto la faccia con un pezzo di stoffa, ma vedendo Paulette lo tir via.
Mistoh Freddie Lee.
Era l'uomo da cui Freddie affittava una stanza nel villaggio di Sheng Wan. Disse a Paulette che la sera prima si erano presentati due uomini e avevano chiesto di Freddie. Avevano detto di essere suoi amici e che l'avrebbero aspettato sulla spiaggia.
Quando glielo aveva riferito, Freddie si era mostrato cauto: Chi cercano?
Freddie Lee gli aveva detto lui, e ci l'aveva tranquillizzato.
Solo gli amici mi chiamano cos.
Si era calcato in testa il cappello e si era diretto alla spiaggia.
Era stata l'ultima volta che lo si era visto vivo.
20.
Intorno a Canton, gli attacchi e i contrattacchi, le esplosioni e i bombardamenti continuarono per tre lunghi giorni, accompagnati da un continuo e crescente frastuono: le urla di folle invisibili, le grida di terrore dei bambini, il crepitio delle fiamme.
Da parte britannica, a combattere era esclusivamente la marina. I battaglioni di fanteria avevano ripiegato a valle, e per tutto quel tempo restarono a bordo delle rispettive navi, a Whampoa.
Essendo fermi a Whampoa gi da parecchie settimane, i Bengal Volunteers pativano pi degli altri quella reclusione. A peggiorare le cose, il secondo giorno dell'offensiva le condizioni atmosferiche cambiarono all'improvviso, e il tempo divenne torrido e afoso. Senza un alito di vento a muovere l'aria, la puzza dell'acqua di sentina permeava ogni angolo dell'imbarcazione, rendendo arduo restare sottocoperta tanto quanto avventurarsi al sole.
La situazione era particolarmente dura per il capitano Mee, il cui umore dopo la battaglia del Bocca Tigris si era fatto sempre pi tetro. Kesri era preoccupato di quel cambiamento perch all'inizio dell'operazione Mee sembrava di nuovo euforico come al ritorno dalla convalescenza a Macao. Ma da quando aveva accompagnato sulla Ibis l'alfiere ferito, era precipitato nello sconforto. Sulle prime Kesri pensava che fosse dispiaciuto per la triste sorte dell'alfiere, la cui carriera era stata stroncata sul nascere, ma presto si rese conto che doveva esserci dell'altro. Era dai giorni dell'improvvisa separazione da Miss Cathy, a Ranchi, che non lo vedeva tanto inquieto. Mentre i sepoy cuocevano nel proprio brodo sulle navi trasporto truppe, il capitano sembrava in preda a una tremenda frustrazione.
Il terzo giorno i disordini intorno alla citt giunsero al culmine. Il rombo dei cannoni echeggi sul fronte del porto fin dall'alba, e quel pomeriggio la consueta riunione degli ufficiali sulla Blenheim dur molto pi del solito. Appena il capitano Mee torn a bordo, Kesri fu convocato nella sua cabina. Gli bast varcare la soglia per capire che presto sarebbero entrati in azione. Per la prima volta da giorni, il capitano sembrava sereno e disteso. In tono quasi allegro, disse: Ci siamo, havildar! Plenipot ha finalmente capito che se non gli diamo una lezione i musi gialli non la pianteranno con questi attacchi. Ed  quel che faremo... prenderemo d'assalto la citt fortificata.
Su un tavolo era distesa una mappa. Seguendo il dito del capitano, Kesri vide che la cittadella di Guangzhou aveva la forma di una cupola, con la base che poggiava a sud sul Fiume delle Perle e la cima adagiata a nord sui colli. A mo' di pinnacolo, al vertice della cupola c'era un edificio a cinque piani, la cosiddetta Torre-che-addormenta-il-mare. E subito fuori dalle mura c'erano alcune alture sormontate da quattro piccole fortezze, tre di forma circolare e una, la pi grande, dirimpetto alla Torre-che-addormenta-il-mare, di forma rettangolare.
Quelle quattro fortezze erano scarsamente difese, disse il capitano Mee. Senza dubbio i comandanti cinesi avevano previsto che, se mai gli inglesi avessero sferrato un attacco alla citt, l'avrebbero fatto da sud, perci avevano concentrato le truppe lungo il fiume. Ma il generale Gough aveva in serbo una sorpresa: un duplice attacco. Un piccolo distaccamento britannico sarebbe sbarcato alle tredici factory, sul fronte del porto, con l'obiettivo di conquistare e liberare l'enclave straniera. Invece il contingente principale avrebbe proseguito lungo il Fiume delle Perle fino al Lago del Cigno Bianco all'estremit occidentale della citt, per poi risalire un altro corso d'acqua fino al villaggio di Tsingpu, ben pi a nord di Canton. Fra il punto dello sbarco e le quattro fortezze si stendevano alcune miglia di campagna coltivata, un'area rurale con rari villaggi, dove non c'era da aspettarsi alcuna resistenza. Una volta superati i colli e prese le fortezze, la citt sarebbe stata alla loro merc: per controllare tutta Canton sarebbe bastata un'unica batteria di cannoni posizionata sui colli a nord.
Sarebbero stati impiegati duemilaquattrocento uomini, accompagnati dai consueti contingenti di ausiliari e civili al seguito. La forza d'assalto sarebbe stata divisa in quattro brigate: i Bengal Volunteers, con centododici sepoy, erano stati assegnati alla 4 Brigata, di cui avrebbero fatto parte anche duecentosettantatr cameroniani e duecentoquindici uomini del 37o Madras.
Domande, havildar?
L'unico aspetto di quel piano che preoccupava Kesri era la composizione della 4 Brigata. Sapeva per esperienza che i cameroniani non avrebbero apprezzato di operare al fianco dei sepoy, e che di sicuro ci sarebbero stati motivi di contrasto.
Per il resto tutto sembrava promettere bene. Il piano preparato con scrupolo, la mappa disegnata con cura e i numeri calcolati con precisione erano rassicuranti, e lasciavano presagire un'operazione impeccabile, del tipo in cui i comandanti britannici eccellevano. Con un po' di fortuna, quella battaglia avrebbe posto fine al conflitto, e subito dopo i sepoy avrebbero potuto tornare a casa con un gruzzolo in tasca.
Quando ci imbarcheremo, signore?
Domani all'una, havildar.
Quell'ora cos tarda lo stup; era insolito che una grossa operazione avesse inizio a un'ora simile. Perch cos tardi, signore?
Il capitano Mee sorrise. Te ne sei scordato, havildar? Domani  il 24 maggio, il compleanno della regina Vittoria. A mezzogiorno ci sar una salva di saluto.
In effetti Kesri se n'era scordato, ma fu lieto di sentirlo, perch si trattava di una delle rare occasioni in cui i sepoy avevano diritto a una speciale razione di grog.
Non essendoci nessun altro a reclamare il corpo di Freddie, tocc a Zadig Bey e Shireen occuparsi del funerale.
Decisero di seppellirlo col rito cinese, perch secondo Zadig Freddie avrebbe voluto cos. Quanto al luogo, fu Shireen a suggerire che fosse sepolto accanto al padre.
A quella proposta Zadig fece una strana faccia. Ma cosa diranno Dinyar e gli altri seth parsi? chiese. Cosa diranno se Freddie viene sepolto vicino a Bahram-bhai? Non faranno obiezioni, dal momento che non era membro della comunit?
Non preoccupiamoci dei seth rispose Shireen. Quel che conta  ci che avrebbe voluto Bahram. E almeno in morte io credo che avrebbe voluto dare a Freddie il riconoscimento che non ha potuto dargli in vita.  solo giusto che Freddie riposi accanto a lui.
A questo, Zadig non ebbe nulla da eccepire:  vero. Bahram-bhai avrebbe voluto cos.
Decisero anche di celebrare il funerale quel giorno stesso. Il corpo era gi rimasto a lungo nell'acqua, e con quel caldo era meglio non rimandare la sepoltura. In ogni caso, l'indomani l'isola avrebbe festeggiato il compleanno della regina, e chiss quali difficolt potevano sorgere.
Poich n Zadig n Shireen sapevano come organizzare un funerale cinese, lasciarono ogni incombenza al padrone di casa di Freddie. Fu lui a trovare una bara e a incollarci sopra fogli di carta bianchi e gialli; inoltre noleggi un carro e assold dei becchini e alcune prefiche.
Tutto ci richiese del tempo, e solo nel tardo pomeriggio il cadavere fu adeguatamente preparato e la bara chiusa.
Il sole calava all'orizzonte quando il corteo funebre lasci Sheng Wan. Mentre si allontanavano dal villaggio, Zadig chiese a Paulette: Avete notizie di Robin Chinnery?
Paulette annu. S, ha scritto di recente, dall'India. Si  ammalato gravemente a Chusan ed  stato evacuato a Calcutta...
Si interruppe per indicare la baia, dove si vedeva una lancia che veniva verso Sheng Wan. Guardate.  Mrs Burnham.
Mentre il carro proseguiva, Paulette, Zadig e Shireen andarono incontro alla visitatrice.
Malgrado il calore e l'umidit, Mrs Burnham portava come sempre guanti e velo, ma neri, quel giorno, anzich bianchi. Fu mortificata nel vedere che gli altri indossavano abiti dai colori chiari.
Santo cielo! esclam coprendosi la bocca con una mano. Sono la solita ooloo, vero? Immagino che non ci si vesta di nero ai funerali cinesi. Devo andare a cambiarmi?
Oh no la rassicur Shireen. Sono sicura che non fa differenza. Siamo contenti che lei sia qui.
Mrs Burnham strinse tra le sue le mani di Shireen.  naturale, cara, sarei venuta prima se avessi saputo.
Il carro era ormai molto pi avanti, e dovettero affrettare il passo per raggiungerlo.
L'antico viottolo costiero che si snodava oltre il villaggio di Sheng Wan era stato allargato e pavimentato di recente, ma i lavori erano ancora in corso, con squadre di manovali che piazzavano le pietre miliari e rimuovevano i detriti. La strada sarebbe stata formalmente inaugurata l'indomani, e le avrebbero dato il nome della regina.
Il carro li attendeva in cima al crinale che portava alla Valle Felice. Quando lo raggiunsero, notarono una nuvola che solcava la valle trascinando un lenzuolo di pioggia.
 solo un acquazzone disse Zadig Bey. Ma  meglio mettersi al riparo e aspettare che passi.
Si accalcarono sotto alcuni alberi al bordo della strada.
Da dove si trovava, Shireen aveva un'ampia visione della Baia di Hong Kong. L'anno precedente, quando era venuta per la prima volta alla tomba di Bahram, lungo la fascia costiera non c'erano che pochi piccoli villaggi. Adesso si vedevano magazzini, caserme, piazze d'armi, aree mercatali e gruppi di baracche, ed erano gi in corso i preparativi per la prima asta di terreni: lungo tutta la costa erano stati contrassegnati dei lotti. In alcuni punti sampan e giunche erano ormeggiati cos stretti gli uni agli altri da sembrare un'estensione del terreno stesso dell'isola.
Anche Paulette stava osservando la costa, e not che una vasta recinzione d'aspetto ufficiale era stata eretta proprio sulla spiaggia dove quella mattina si era arenato il corpo di Freddie. Era l che l'aveva visto seduto l'anno prima, quando si era imbattuta in lui mentre scendeva dal vivaio. Quel ricordo le fece salire le lacrime agli occhi, e alz una mano per asciugarle.
Mrs Burnham le stava accanto e fece scivolare una mano nella sua.
Ti manca gi?
Paulette chin il capo. Non riesco a credere disse singhiozzando che anche lui mi abbia lasciata.
Il giorno dopo, a Whampoa, quando a mezzogiorno riecheggiarono le salve di cannone per il compleanno della regina, i boati parvero intensificare ancor pi il caldo e l'umidit. Non si riusciva a respirare, e a Kesri venne da pensare all'afa che nella sua terra natia precedeva l'arrivo dei monsoni.
L'imbarco fu insolitamente lungo perch le navi trasporto truppe erano un variegato assortimento di giunche e imbarcazioni locali catturate appena il giorno prima. Ce n'erano almeno una trentina e, quando il convoglio salp con tutte le imbarcazioni al traino della Nemesis, erano gi le tre del pomeriggio. Poi, strada facendo, gli attacchi delle barche-da-fuoco causarono ulteriori ritardi, e di conseguenza mancava solo un'ora al tramonto quando finalmente il convoglio raggiunse il punto designato per lo sbarco, il villaggio di Tsingpu a nord di Guangzhou.
Quando le imbarcazioni accostarono a riva, Kesri si trovava insieme al capitano Mee sul ponte superiore della nave trasporto dei Bengal Volunteers. Il capitano stava studiando col cannocchiale i tratti salienti del paesaggio circostante: le quattro fortezze indicate sulla mappa erano dritte a sud, e s'intravedevano appena nella foschia.
La distanza fra il punto d'attracco e le fortezze non era grande - solo tre o quattro miglia, come aveva detto il capitano - ma Kesri si rese immediatamente conto che quel tratto non sarebbe stato facile da attraversare. Era una striscia di terra molto simile al circondario del suo villaggio nel Bihar, un mosaico di campi costellati di verdi germogli di riso, e Kesri presumeva che molte di quelle risaie fossero allagate. Come dalle sue parti, le alzaie che serpeggiavano fra i campi erano strettissime, appena pi larghe del piede di un uomo, e quand'era bagnata la superficie di argilla diventava molto scivolosa. Su quelle alzaie a volte perdevano l'equilibrio anche i contadini pi esperti, figuriamoci i soldati e i sepoy con tanto di moschetto e zaino da cinquanta libbre.
E poi l'area non era cos spopolata come il capitano aveva lasciato intendere. Negli insediamenti piccoli ma densamente abitati che punteggiavano la piana dovevano esserci migliaia di persone. Se quei contadini abitavano cos vicini l'uno all'altro, pens Kesri, era per difendersi da dacoit e predoni, ed evidentemente adesso la popolazione di Tsingpu riteneva di trovarsi in una simile circostanza. Armati di bastoni, aste e picche, gli uomini della zona stavano accorrendo per affrontare il drappello di fanti sceso a terra a delimitare il perimetro di un accampamento.
La reazione dei contadini non stup Kesri - dalle sue parti la gente avrebbe fatto lo stesso - ma i fanti furono colti alla sprovvista, e per qualche minuto uno scontro parve inevitabile. Poi un ufficiale prese in mano la faccenda: furono sparati un paio di colpi d'avvertimento, si form un cordone e i contadini adirati si ritirarono oltre un piccolo tempio ai margini del villaggio.
Non appena la situazione fu tornata sotto controllo, il generale Gough scese dalla Nemesis e marci fino in cima a un'altura nei paraggi per farsi un'idea del terreno circostante. Nel frattempo alcuni sottufficiali, fra cui il capitano Mee, entrarono nel tempio del villaggio per dare un'occhiata. Ne riemersero con espressioni di giubilo, avendovi trovato una gran quantit di offerte votive, fra cui alcuni quarti di carne fresca che requisirono per la propria tavola.
Quei grassi idoli cinesi la selvaggina non la mangiano, giusto? disse il capitano con una risata sarcastica. Tanto vale prenderla noi per festeggiare il compleanno della regina.
Il furto di quelle offerte esacerb ancor pi gli abitanti del villaggio, che si assembrarono intorno all'accampamento brandendo falci e lanciando pietre. Alcuni erano addirittura armati di fucili a miccia, e i fanti dovettero sparare in aria per disperderli.
Quegli incidenti ritardarono ulteriormente lo sbarco. Quando finalmente le operazioni ebbero inizio, i Bengal Volunteers, essendo i meno numerosi, furono la prima unit a scendere a terra.
Kesri decise di approfittarne per assicurare i posti migliori alle tende della Compagnia B. Scelse un punto sulla riva del fiume dove almeno c'era un po' d'aria. I sepoy e i civili al seguito gli sarebbero stati molto riconoscenti se avessero potuto lavarsi nel fiume; era una delle cose a cui tenevano di pi.
Ma proprio mentre Kesri dava le sue istruzioni agli addetti al montaggio delle tende, comparve il sergente maggiore Orr dei cameroniani. Chi diavolo ve l'ha detto, a voi morti di fame, di piazzare qui i vostri culi neri? Indic le tende del 37o Madras. Il vostro posto  l, con le altre scimmie.
Kesri cerc di ribattere, ma era in minoranza, e al cospetto di un superiore. Quando anche il capitano Mee prese le parti del suo avversario - Mi spiace, havildar, dovete spostarvi - fu costretto ad arrendersi.
Mentre si allontanava, gli risuonavano nelle orecchie le canzonature dei cameroniani:
...che ti serva da lezione, ragazzo...!
...attento a te se i tuoi negri vengono a ficcare il naso da queste parti...!
Il peggio era che a quel punto restava un unico posto, a lato delle risaie, e l non c'era un briciolo d'aria fresca e pullulavano le zanzare. Per di pi l'abitato era molto vicino, e un gruppo di contadini infuriati si era radunato intorno a un folto d'alberi a un passo dalle sentinelle. Ma non c'erano alternative, avrebbero dovuto passare la notte l.
Kesri sospir guardandosi intorno. Poteva solo sperare che da quel posto la Compagnia B se ne andasse in fretta.
A causa della penuria di equipaggiamento, quella notte i banjee-boy furono acquartierati insieme ai bhisti e ai lascari di terra in una tenda dove i corpi erano pigiati come cartucce in una giberna. L'aria viziata puzzava di vestiti non lavati, sudore e urina, e il ronzio delle zanzare sembrava un uragano. Anche il terreno brulicava di insetti, perci tutti dovettero coricarsi vestiti, e per di pi avvolti nei teli per proteggersi, cos che presto furono fradici di sudore.
Raju non riusciva a dormire, e dopo un po', udendo un fruscio, sbirci da sotto il telo e vide un'ombra che sgattaiolava fuori dalla tenda.
Accanto a lui, anche Dicky era sveglio. Lo sai dove va, quello stronzo? bisbigli.
Dove?
Scommetto che va a farsi un tuffo. Ho sentito che i bhisti hanno trovato una pozza poco lontano. Lo seguiamo, ya? Cos ci diamo una rinfrescata.
Ma... e se Bobbery-Bob...?
Il mazziere aveva promesso una bella frustata a chiunque fosse uscito dalla tenda, e Raju non se l'era dimenticato.
Me ne infischio di Bobbery-Bob sibil Dicky. Non aver paura, ya; per stanotte il grog l'ha messo fuori combattimento. Su, andiamo.
Dicky s'infil sotto la falda della tenda. Un istante dopo Raju lo imit.
Attraverso la foschia perlacea brillava fiocamente una luna bordata di rosso. In quella poca luce, i due ragazzi intravidero la figura curva del bhisti che sfrecciava oltre le sentinelle, diretta verso uno specchio d'acqua che luccicava nell'oscurit.
Lo seguirono adagio, tenendosi bassi senza perderlo di vista mentre si avvicinava circospetto al bordo dell'acqua. Dopo essersi assicurato che non ci fosse nessuno nei paraggi, il bhisti si tolse ungah e pyjama e scivol silenziosamente nella pozza.
Lo vedi, non c' pericolo disse Dicky. Forza, andiamo.
Fecero ancora qualche passo, ed erano poco lontani quando videro il bhisti che usciva dall'acqua e recuperava i suoi indumenti.
Poi Dicky not qualcos'altro, e si butt sotto un cespuglio tirando gi anche Raju.
Sbirciando fra le foglie, i ragazzi scorsero tre figure avvicinarsi di soppiatto al bhisti che si stava infilando l'ungah. Prima che riuscisse a far passare la testa attraverso lo scollo, le ombre si avventarono su di lui e, con la faccia avvolta dal tessuto, l'uomo venne bloccato a terra in ginocchio.
Tutto accadde talmente in fretta che l'unico grido d'aiuto del bhisti - Bachao! - era ancora sospeso nell'aria quando nel chiaro di luna guizz una lama. Poi il tronco decapitato dell'uomo croll in avanti e l'ungah venne portato via, con dentro la testa.
L'involto bianco sembrava librarsi nell'oscurit mentre le tre figure tornavano a confondersi con le ombre.
Si ud una voce: Kaun hai? Chi  l? Poi arrivarono di corsa le sentinelle. Da qualche parte in lontananza suonavano l'allarme.
Forza, seguimi disse Dicky tirando Raju per un braccio. E sta' gi.
Adesso l'accampamento era in subbuglio, perci nessuno si accorse dei due ragazzi che rientravano nella tenda.
Quando furono di nuovo dentro, Raju sussurr all'orecchio di Dicky: Dobbiamo riferire quello che abbiamo visto, no?
Che cazzo dici! sibil Dicky. Sei matto o cosa? Se scopre che eri l fuori, Bobbery-Bob ti ficca il palo di una tenda su per il culo. E pure a me.
Raju cerc di chiudere gli occhi, ma si accorse che, nonostante il caldo, stava tremando. Sentiva i propri denti che battevano, e sullo sfondo il rumore di attrezzi metallici che raschiavano. Da qualche parte si stava scavando la tomba per il bhisti decapitato.
Dopo un po' Dicky gli bisbigli all'orecchio: Lo sai perch hanno portato via la testa?
Perch?
Per la ricompensa, no?
Come fai a saperlo?
Altrimenti perch? Non te lo chiedi, ya, quanto prenderebbero per la tua testa, o per la mia?
All'alba, quando fu data la sveglia, l'aria era gi rovente. Gli uomini e i ragazzi della Compagnia B erano fradici di sudore prima ancora del rancio mattutino, e come se non bastasse si videro servire proprio ci che pi detestavano: patate.
Mentre mangiavano, venne suonato di nuovo l'allarme: in lontananza erano stati avvistati soldati cinesi provenienti dalle porte settentrionali e occidentali della citt.
Kesri si era appena scolato il suo boccale di t quando il capitano Mee si avvicin a grandi passi e gli disse che la Compagnia B e il 37o Madras sarebbero state le prime unit a uscire dall'accampamento. Il generale Gough voleva osservare i movimenti del nemico, e bisognava scortarlo su un poggio a un miglio di distanza.
I sepoy si affrettarono a mettersi in riga e uscirono dal campo a passo di marcia con rullare di tamburi e trillare di flauti. Ma una volta nelle risaie divenne impossibile restare nei ranghi: proprio come Kesri aveva previsto, i campi erano allagati. Gli uomini ricevettero l'ordine di mettersi in fila per uno e avanzare lungo le alzaie.
Ben presto qualunque pretesa di contegno marziale fu abbandonata: era gi tanto se i sepoy riuscivano a non cadere. Smossa dai piedi, l'argilla si trasformava in una poltiglia scivolosa, e gli uomini erano costretti a sostenersi piantando la canna del fucile nel fango. Ma anche cos alcuni non riuscivano a mantenere l'equilibrio e ruzzolavano nelle risaie. Una volta caduti, imbrigliati com'erano dallo zaino e dall'uniforme pesante e attillata, non potevano fare altro che dimenare le gambe e le braccia finch qualcuno non li tirava fuori.
Gli ufficiali erano ancora pi in difficolt. A differenza dei sepoy, che portavano i sandali, loro calzavano stivali pesanti ed erano costretti a procedere di sbieco a braccia larghe per restare in piedi.
Il jangi laat si trovava poco pi avanti di Kesri. Uomo alto e lugubre con baffi da tricheco, il generale Gough - o Goughie, come lo chiamavano fra loro gli ufficiali - di solito aveva un portamento eretto e solenne. Ma ora anche lui vacillava come se camminasse su una fune, con le braccia tese e lo sciacc pericolosamente in bilico. Suo figlio, che era anche il primo aiutante di campo, lo seguiva sostenendolo per un gomito. Ma barcollava anche lui, e sembrava inevitabile che accadesse qualcosa. Infatti, proprio mentre stavano per arrivare al poggio, il generale e suo figlio ruzzolarono in una risaia. Fu ordinata una sosta mentre i due venivano tirati fuori e asciugati.
Quella pausa diede a Bobbery-Bob l'opportunit di fare una ramanzina ai ragazzi, molti dei quali ridacchiavano. Ehi, stronzetti, lo trovate divertente, eh? Ve l'insegno io, a ridere del generale-sahib! Se non la piantate, finirete a ridere dal buco sbagliato.
Raju non era tra quelli che avevano riso, e a differenza degli altri ragazzi non aveva preso come un gioco la camminata attraverso le risaie. Mentre Dicky e i suoi compagni sdrucciolavano lungo le alzaie, la sua mente era altrove: continuavano a passargli per la testa pensieri e immagini che non gli erano mai venuti in mente prima. Come ci si sentiva a beccarsi un colpo di lancia nel collo o nel petto? Com'era venire infilzato all'inguine da una baionetta? Cosa succedeva quando una pallottola ti colpiva? E se colpiva un osso, uscivano delle schegge?
Quando la colonna si rimise in marcia, Raju aveva la nausea. Una volta sul poggio, i ragazzi ebbero il permesso di fare i loro bisogni, e lui si allontan per vomitare patate e bile.
Dicky si fece dare dell'acqua da un bhisti e sussurr preoccupato all'orecchio dell'amico: Che ti prende, stronzetto? Sei ancora l che pensi a quello che  successo stanotte? Te l'ho gi detto, lascia perdere.
 solo il caldo, ya si affrett a rispondere Raju. Ora star bene.
Sull'altro versante, Kesri stava studiando il terreno insieme al capitano Mee. Le quattro fortezze in cima ai colli scintillavano nella foschia proprio davanti a loro. I pendii sottostanti erano punteggiati di distaccamenti di truppe cinesi, mentre dietro le fortezze si stendevano per miglia le mura della citt, trafitte a intervalli regolari da grandi porte a tettoie sovrapposte.
I cannoni delle fortezze sparavano fin dall'alba, ma ora il ritmo delle raffiche si era intensificato, trasformandosi in un vero fuoco di sbarramento. La distanza era troppo grande perch quei proiettili facessero danni, ma i colpi erano pi decisi e meglio diretti di quanto fosse mai accaduto in precedenza.
Nel frattempo il generale aveva stabilito un piano d'attacco. Dapprima le fortezze sarebbero state ammorbidite dall'artiglieria da campo britannica, consistente in due mortai da cinque pollici e mezzo, due obici per proiettili da dodici libbre e due cannoni per proiettili da nove. Poi, sotto la copertura del bombardamento, le quattro brigate sarebbero avanzate lungo i declivi che portavano ai forti. La 4 Brigata avrebbe attaccato la vasta cittadella rettangolare di fronte alla Torre-che-addormenta-il-mare. L'assalto finale sarebbe stato sferrato a scaglioni e per mezzo di scale fornite dai furieri a ogni compagnia.
Le scale per dare l'assalto alle mura erano pesanti e poco maneggevoli, e a Kesri bast un istante per decidere che l'unico uomo della Compagnia B in grado di sostenere quel peso era Maddow. Guardandosi intorno, lo vide che aveva quasi raggiunto il poggio, con due enormi ruote sulle spalle.
Signore, per la nostra scala avremo bisogno di quel lascaro disse al capitano Mee. Bisogner toglierlo agli artiglieri.
Il capitano annu: D'accordo, dir ai suoi di prestarcelo.
La prima parte del piano del generale - il bombardamento iniziale - incontr subito difficolt; trasportare i pezzi d'artiglieria attraverso le risaie allagate si rivel infatti una sfida improba. Le fragili alzaie non reggevano il peso delle bocche da fuoco, perci i serventi erano costretti ad avanzare faticosamente nel fango che arrivava alle ginocchia. Se le fortezze fossero state pi vicine ai corsi d'acqua, si sarebbero potute usare le batterie della Nemesis e degli altri vapori, ma si trovavano troppo all'interno, ben oltre la loro gittata.
Kesri si rese conto che ci sarebbe stato un bel po' da aspettare prima dell'arrivo dell'artiglieria, perci condusse i suoi uomini in un luogo ombreggiato e raccomand loro di riposare. Anche lui quella notte aveva dormito ben poco, cos si addorment subito e si svegli solo quando il bombardamento era gi cominciato.
Era solo met mattina, ma l'aria era soffocante. Dalle risaie scaldate dal sole si alzava una tale umidit che i pendii dei colli sembravano avvolti in un manto di vapore.
Si era deciso che a condurre l'avanzata della 4 Brigata sarebbero stati i cameroniani, e quando la tromba suon furono loro i primi a muoversi. I campi che si stendevano oltre il poggio erano quasi asciutti, e i soldati ci saltarono dentro, avanzando in mezzo alle spighe di riso.
I Bengal Volunteers li seguirono. Appena girarono intorno al poggio, il rombo delle cannonate inglesi e cinesi si fece assordante, e una granata si conficc nel terreno un centinaio di metri alla loro destra, sollevando un pennacchio di fango e steli verdi.
Maatha neeche! url Kesri. Gi la testa! E in quello stesso istante pifferai e tamburini cambiarono ritmo, raddoppiando la velocit.
A testa bassa, Kesri allung il passo cercando di non badare al sibilo delle granate. Il colletto alto e rigido era fradicio, e gli stringeva il collo in una morsa; sulla schiena, lo zaino pareva aver acquisito vita propria e ballonzolava come per fargli perdere l'equilibrio; fra le gambe, la cucitura del cavallo dei pantaloni impregnata di sudore gli segava l'inguine.
Poi le risaie terminarono e i sepoy si trovarono a correre su per un pendio coperto di sterpaglie, con le granate che sollevavano polvere tutt'attorno. Kesri vide un ufficiale cadere, poi una palla di cannone atterr proprio sui cameroniani, falciando tre soldati.
In lontananza i manchu battevano sugli scudi e brandivano le lance, come a provocare gli aggressori. Poi dai bastioni della fortezza pi vicina una raffica di proiettili cal ad arco verso i sepoy. Intravedendoli mentre si abbattevano sulla sterpaglia fra nubi di fumo, Kesri si rese conto con stupore che quelli che i cinesi stavano lanciando erano razzi.
Era tutto nuovo: l'abilit degli artiglieri, i razzi... Come avevano fatto quei chootiya a imparare cos tanto cos in fretta?
Pi avanti, i cameroniani riprendevano fiato al riparo di una cengia. Il capitano Mee fece fermare anche la Compagnia B e and a raggiungerli.
Kesri fu ben lieto di togliersi lo zaino, e si lasci cadere sul terreno roccioso. Adesso erano a tiro dei moschetti cinesi, e raffiche di mitraglia fischiavano nell'aria. A testa bassa, bevve un sorso dalla borraccia quasi vuota. Ci sarebbe voluto del tempo prima che i civili al seguito li raggiungessero, e probabilmente anche loro erano rimasti a corto d'acqua; durante l'ultima sosta, la compagnia era cos assetata che i mussuck erano ormai mezzi vuoti.
Quando finalmente i bhisti arrivarono, Kesri fece segno di stare bassi e servire per primi i sepoy. Da l in avanti sarebbe stata un'unica corsa fino alla cittadella rettangolare, e solo i sepoy avrebbero proseguito. Pifferai, tamburini, staffette e bhisti sarebbero rimasti l. Dei civili, solo Maddow avrebbe accompagnato i combattenti portando la scala.
Voltandosi, Kesri vide che nonostante il suo voluminoso fardello Maddow si era mantenuto al passo con loro. Facendogli cenno di venire avanti, gli disse: Da adesso rimani accanto a me. Samjhelu? Capito?
Ji, havildar-sah'b.
Pi gi lungo il fianco del colle, i pifferai si stavano ancora arrampicando per raggiungere i sepoy. Quando la mitraglia cominci a fischiare e sibilare tutt'attorno, Bobbery-Bob grid: Tenetevi bassi, figli di puttana sifilitica! Volete che vi facciano schizzare in aria le palle? E tutti si buttarono a terra.
Raju aveva la bocca secca come segatura: non aveva mai avuto tanta sete. Afferr la borraccia e l'apr con dita tremanti... solo per scoprire che il tappo era malmesso e l'acqua era gocciolata via.
Gli usc dalla gola un gemito di incredulit. La mia acqua... non ce n' pi.
Dicky, sdraiato accanto a lui, si era gi scolato la sua borraccia. D'impulso afferr quella di Raju e balz in piedi. Aspetta, ya. Me ne faccio dare un po' da un bhisti.
Part di corsa, ma dopo pochi passi si ferm di botto. Per un istante il suo corpo rest dritto, come impietrito, poi si torse di lato e croll a terra.
Dicky! grid Raju. Precipitandosi al fianco dell'amico, lo afferr per le spalle e lo scosse. Dicky, cosa ti succede, stronzo?
Non capiva perch l'amico non lo guardasse, anche se i suoi occhi color ambra erano spalancati.
Cos' successo, Dicky? Lo scosse di nuovo. Alzati, stronzo, alzati! Non  il momento di fare lo scemo.
Nessuna risposta, cos Raju si gett sulla figura immobile e la prese fra le braccia.
Ti prego, Dicky, alzati. Ti prego, ascoltami, ya. Alzati!
Il fuoco di sbarramento britannico era al massimo quando il capitano Mee si avvicin incespicando per dire a Kesri che lui sarebbe andato avanti coi cameroniani.
Che il capitano fosse impaziente di trovarsi nel folto della mischia era palese; durante l'avanzata si era esposto al fuoco nemico con uno sprezzo del pericolo inconsueto anche per lui, quasi andasse in cerca di una pallottola.
Siate prudente, kaptn-sah'b gli disse Kesri.
Il capitano annu e corse via, scansando i colpi mentre la mitraglia sibilava nell'aria.
Sdraiato sul pendio ghiaioso, Kesri percep un'accelerazione nel ritmo del proprio respiro. Quando cerc di serrare la presa sul Brown Bess, la canna gli scivol fra i palmi madidi di sudore. Aveva anche lo stomaco attanagliato da una strana tensione, e si rese conto che era dovuta alla paura. Chiuse gli occhi e premette una guancia a terra, sentendo i sassolini contro i denti.
Le vecchie cicatrici avevano cominciato a pulsare, come se il suo corpo fosse divenuto un ricettacolo della memoria, una mappa del dolore. Tuttavia ci che ricordava in modo pi vivido non era il violento bruciore che aveva accompagnato ogni ferita, ma piuttosto la sofferenza sorda e annichilente della convalescenza, le settimane bloccato a letto, incapace di girarsi, costretto a farsela addosso. Non voleva pi passarci; non voleva morire, non ora, non senza scopo alcuno, come sarebbe stato in una simile circostanza.
Ud il rumore di qualcuno che inghiottiva convulsamente, e aprendo gli occhi vide un sepoy sdraiato al suo fianco, un uomo non molto pi giovane di lui. Veniva dalle colline, ricord, e aveva una nidiata di figli. Stava pensando a loro, adesso? Stava ricordando le ombre delle montagne che si allungavano attraverso la valle nelle serate gelide? Era evidente che anche quel sepoy era terrorizzato: le labbra erano bianche, le mani tremavano e gli occhi mostravano il bianco. Fra pochi istanti si sarebbe rannicchiato su se stesso, il corpo paralizzato dalla paura, e al momento di muoversi non sarebbe riuscito ad alzarsi in piedi. Sarebbe toccato a Kesri fare rapporto su di lui al capitano Mee; lo avrebbero deferito alla corte marziale e probabilmente fucilato per codardia... e la colpa sarebbe ricaduta anche su di lui, l'havildar Kesri Singh, perch il suo compito, il suo dovere, il suo karma, era proteggere meglio che poteva i suoi uomini, anche da se stessi.
Gli diede una gomitata nelle costole. Chal!  quasi ora.
Quelle parole gli si erano bloccate in gola, e le aveva dovute tirare fuori a forza, come vomitandole.
Poi d'un tratto il rombo dei cannoni si plac e il fuoco di sbarramento s'interruppe.
Innestare le baionette!
Una pallottola gli schizz polvere in faccia mentre si lanciava oltre la scarpata. I suoi piedi slittarono sul pietrisco, ma riusc a non cadere e cominci a inerpicarsi, a testa bassa, avanzando goffamente con la schiena curva, l'unico modo in cui si pu correre su per un pendio con uno zaino da cinquanta libbre in groppa e un moschetto in mano. Fra un passo e l'altro si riempiva i polmoni d'aria e gridava: Har har Mahadev! E il grido di battaglia, ripetuto da tutti a gran voce, lo spingeva avanti.
Dopo altri duecento metri, vide che i cameroniani avevano smesso di avanzare. Erano incappati nelle violente raffiche di un distaccamento manchu posizionato sul crinale della collina.
Kesri individu un folto d'alberi alla sua destra e alz una mano per segnalare ai sepoy di seguirlo l.
Proprio come aveva pensato, da quel punto si potevano prendere di mira i soldati nemici. Nel giro di pochi istanti i sepoy si posizionarono e cominciarono a sparare all'impazzata obbligando i manchu a ritirarsi.
Appena il fuoco nemico s'interruppe, Kesri corse dai cameroniani. Se ne sono andati! grid. Se ne sono andati!
I cameroniani sembravano del tutto ignari di quanto accaduto nelle retrovie.
A uno a uno si voltarono a fissarlo increduli. Poi Kesri ud la voce del sergente maggiore Orr che gli urlava nell'orecchio: Dove cazzo eravate voi negri bastardi? Vi nascondevate l dietro per non combattere? Branco di vigliacchi schifosi!
Kesri si sentiva prudere il moschetto fra le mani. L'impulso di conficcare la baionetta nella pancia del sergente maggiore Orr era quasi irresistibile. Infilzare quel maadarchod sembrava molto pi sensato che combattere qualche sconosciuto soldato cinese.
Ma prima che potesse passare all'azione, s'intromise la voce del capitano Mee - Havildar? - e l'abitudine prese il sopravvento. Kesri scatt sull'attenti: Ji, kaptn-sah'b?
La nostra scala c'?
Lanciando un'occhiata lungo il pendio, Kesri vide Maddow acquattato accanto ai sepoy della Compagnia B.
La scala c', signore.
Bene. Allora diamoci da fare. I cameroniani caricheranno a destra, e noi a sinistra.
A un segnale del capitano, le truppe cominciarono ad avanzare di sbieco, a scaglioni. E mentre caricavano, il fuoco dalla fortezza cess. Raggiunti i bastioni, la Compagnia B form un cordone protettivo intorno a Maddow che montava e drizzava la scala.
Il primo uomo a salire sulle mura si guard intorno e annunci che la fortezza era stata abbandonata; la guarnigione si era ritirata verso la citt. Il secondo a salire fu Kesri, e si ritrov su un cammino di ronda che portava a una torretta munita di feritoie.
Vi entr e si arrampic fino alla feritoia pi alta. Sotto di lui si stendeva l'immensa distesa della citt di Guangzhou. Strade e viali, torri e pagode, case e baracche a perdita d'occhio, a est e a sud. Alcune porte della citt fortificata erano aperte, e c'erano lunghi rivoli di persone che ne uscivano per fuggire in ogni direzione.
Prima che Kesri avesse il tempo di esaminare la situazione, i cannoni sulle mura della citt aprirono il fuoco con un tremendo boato. Una granata si conficc nei bastioni, proprio sotto la torretta. Kesri abbass la testa e corse gi, per cercare riparo all'interno.
La fortezza rettangolare era una struttura semplice, con una grande corte centrale coperta circondata da qualche stanza e alcuni passaggi. La corte si riemp in fretta via via che il resto della 4 Brigata si riversava dentro attraverso la porta posteriore.
Nel frattempo anche le altre tre fortezze erano state conquistate dalle truppe britanniche. Il fuoco di sbarramento dalle mura della citt era continuato senza interruzioni, ma non era riuscito a impedirlo. A mezzogiorno fu inviato un messaggio al generale Gough per comunicargli che tutt'e quattro le fortezze erano occupate. Se ne stava allestendo una come quartier generale; poteva prenderne possesso quando voleva.
Nel raggiungerla, il generale sfugg d'un soffio alla morte: una pallottola gli sfior un orecchio e colp l'ufficiale alle sue spalle.
Appena arrivato, convoc una riunione. Il capitano Mee era fra i presenti, e pi tardi rifer a Kesri che il combattimento di quella mattina era costato molte pi vite del previsto. Le truppe britanniche avevano avuto pi morti e feriti che in qualunque altro giorno di quella guerra. I Bengal Volunteers erano stati fortunati a non aver perso neanche un uomo.
Gli animi erano molto accesi fra gli ufficiali, disse il capitano. Le teste calde parlavano di dare una lezione ai celestiali saccheggiando i templi, le pagode e i mercati della citt, che notoriamente racchiudevano tesori d'oro e argento. Il bottino sarebbe stato incalcolabile.
In ogni caso si era deciso che la citt sarebbe stata presa d'assalto l'indomani. Le porte settentrionali erano state esaminate dagli artieri, e si era giunti alla conclusione che non sarebbe stato difficile fare breccia. I piani erano pronti: l'attacco sarebbe cominciato presto, facendo convergere tutte e quattro le brigate sulle mura settentrionali.
Per l'intero pomeriggio continuarono ad affluire i civili al seguito, ma non quelli della Compagnia B. La loro assenza era per Kesri motivo di disagio e anche di inquietudine; un paio d'ore prima del tramonto mand un drappello a cercarli. Tornarono al crepuscolo, e solo allora Kesri seppe che c'erano state delle perdite: un pifferaio ucciso, e una staffetta, un cuoco e un bhisti feriti. Per questo i civili avevano impiegato tanto ad arrivare; c'era voluto del tempo per evacuare nelle retrovie gli uomini feriti e il corpo del ragazzino.
Kesri fu molto addolorato dalla morte di Dicky; ricord che era stato lui a sceglierlo, pensando che potesse diventare la mascotte della compagnia. E in effetti cos era stato: il sorriso pronto, la lingua svelta e il passo baldanzoso gli avevano conquistato l'affetto dei sepoy. Era crudele che la Compagnia B non potesse essere presente alla sua sepoltura per rendergli gli onori che meritava.
Kesri sapeva anche della grande amicizia nata fra Dicky e Raju, e si guard intorno cercando il ragazzino, che sedeva rannicchiato e con gli occhi rossi in un fangoso angolo della fortezza infestato dalle zanzare. Ebbe un moto di compassione per lui, e sarebbe andato a dirgli qualcosa se fosse stato sicuro di riuscire a dominare le proprie emozioni. Invece, vedendo Maddow poco lontano, gli disse: Tieni d'occhio quel ragazzino. Dev'essere stata dura per lui perdere il suo amico.
Saputo che una burrasca era in arrivo, Dinyar decise di spostare la Mor dalla Baia di Hong Kong al porto interno di Macao, considerato pi sicuro in caso di maltempo. Propose agli altri seth di andare con lui, ma nessuno accett. Molti di loro avevano preso casa a Hong Kong, e la soluzione del conflitto sembrava cos vicina che paventavano l'idea di assentarsi dall'isola anche per un solo giorno. Era convinzione diffusa che quanto prima si sarebbe tenuta un'asta di terreni, e non volevano correre il rischio di perderla.
I seth si attribuivano gran parte del merito per aver convinto l'attuale amministratore dell'isola, Mr J. Robert Morrison, a bandire l'asta prima che Hong Kong fosse formalmente ceduta alla corona britannica. Morrison peraltro aveva trascinato la cosa per le lunghe, alimentando la loro diffidenza; si erano infatti convinti che avrebbe sfruttato ogni occasione per tenerli lontani dall'asta, ed essendo ben decisi a evitarlo, passavano le loro giornate a pedinare ostinatamente gli agrimensori e a discutere su quali lotti puntare le loro offerte.
Solo Shireen, su consiglio di Zadig, decise di tornare a Macao con Dinyar. Un tifone della Cina meridionale era una cosa che non aveva mai sperimentato, le disse Zadig; meglio restare fra le solide pareti della Villa Nova.
E quando la burrasca sar passata aggiunse con una strizzatina d'occhio, forse potremo dare l'annuncio.
Di cosa?
Del nostro fidanzamento.
Shireen sussult.  troppo presto, Zadig Bey! Ho bisogno di pi tempo. Per favore. Non si pu rendere pubblico nulla finch non ho parlato con Dinyar e... non c' stato il tempo.
Ragione in pi per andare con lui a Macao. Avrete tutto il tempo per parlare, durante la burrasca.
Ultimamente Dinyar si era mostrato molto freddo con lei, come del resto gli altri seth. Shireen si era chiesta se avessero saputo di lei e Zadig, o se si trattasse d'altro. Aveva cercato di sondare Dinyar, ma lui la evitava e non era riuscita a metterlo alle strette.
Poco dopo che la Mor ebbe issato le vele, tuttavia, Shireen riusc a creare l'occasione che cercava.
Aveva dato istruzioni al cuoco di preparare un aleti-paleti, ventrigli di pollo insaporiti nel masala e fritti, una delle specialit parsi predilette da Dinyar. Quando venne portato in tavola, conged il cameriere e serv lei stessa Dinyar.
Majhanu che? Com', Dinyar-deekro?
Lui non rispose, e rimase l imbronciato giocherellando con la forchetta.
Dopo un po' Shireen disse: Su thayu deekra? Qual  il problema, caro? Tutto bene?
Per la prima volta da quando si era seduto, Dinyar la guard in faccia. Shireen-zietta disse in inglese, ed era di per s una presa di distanza, visto che di solito le parlava in gujarati,  vero che il figlioccio di Mr Karabedian  stato sepolto accanto alla tomba di zio Bahram?
Dunque era quello il motivo: la disposizione delle tombe aveva scatenato l'ansia dei seth per i loro colpevoli segreti.
Shireen annu. S, deekra disse tranquillamente.  vero.
Ma, Shireen-zietta! protest lui. Perch seppellire proprio l il figlioccio di Mr Karabedian? Non  giusto!
Non  giusto?
No, zietta, non  giusto.
Shireen intrecci le mani e le pos sul tavolo. Guardando il nipote dritto negli occhi, disse: Immagino sappiate, Dinyar, che Freddie non era solo il figlioccio di Mr Karabedian. Era anche il figlio naturale di mio marito.
Dinyar, evidentemente impreparato all'esplicito riconoscimento di una relazione illecita, reag come se fosse stato schiaffeggiato, passando al gujarati: Su kaoch thame? Cosa state dicendo, zietta? Come potete parlare di simili cose?
Credete forse, replic Shireen, che queste cose si possano far sparire non parlandone? Non  cos, perch  impossibile mettere al mondo figli in silenzio. Tutti hanno una voce, e prima o poi imparano a parlare.
Shireen batt con forza sul tavolo per rimarcare ci che stava per dire.
Dovreste tenerlo a mente, Dinyar, aggiunse. Soprattutto pensando ai vostri figli.
Dall'altra parte del tavolo, Dinyar prese irosamente fiato. Stava per dire qualcosa, poi cambi idea. Fissando il cibo, si allent il colletto.
Shireen-zietta, disse con voce malferma, dovete rammentare una cosa. Uomini come zio Bahram, come me... Il lavoro che facciamo ci tiene lontani da casa a volte per anni. Ci sentiamo molto soli, non credo che possiate capire quanto ci sentiamo soli.
Kharekhar? Davvero? disse Shireen. E credete che noi non sappiamo cosa significa sentirsi sole?
Al che lui si gir a guardarla con un'espressione di genuina perplessit.
Come potete capire, Shireen-zietta? disse. Donne come voi, come mia madre e le mie sorelle, vivete in casa, a Bombay, con le vostre famiglie, circondate da figli e parenti, con ogni comodit. Noi andiamo oltremare perch possiate vivere nel lusso. Come potete sapere quel che dobbiamo passare noi per garantirvelo? Sapere cosa significa per noi? Quanto siamo soli?
Adesso a Shireen tremavano le labbra, e tocc a lei prendere fiato per riuscire a controllarsi. Bene, Dinyar disse, tornando all'inglese. Se davvero sapete cos' la solitudine, forse capirete ci che sto per dirvi.
S?
Dinyar... Zadig Bey mi ha chiesto di sposarlo. E io ho accettato.
Dinyar fece tanto d'occhi, e la sua voce si ridusse a un mormorio incredulo. Cosa state dicendo, Shireen-zietta? Non potete farlo!  impossibile. Tutti vi eviteranno. Nessuno vi rivolger pi la parola.
Shireen scosse il capo. No, Dinyar disse con un sorriso. Vi sbagliate. Dovrete accettarlo. Non solo, dovrete convincere gli altri ad accettarlo. Direte loro che sar meglio per tutti voi se sposo Zadig Bey e resto a Hong Kong. Prese fiato. Perch c' una cosa che dovete sapere, Dinyar. Se voi e gli altri sethji ne fate un grande scandalo, se sar portata via da qui e costretta a tornare a Bombay, be', potete star certo che molte famiglie parsi, e la vostra per prima, scopriranno di avere dei parenti in Cina.
Il bombardamento delle quattro fortezze continu per l'intera notte, non con un fuoco ininterrotto, ma a spizzichi e bocconi, il che era ancora peggio perch logorava i nervi. Ma anche senza il bombardamento sarebbe stato difficile dormire in quel caldo soffocante, con centinaia di uomini coperti di polvere e fradici di sudore pigiati in uno spazio angusto.
La corte interna non aveva finestre, e la puzza era asfissiante. Quella notte la dissenteria miet parecchie vittime, e molti soldati erano in uno stato tale che s'insozzavano prima di arrivare alle latrine. Il fetore acre e acido degli escrementi quasi liquidi e chiazzati di sangue aleggiava come un miasma.
Erano soprattutto i cameroniani a patire della fottuta diarrea, ma tocc ai sepoy sorbirsi le accuse ingiuriose di puzzare come negri con la loro lurida merda. Se fossero stati in India sarebbero scoppiate delle risse, e forse i sepoy di Madras e del Bengala si sarebbero alleati contro i cameroniani. Ma l, stretti nella morsa fra cinesi e inglesi, erano impotenti e costretti a sopportare le ingiurie in silenzio. Uomini come il sergente maggiore Orr ne erano ben consapevoli, e proprio per questo non lesinavano insulti e imprecazioni.
Verso l'alba, Kesri e il capitano Mee salirono sulla torretta per dare un'altra occhiata alla citt. Kesri vide che nel corso della notte il rivolo di persone in fuga era diventato una marea. Le strade intorno alla citt erano ingombre di persone, carri, portantine e barrocci che si riversavano fuori dalle porte per poi spargersi in ogni direzione. Le strade erano cos affollate che la gente era costretta a invadere anche le risaie.
Evidentemente vogliono lasciare la citt prima dell'attacco disse il capitano Mee.
Ji, kaptn-sah'b.
Ora che tutti i preparativi erano stati fatti, Kesri era ansioso che l'attacco iniziasse. Malgrado i pericoli, sarebbe stato meglio combattere piuttosto che passare un'altra notte in quel buco infernale.
Ma non sarebbe andata cos. Proprio mentre la brigata si stava radunando per l'appello, sulla porta settentrionale della citt comparve una bandiera bianca.
Che mi prenda un canchero! grid il capitano Mee. Maledizione, qui si ricomincia coi salamelecchi.
Alle truppe fu detto di aspettare, e gli ufficiali trascorsero il resto della mattinata a fare avanti e indietro tra la fortezza e il quartier generale.
Pi tardi il capitano Mee spieg a Kesri che i mandarini avevano chiesto la pace e il plenipotenziario aveva acconsentito a un armistizio a condizione che l'indennizzo di sei milioni di dollari d'argento fosse immediatamente versato e tutte le truppe cinesi si ritirassero dalla citt.
Come tante volte in precedenza, i mandarini avevano accettato, ma gli ufficiali erano unanimi nel ritenere che non ne sarebbe venuto nulla di buono, e che il sangue e il sudore spesi nel conquistare le fortezze sarebbero andati sprecati. Anche il generale Gough avrebbe preferito attaccare, ma aveva le mani legate: il capitano Elliot insisteva perch alle autorit cinesi fosse concesso il tempo di soddisfare le condizioni dell'armistizio. Di conseguenza le truppe avrebbero dovuto restare nelle fortezze, forse per diversi giorni.
Col trascorrere delle ore il caldo aumentava, e calavano grandi sciami di zanzare, moscerini e pappataci, attirati dal puzzo di sudore rancido e latrine stracolme. Presto le provviste cominciarono a scarseggiare, al punto che il cibo e l'acqua dovettero essere severamente razionati. L'unica buona notizia veniva dalle nuvole, finalmente comparse nel cielo in avvicinamento da sud.
Nel pomeriggio il capitano Mee fu di nuovo convocato al quartier generale. Pi tardi spieg a Kesri che la riunione era stata indetta per affrontare la questione della penuria di cibo e acqua. Gli alti comandi avevano autorizzato le quattro brigate a formare squadre foraggere, che avrebbero dovuto attenersi strettamente alla regola di non prendere niente con la forza, andando di casa in casa a chiedere in dono riso, verdure e bestiame. Ogni famiglia che dava un contributo avrebbe ricevuto un cartello da affiggere sulla porta in modo da non venire pi disturbata. Per nessuna ragione si dovevano molestare o aggredire i civili, uomini, donne o bambini. Qualunque infrazione sarebbe stata severamente punita.
Hai capito, havildar?
Ji, kaptn-sah'b.
Il capitano Mee tir fuori una mappa e indic la strada che portava al villaggio di San Yuan Li. Kesri avrebbe dovuto formare una squadra foraggera e dirigersi da quella parte. Quanto al capitano, pensava di unirsi a un gruppo di ufficiali con l'intenzione di esplorare alcuni templi e pagode delle vicinanze.
E senti, havildar disse, rivolgendo a Kesri uno sguardo severo. Non voglio guai. Niente saccheggi e niente sciocchezze con le donne del posto. Capito?
Kesri scatt sull'attenti. Ji, kaptn-sah'b.
Mettere insieme una squadra foraggera non era facile: convincere i sepoy a trasportare carichi era assai arduo, perch rifuggivano da qualunque cosa somigliasse a un lavoro manuale. Quanto ai civili al seguito, erano rimasti in pochi, meno di una ventina. Alla fine Kesri non ebbe altra scelta che coinvolgere pifferai e tamburini. Anche loro odiavano fare da facchini, ma le loro proteste non erano difficili da zittire.
Una volta radunati tutti i mussuck, chagal, sacchi e altri recipienti disponibili, la squadra si avvi, coi sepoy a proteggere i fianchi e Kesri in testa.
Il sentiero per San Yuan Li scendeva lungo un pendio, per poi confluire, una volta raggiunta la pianura, in una strada che portava verso nord. Marciando lungo quella strada incontrarono un gran numero di persone in fuga dalla citt. Si trattava perlopi di famiglie che si spaventavano facilmente, e al solo vedere i sepoy scappavano nei campi.
La calura non dava tregua, e presto la squadra cominci a soffrire per la stanchezza. Kesri fu lieto di adocchiare all'entrata di una pagoda un gruppo di sepoy di Madras che se ne stavano con le mani in mano all'ombra di una tettoia di tegole rosse, e decise che era ora di concedersi una sosta. Mand gli uomini a sedere sotto un albero e and a parlare con quei sepoy. Gli spiegarono che erano venuti alla pagoda col capitano Mee e alcuni ufficiali. Sul retro c'era un cimitero, e gli ufficiali erano andati a ispezionarlo, lasciando i sepoy di guardia all'esterno.
E cosa ci fanno, in un cimitero? chiese lui.
I sepoy si limitarono a scambiarsi sguardi dubbiosi, poi uno di loro indic il cancello con un cenno e disse: Andate a vedere coi vostri occhi.
Kesri entr e, dopo una serie di cortili e saloni profumati d'incenso, raggiunse un corridoio che sbucava all'esterno. Dalla soglia vide gli ufficiali nell'adiacente cimitero, intenti a dare ordini a un drappello di sepoy. Avvicinandosi, si rese conto che i sepoy stavano scoperchiando una tomba secondo le indicazioni di un giovane tenente dalle guance rosee. Parecchie tombe erano gi state aperte, e il tenente ne stava esaminando il contenuto e scribacchiava su un taccuino.
In lontananza si era radunata una folla di abitanti del luogo, tenuti a bada dai sepoy con la minaccia delle armi.
Kesri sent odore di putrefazione - evidentemente alcuni dei cadaveri riesumati erano piuttosto recenti - ed ebbe un brivido di disgusto e paura. L'idea di disturbare il sonno dei defunti lo riempiva di terrore; l'istinto gli diceva di allontanarsi da l il pi in fretta possibile.
Con una mano sul naso, gir sui tacchi, ma solo per trovarsi davanti il capitano Mee che si avvicinava lungo il corridoio. Gli occhi di Mee andarono da Kesri alla tomba e viceversa.
Non farti idee sbagliate, havildar disse. Da quelle tombe non viene portato via niente. Il tenente Hadley, laggi e indic l'ufficiale col taccuino,  una specie di erudito. Sta conducendo uno studio sui costumi e le pratiche funerarie cinesi. Tutto qui.
Ji, kaptn-sah'b.
Ora  meglio che vai. E il capitano lo conged con un cenno del capo.
Mentre la squadra foraggera si allontanava dalla pagoda, Kesri vide un banco di nuvole che si avvicinava trascinando lenzuola di pioggia. Non era la tempesta a lungo attesa, pens, solo un acquazzone preliminare che sarebbe passato in fretta.
Poco pi avanti c'era un'abitazione che sembrava appartenere a una famiglia di contadini: una piccola casa e alcuni annessi intorno a un'aia con un pozzo. Non c'erano cartelli a indicare che la casa fosse gi stata visitata da un'altra squadra. Per cominciare, un posto valeva l'altro.
Non vedendo nessuno in giro, Kesri mand i civili al pozzo a riempire i mussuck e i chagal. La porta principale era sulla sinistra. Kesri buss pi volte senza ricevere risposta, anche se vedeva gli abitanti occhieggiare dietro una finestra socchiusa.
Stava pensando a cosa fare quando arriv di corsa un civile a dirgli che in un magazzino erano stati trovati due uomini. Kesri attravers l'aia e affacciandosi alla porta vide in un angolo due braccianti cinesi terrorizzati. Accanto a loro c'erano diversi sacchi di riso e cesti di banane appena colte, fagiolini e verdure simili a karela, versioni pi grosse e lisce della zucca amara tanto amata dai sepoy.
I due uomini indossavano bluse e pyjama consunti. Quando Kesri entr nel magazzino cominciarono a piagnucolare per la paura, dondolandosi avanti e indietro sui talloni. Sembravano quasi impazziti, con le facce contorte in una maschera di terrore quasi comica.
Kesri fece un mezzo tentativo di spiegargli che erano l in cerca di cibo, ma quegli uomini neppure facevano caso ai suoi goffi tentativi di comunicare, distoglievano gli occhi come se lui fosse un'apparizione troppo terrificante per sostenerne la vista.
Che fare?
Kesri sput per terra esasperato.
Che senso aveva chiedere a quegli uomini di dare un contributo? In ogni caso probabilmente non spettava a loro disporre del cibo conservato in quel magazzino. E se anche cos fosse stato, perch avrebbero dovuto rinunciare di propria volont a quei prodotti che avevano faticato tanto a coltivare? Nessun agricoltore l'avrebbe fatto, n l n nella sua Nayanpur, a meno di esservi costretti dal fucile puntato di un brigante o di un soldato e dover salvare la pelle. S, di quello si trattava: brigantaggio, ladrocinio. Perch mai lui, un semplice havildar, avrebbe dovuto fingere il contrario solo per obbedire a un'ingiunzione del capitano Mee? Kesri decise che andarsene alla svelta era la cosa pi sensata che potesse fare per quella gente.
Indic ai civili al seguito di prendere cinque sacchi di riso e due cesti di verdure.
Copriteli con la tela cerata, disse, semmai piovesse.
Uscendo, rest di stucco al vedere che fuori dall'aia si era radunato un gruppetto di uomini nella consueta tenuta dei contadini cantonesi: blusa, pyjama e cappello conico. Non ci sarebbe stato da stupirsi, non fosse che, a quanto pareva, Maddow stava conversando con uno di loro.
Kesri rugg: Eha ka hota? Cosa succede qui? E attravers l'aia a grandi falcate.
Al vederlo avvicinarsi gli uomini si dileguarono. Li avrebbe inseguiti, ma quando raggiunse il cancelletto erano gi scomparsi.
Si rivolse a Maddow con tono brusco: Wu log kaun rahlen? Chi erano? Li conoscevi?
Nulla cambi nella solita espressione sonnolenta di Maddow.
Erano lascari, havildar. Lascari cinesi. Sono stato su una nave insieme a uno di loro. Era il mio serang. Tutto qui.
Kesri lo guard torvo: Saach bolat hwa? Dici la verit?
Ji, havildar-sah'b, disse Maddow.  la verit... lo giuro.
Kesri intuiva che c'era dell'altro, che Maddow non gli aveva detto tutto, ma non c'era tempo per approfondire: gi piovigginava.
In riga!
La squadra aveva percorso solo qualche centinaio di metri quando i cieli si aprirono e cominci a diluviare.
Era piuttosto tardi, e c'era poca luce. Girandosi, Kesri intravide due cappelli conici poco pi indietro. Gli venne da chiedersi se gli uomini che avevano parlato con Maddow li stessero seguendo, ma scorrendo la fila con gli occhi vide che Maddow non era in fondo al drappello, ma davanti a tutti, con un enorme sacco sulle spalle, e con la mano libera stava aiutando Raju a trasportare un chagal pieno d'acqua.
Rassicurato, torn a scrutare di fronte a s.
Raju non ci mise molto a rendersi conto che Maddow stava rallentando. Il cambiamento di passo non lo sorprese perch il suo carico sembrava terribilmente pesante.
Thak gaye ho? bisbigli. Sei stanco?
Maddow scosse il capo senza rispondere, e anche questo non lo sorprese, perch sapeva che era un uomo di poche parole. La sera prima, quando un paio dei ragazzi pi grandi avevano minacciato di fargli abbassare la cresta, Maddow era comparso dal nulla e in qualche modo la sua sola presenza li aveva intimoriti e allontanati; eppure il lascaro non aveva quasi aperto bocca, anche se gli era rimasto accanto tutta la notte. Se non fosse stato per lui, Raju se la sarebbe vista brutta. Dopo la morte di Dicky aveva scoperto che il suo amico era stato anche un protettore. Senza di lui, Raju era diventato facile bersaglio di angherie e violenze. Anche quel giorno gli avevano dato addosso ogni volta che Maddow non era nei paraggi, perci era ben contento adesso di camminare accanto a lui.
Erano rimasti indietro, ma non se ne preoccup.
Diluviava ancora quando Maddow si chin per dirgli all'orecchio: Senti, ragazzo, c' qui qualcuno per te. Girati.
Attraverso il muro di pioggia, Raju intravide il profilo di una figura col cappello conico. Chi ? bisbigli spaventato.
Non aver paura.  un amico. Ti porter da tuo padre.
Mio padre?
Sebbene non vedesse l'ora di ricevere un messaggio del padre, Raju non aveva immaginato che sarebbe accaduto cos.
Devi andare con lui, bisbigli Maddow. Sarai al sicuro, non preoccuparti.
Ma chi ? Come si chiama?
Serang Ali.
Il cuore gli balz in petto, perch conosceva bene quel nome dai racconti di Baboo Nob Kissin.
Cosa devo fare?
Devi solo smettere di camminare, nient'altro.
Senza aggiungere una parola, Maddow tolse il chagal dalle mani di Raju e si allontan.
Continuava a piovere, e in pochi minuti Maddow e la squadra foraggera erano scomparsi. Adesso accanto a lui c'era l'uomo col cappello conico: un uomo d'aspetto feroce, con ispidi mustacchi ricurvi, la cui faccia lo avrebbe spaventato se non ci fosse stata una perfetta corrispondenza fra i suoi tratti e le descrizioni di Nob Kissin.
In un attimo gli fu gettata addosso una mantella di paglia per coprirgli l'uniforme, e il topee fu rimpiazzato da un cappello conico. Poi Serang Ali lo prese per mano e svolt in un viottolo.
Sta' vicino a me, disse, e non dire una parola. Se qualcuno ti parla, fa' finta di essere muto.
Le ore di attesa su un sampan ormeggiato a poche miglia da San Yuan Li furono per Neel le peggiori che avesse mai dovuto sopportare. Se gli avessero permesso di accompagnare Serang Ali e il suo gruppo avrebbe se non altro avuto la soddisfazione di fare qualcosa, ma su questo il serang era stato irremovibile: Neel non doveva per nessuna ragione lasciare il sampan. Nella zona gli animi erano cos accesi che, se avessero sospettato che in mezzo a loro c'era un haak-gwai, gli abitanti dei villaggi l'avrebbero certamente ucciso.
N poteva venir meno alle sue istruzioni, perch il serang aveva lasciato Jodu sulla barca a far rispettare quegli ordini. E Jodu svolgeva il compito con assoluta diligenza, controllando che Neel non mettesse fuori nemmeno la testa.
Per fortuna, lasciando il monastero tibetano, Neel aveva preso con s un libro, Il ballo della farfalla, quello che un tempo lui e Raju leggevano cos spesso insieme. Aveva pensato che sarebbe stato di conforto per il figlio avere a portata di mano qualcosa di familiare. Ma adesso era lui stesso a trovare conforto nella familiarit del libro. Lo sfogli molte volte mentre la pioggia scrosciava sul tettuccio del sampan.
Lo stava scorrendo per l'ennesima volta quando Jodu bisbigli: Guarda... tornano.
Scrutando l'argine, Neel scorse delle sagome indistinte che si delineavano a poco a poco nel crepuscolo. Il cuore quasi cess di battergli, perch erano tutte figure di uomini adulti. Ebbe la certezza che qualcosa fosse andato terribilmente storto. Avrebbe urlato, ma Jodu aveva previsto anche quello e gli tapp la bocca con una mano prima che un suono potesse sfuggirgli dalle labbra.
E a quel punto, mentre le figure si avvicinavano, un'altra sagoma, fino a quel momento nascosta dalle altre, si stacc dal gruppo: l'altezza era all'incirca quella di un ragazzo, ma adesso Neel era cos turbato che dubitava di ci che vedeva. Cerc di divincolarsi dalla stretta di Jodu.
Solo quando il ragazzo mise piede nel sampan, Jodu lasci andare Neel, appena in tempo perch potesse spalancare le braccia.
Raju? Raju?
Non riusciva a fare altro che ripetere il suo nome, ancora e ancora, finch Raju lo interruppe con tono pacato: H Baba... S, sono io.
Neel seppell la faccia nella sua spalla minuta e prese a singhiozzare. Tocc a Raju confortare lui: Va tutto bene, baba, va tutto bene.
Poi le dita di Neel sfiorarono il libro che aveva con s. Lo porse al figlio: Tieni, guarda cos'ho per te.
Raju aggrott la fronte mentre leggeva il titolo sul dorso. Poi, con tono quieto ma fermo, disse: Lo sai, vero, baba, che non sono pi un bambino?
21.
Nei due giorni successivi, al primo acquazzone ne seguirono molti altri. Ma alle truppe nelle quattro fortezze quei temporali recarono scarso sollievo. Appena cessava di piovere, il caldo tornava a farsi soffocante, come a ricordare che la vera tempesta doveva ancora venire.
Per Kesri gli acquazzoni divennero un nuovo motivo di preoccupazione, che andava ad aggiungersi all'ansia per la scomparsa del giovane pifferaio. Non sapeva se avesse disertato o fosse stato rapito - entrambe le cose erano plausibili - ma era deciso a impedire che accadesse di nuovo. Ora, ogni volta che una pattuglia veniva sorpresa dalla pioggia, cercava immediatamente di condurla al riparo, e durante le marce si piazzava in coda alla colonna per controllare che nessuno restasse indietro.
La pioggia port con s nuovi tormenti: al fetore della corte interna dove gli uomini erano bivaccati si aggiunse il puzzo di muffa, e comparvero sciami di mosche a dare manforte agli altri insetti che li perseguitavano: le punture erano cos fastidiose che anche quand'erano in parata gli uomini non riuscivano a evitare di grattarsi e dimenarsi.
C'era una tale umidit nell'aria che bisognava ispezionare la polvere da sparo due volte al giorno per controllare che restasse asciutta. Kesri peraltro sapeva che, se fossero stati attaccati durante un acquazzone, lo stato della polvere sarebbe stato irrilevante. Era assillato dal timore che i suoi uomini si ritrovassero in una situazione in cui i Brown Bess non potevano sparare. L'unica speranza era che le truppe ricevessero l'ordine di ritirarsi dalle quattro fortezze prima della tempesta.
Ma il procedere dei negoziati non era incoraggiante: sebbene avessero adempiuto ad alcune fra le condizioni dell'armistizio - il ritiro delle truppe dalla citt, ad esempio - i mandarini continuavano a rimandare il pagamento dell'indennizzo. Raccogliere sei milioni di dollari non era semplice, sostenevano. Ci sarebbe voluto ancora qualche giorno. E mentre racimolavano il denaro, le truppe britanniche dovevano restare dov'erano, incombere sopra la citt pronte a colpire, come un coltello puntato alla gola dei mandarini.
Ma finch restavano l dovevano procurarsi il cibo necessario, e col passare dei giorni estorcere provviste nei villaggi si faceva sempre pi difficile. Superato il terrore dei soldati stranieri, spesso i contadini sputavano al loro passaggio o tiravano pietre, bande di monelli urlavano insulti, la gente bloccava le strade per impedire alle squadre foraggere di entrare nei villaggi. E la cosa pi inquietante erano i gruppi di giovani armati di picche e bastoni che avevano cominciato ad assalire i sepoy. In certi casi era stato necessario far fuoco per disperderli.
Anche i soldati diventavano sempre pi aggressivi. Kesri riusciva a tenere a bada i propri uomini, ma in molte altre unit la disciplina si stava allentando. Si vociferava di pestaggi, saccheggi, vandalismo e violenze alle donne. Un giorno il capitano Mee disse a Kesri che un havildar e alcuni jawan del 37o Madras, entrati con la forza in una casa, erano stati accusati di stupro.
Ma quando Kesri li interrog, gli riferirono una storia del tutto diversa. L'havildar raccont che si trovava a passare per San Yuan Li con un drappello di sepoy quando aveva visto una folla inferocita intorno a una propriet recintata. Pensando che una squadra foraggera fosse rimasta intrappolata all'interno, aveva ordinato ai sepoy di sparare in aria per disperdere la folla, dopodich era entrato nell'aia per controllare la situazione. Le cose non stavano affatto come aveva immaginato: invece di una squadra foraggera aveva trovato un manipolo di soldati inglesi sbandati. C'era odore di alcol e si udivano distintamente voci femminili provenienti dalla casa, urla di terrore che non lasciavano dubbi su quanto stava accadendo.
L'havildar aveva riconosciuto uno degli uomini, un caporale inglese. Ma prima di potergli fare qualunque domanda, era stato cacciato via in malo modo e ammonito di badare agli affari suoi e tenere il becco chiuso. Tornato alla fortezza, aveva deciso di riferire al comandante della compagnia quel che aveva visto. Ma si era rivelato un grave errore: quando era stato convocato dai superiori, il caporale aveva accusato i sepoy dell'accaduto, e adesso sotto processo c'erano loro.
Kesri non sapeva a chi credere, ma rifer doverosamente al capitano Mee la versione dei sepoy di Madras.
Dopo averlo ascoltato, il capitano fece spallucce. Non c' bisogno che te lo spieghi, havildar disse. In situazioni come questa dare la colpa ai sepoy  sempre la cosa pi semplice.
Ji, kaptn-sah'b.
E in questo caso  la parola di un havildar di Madras contro quella di un caporale inglese.
Non c'era altro da aggiungere.
La Ibis era ancora molto lontana da Hong Kong quando all'orizzonte si profil un banco di nubi scure. Per Zachary non fu una sorpresa: durante la settimana trascorsa a Whampoa in attesa che il convoglio dei mercantili levasse le vele, aveva visto molteplici segni del maltempo in arrivo. E il barometro, abbassatosi bruscamente mentre la Ibis discendeva l'estuario, aveva eliminato qualunque dubbio su ci che il cielo aveva in serbo.
Zachary peraltro riteneva che la burrasca non avrebbe investito la costa prima dell'indomani, probabilmente nelle prime ore del mattino, il che significava che, con un po' di fortuna, quando la Ibis avesse raggiunto Hong Kong ci sarebbe stata ancora abbastanza luce per recarsi da Mrs Burnham sull'Anahita.
Ma quando il convoglio raggiunse l'isola, sebbene la baia fosse insolitamente poco affollata l'Anahita non si vedeva. Evidentemente, in previsione della burrasca, molti capitani avevano deciso di condurre le navi altrove. Era un vantaggio, perch riduceva il rischio di collisioni, ma non bast a consolare Zachary, che era ansiosissimo di vedere Mrs Burnham.
Invece l'Anahita non aveva lasciato la Baia di Hong Kong, era solo nascosta dalla Druid, ancorata all'estremit orientale della baia, a fianco del nuovo magazzino di Mr Burnham sulla banchina di East Point.
Zachary condusse la Ibis in quella direzione e si mise in panna a una gomena dall'Anahita. Appena la goletta fu correttamente ancorata, diede l'ordine di calare la scialuppa.
Un quarto d'ora dopo era a distanza di voce, e scrutando i ponti dell'Anahita vide una familiare chiazza color zafferano ballonzolare sulla tolda.  lei, Baboo? grid, con le mani a coppa intorno alla bocca.
S, Malum Zikri. Come sta? Vivo e vegeto spero!
Mai stato meglio, Baboo. Mrs Burnham  a bordo?
Corretto, Malum Zikri, la burra memsah'b  qui.
Ho un messaggio per lei da parte di Mr Burnham. Le dica che fra un minuto salgo a bordo.
Bene, Malum Zikri, ekdum jaldee.
Ora che Zachary si fu arrampicato sulla scala laterale, Baboo Nob Kissin era di nuovo sulla tolda per dargli il benvenuto.
Baboo, lo sa vero che c' una burrasca in arrivo?
S, Malum Zikri, vado a terra stasera, per sicurezza. La burra memsah'b anche va. Staremo nel magazzino di Mr Burnham:  stata predisposta una stanza per la burra memsah'b. Solo i marinai restano sull'Anahita.
Mi fa piacere sentirlo disse Zachary. E dov' adesso Mrs Burnham? Le ha portato il mio messaggio?
S, Malum Zikri, la burra memsah'b aspetta sul cassero.
Grazie, Baboo.
Zachary sal la scala di boccaporto e la vide: in piedi accanto alla murata, guardava il calare del sole; il suo abito da viaggio bianco aveva assunto la sfumatura rosea del cielo e i capelli brillavano nella luce del tramonto.
Non aveva mai avuto un aspetto cos seducente, pens Zachary fermandosi di botto, mentre qualcosa in lui cominciava a dolere come duole una vecchia cicatrice, reminiscenza non solo della ferita ma anche della sua causa. Mrs Burnham lo salut dicendo: Sono molto felice di vedervi, Mr Reid. E fu come se la cicatrice si fosse riaperta. Pens che le faceva piacere vederlo solo perch sperava di avere notizie del capitano Mee, cos la gelosia in agguato dentro di lui riboll e trabocc, spargendo sale su vecchie ferite.
Anch'io sono contento di vedervi, Mrs Burnham rispose freddamente, cercando di darsi un contegno. Sono qui perch vostro marito mi ha chiesto di portarvi un messaggio.
Di cosa si tratta?
 trattenuto a Canton. Rientrer appena le cose si saranno un po' calmate, forse tra una quindicina di giorni.
Il sorriso mor sul volto di Mrs Burnham, che si vel di preoccupazione. Dev'essere stato molto difficile quest'ultimo periodo a Canton disse. Ero molto preoccupata... per Mr Burnham, per voi... e per tutti gli altri amici.
Zachary non riusc a trattenere la risata sardonica che gli sgorgava dalla gola. Andiamo, Mrs Burnham! Non  il caso di fare la ritrosa, men che mai con me; se eravate preoccupata non era certo per vostro marito o per il sottoscritto.
Vi sbagliate, Mr Reid! protest lei. Posso assicurarvi che non siete mai troppo lontano dai miei pensieri.
Ma neppure vicino come il capitano Mee, ci scommetto. La sua amarezza era tale che non riusc pi a mascherarla. Ammettetelo, Mrs Burnham,  per lui che eravate preoccupata.
Tra gli altri, s, certo, non intendo negarlo.
Allora sarete felice di sapere che l'ultima volta che gli ho parlato era in perfetta salute.
Davvero?
Aveva inteso coglierla alla sprovvista e ci era riuscito.
Non sapevo che conosceste il capitano Mee.
Certo che lo conosco. Ho fatto la sua conoscenza per suggerimento di vostro marito.
Anche questo la colse di sorpresa, proprio come Zachary desiderava. Ma cosa voleva mio marito dal capitano Mee?
Be', Mrs Burnham, non credo che la vostra domanda abbia bisogno di risposta. Sapete bene quanto me che a vostro marito piace tenere in pugno qualche militare, siete stata voi stessa a dirmelo.  un affare redditizio e vostro marito mi ha insegnato i trucchi. Perci mi ha suggerito di fare una proposta al capitano Mee.
Mrs Burnham fece tanto d'occhi. State dicendo che gli avete offerto una mancia?
Esatto.
E lui cosa vi ha risposto?
Oh, mi ha insultato senza mezzi termini. Ha perfino minacciato di denunciarmi ai suoi superiori.
Mrs Burnham aveva evidentemente trattenuto il fiato, perch ora lo lasci andare con un lungo sospiro.
Non mi sarei aspettata nulla di diverso da lui disse con pacato orgoglio. Non gliene importa niente dei soldi e dei successi mondani.
Zachary lasci che si crogiolasse in quel pensiero per qualche istante. Poi, scoccandole un sorriso, disse: Spero che non sarete troppo delusa, Mrs Burnham, nell'apprendere che sono riuscito a farlo tornare sui suoi passi.
Lei si gir a guardarlo, aggrappandosi disperatamente alla balaustra. Cosa intendete con tornare sui suoi passi?
Solo che sono riuscito a fargli cambiare idea.
Ma come?
Gli ho detto che se avesse messo in giro delle storie sul mio conto, avrebbe corso il rischio di essere denunciato come adultero.
Non posso credere che abbiate osato tanto!
In questo vi sbagliate, Mrs Burnham. Non solo ho osato, ma l'ho anche informato che non  stato l'unico a godere dei vostri favori.
No! grid lei. Non posso crederci!
Invece dovreste ribatt Zachary, perch  vero.
E qual  stata la sua risposta?
Zachary rise. Come ben sapete,  un uomo impetuoso, perci non vi sorprender apprendere che era fuori di s dalla rabbia... credo che volentieri mi avrebbe ucciso. Ma una volta di pi sono riuscito a indurlo a pi miti consigli.
E come?
Gli ho detto che ho conservato tutte le vostre lettere, e che in caso di mia morte sarebbero state trovate fra i miei effetti personali... in altre parole, che voi sareste stata rovinata. La sua reazione  stata parecchio toccante... si potrebbe dire che  stata una grande prova del suo attaccamento per voi.
Mrs Burnham si pass una mano sugli occhi. Perch? Cos' accaduto?
Oh, si  sgonfiato come una vescica bucata. Evidentemente lo turbava il pensiero del danno che poteva venirne a voi. Allora ho capito di averlo in pugno. Gli ho detto che doveva accettare la mia offerta per proteggere voi, che doveva considerarlo un piccolo sacrificio sull'altare dell'amore.
E poi? La luce del sole si era attenuata e il suo viso era cinereo.
Gli ho dato qualche settimana per pensarci sopra. Visto che il cervello non sembra essere il suo organo pi veloce, ho pensato che gli ci sarebbe voluto del tempo. A dire il vero, dubitavo che sarebbe arrivato a una decisione sensata. Ma devo confessare che mi ha sorpreso. L'ultima volta che l'ho visto era del tutto disponibile, docile direi. Le sue parole, se ricordo bene, sono state: Cosa le serve da me?
Mrs Burnham si strinse la faccia tra le mani. Non posso credere che siate stato cos spietato, cos crudele.
Ma il merito  tutto vostro replic lui. Siete stata voi a insegnarmi la crudelt, e come sapete sono uno che impara in fretta.
Reggendosi alla balaustra, lei lo guard con occhi imploranti. Vi prego, Mr Reid disse, dovete affrancarlo da questo patto obbrobrioso.
Spiacente, Mrs Burnham, ma purtroppo la questione non  pi nelle mie mani. Adesso il capitano Mee se la vede con vostro marito. Il mio compito era solo quello di farlo abboccare.
Mrs Burnham trattenne un singhiozzo. Povero, povero Neville disse. Tiene al suo onore sopra ogni altra cosa. Per lui non poteva esserci destino peggiore.
Vi sbagliate, Mrs Burnham disse Zachary. Credo che il suo destino, e anche il vostro, sarebbe assai peggiore se vostro marito avesse sentore della vostra piccola avventura. S'interruppe, grattandosi una guancia. E, come sapete, basterebbero due chiacchiere con l'havildar del capitano,  cos che l'ho scoperto io. Non sarebbe difficile fare in modo che lo incontri anche vostro marito.
Ma non lo fareste!
Be', Mrs Burnham, dipende disse Zachary, studiandosi le unghie. In realt dipende da voi.
Come sarebbe a dire?
Immagino disse Zachary sommessamente che abbiate dimenticato la vostra antica promessa, vale a dire che, quando fosse venuto il momento di separarci, avremmo passato un'ultima notte insieme. Credo sia venuto il momento di onorare il vostro impegno.
Ma, Mr Reid scand le sillabe a una a una, come se stesse pronunciando il nome di uno sconosciuto, come potete chiedermelo? Dopo tutto ci che avete detto!  impensabile, inimmaginabile. Non posso farlo.
Oh, s che potete, Mrs Burnham! E lo farete. Se il capitano Mee pu fare un piccolo sacrificio sull'altare dell'amore, perch voi no?
Adesso Mrs Burnham si aggrappava alla balaustra con entrambe le mani, come per non cadere. Oh, Mr Reid mormor, che ne  stato di voi? Cosa siete diventato?
Lui fu svelto a ribattere: Sono diventato ci che volevate, Mrs Burnham. Volevate che fossi un uomo adatto ai tempi, dico bene? Adesso lo sono; sono un uomo che vuole di pi e di pi e di pi, un uomo che non sa cosa voglia dire basta. Chiunque cerchi di contrastare i miei desideri  nemico della mia libert e deve aspettarsi di essere trattato come tale.
Mrs Burnham ora singhiozzava piano. Mr Reid... Zachary... non potete far questo. Ci che mi chiedete  disumano. Solo un mostro, un demonio pu immaginare una cosa simile, e io rifiuto di credere che voi lo siate.
Dovete dire grazie a voi stessa, Mrs Burnham.  tutta opera vostra. Siete stata voi a decidere che avevo bisogno di essere rifatto in un diverso stampo, di avere pi larghe vedute. Forse sarebbe stato meglio per entrambi se mi aveste lasciato languire dove mi avete trovato, invece di sottrarmi a quell'innominabile continente di tenebra, e adesso  troppo tardi.
Zachary s'interruppe per guardare il cielo che si andava oscurando; non c'erano nubi, ma il vento ora soffiava pi forte.
Come forse sapete, ci sar burrasca. Una volta passata, organizzer il nostro incontro. E non temete, Mrs Burnham, tutto avverr nella massima discrezione. Ma fino a quel momento vi raccomando di essere prudente. A quanto pare ci aspetta una bella buriana. Sono contento che andiate a riva. Una nave non  posto per terraioli durante una burrasca. Sarete pi al sicuro nel magazzino.
Non dovete preoccuparvi della mia incolumit, Mr Reid disse lei volgendogli la schiena. Come sapete, sono perfettamente in grado di badare a me stessa.
Quella sera giunse la notizia che le autorit cinesi avevano finalmente versato i sei milioni di dollari d'argento, che erano stati messi al sicuro a bordo della Blenheim.
Nelle quattro fortezze l'annuncio fu accolto con grande sollievo, e per la prima volta da molti giorni Kesri cadde in un sonno profondo.
Ma troppo presto qualcuno gli grid nelle orecchie: Havildar-sah'b! Utho! Svegliatevi!
Era appena spuntato il sole, e un attendente gli comunic che era atteso con urgenza dal capitano Mee nella torretta.
Si vest in fretta, indossando una camiciola pulita sotto la koortee rossa. Ma anche quel giorno faceva un caldo torrido, e quando Kesri, salite le scale, giunse alla presenza di Mee, la camiciola gli si era incollata addosso come una seconda pelle.
Anche il capitano era madido di sudore. Oggi andremo di nuovo arrosto disse, tamponandosi la faccia. Kesri per aveva l'impressione che quel mattino il caldo avesse qualcosa di diverso. L'aria era cos immobile e pesante che perfino gli uccelli e gli insetti erano ammutoliti. E a sud l'orizzonte era imbrattato da nubi color dell'inchiostro. Guardandole, Kesri ebbe un presentimento. Credo che oggi arriver la burrasca, signore.
Davvero?
Sissignore... sembra un vero tufaan.
Be', non avrebbe potuto scegliere momento peggiore.
Il capitano indic le risaie ai piedi del colle. Guarda un po' l.
Abbassando gli occhi, Kesri vide che le risaie brulicavano di nuovo di gente, ma stavolta non erano persone in fuga, bens uomini armati, che invece di scappare in direzione nord puntavano verso le quattro fortezze.
Da dov'erano spuntati da un giorno all'altro tutti quegli uomini?
Pensate siano soldati, signore?
No, havildar... potrebbero essere degli irregolari, ma certo non dei soldati.
Kesri guard meglio col cannocchiale del capitano: la folla pareva composta perlopi da giovani come quelli che si erano andati radunando nei villaggi nei giorni precedenti, solo che tutt'a un tratto sembravano centuplicati.
Poco dopo il capitano Mee fu convocato al quartier generale. Al suo ritorno Kesri apprese che il generale e i suoi aiutanti di campo avevano stabilito che quella folla doveva in qualche modo essere dispersa. Come primo passo avevano inviato Mr Thom, l'interprete, perch chiedesse ai mandarini di far sciogliere gli assembramenti.
Ma non era servito a nulla: i mandarini si erano difesi dicendo di non aver niente a che fare con l'insurrezione, e di esserne anzi estremamente allarmati. Insistevano che la gente si era radunata di sua spontanea volont, e che per quanto ne sapevano avrebbe anche potuto rivoltarsi contro di loro.
 plebaglia disse il capitano, e dato che i mandarini non sono in grado di rispedirla a casa, mi sa che dovremo occuparcene noi.
All'alba il cielo sopra Hong Kong era un oscuro e ribollente ammasso di nubi, con solo un tenue luccichio a oriente. Ben presto coltri di pioggia e acqua marina investirono frontalmente la Ibis, spazzando i ponti da un capo all'altro. Nello stesso tempo, onde colossali l'assalivano da dietro, sommergendo la poppa.
La sera prima Zachary aveva preso ogni precauzione possibile, calando l'ancora di speranza, serrando vele e pennoni, controllando e ricontrollando i cavi dell'ancora, listando i boccaporti. Si era anche preoccupato che ci fosse una distanza di sicurezza fra la Ibis e ogni altra imbarcazione nei pressi. La pi vicina era l'Anahita, a una gomena, e per quanto a Zachary era dato vedere anch'essa reggeva saldamente l'uragano.
Nelle due ore successive non ci fu tregua nella furia del vento. Ma a poco a poco una pallida luce si diffuse nel cielo, cos che fu possibile, quando la Ibis fu sollevata sulla cresta di un cavallone, vedere di sfuggita i danni che la burrasca aveva arrecato all'isola. Decine di giunche e sampan erano spiaggiati e ridotti in pezzi, gran parte delle baracche e casupole appena sorte era stata spazzata via, e anche molti edifici in muratura erano danneggiati. Ma i magazzini di East Point, not Zachary con soddisfazione, erano intatti; finch restava tra quei robusti muri di pietra, Mrs Burnham era al sicuro.
Verso met mattina, quando la luce in cielo era ancora solo una frammentaria luminescenza grigia, i masconi della Ibis s'impennarono all'improvviso e cominciarono a ramazzare le onde in un modo che non lasciava dubbi: il cavo dell'ancora di prua era saltato.
Zachary aveva previsto tale possibilit e aveva predisposto un piano. Tolse una decina di uomini dalle pompe e ordin loro di spingere avanti il pezzo d'artiglieria pi pesante della Ibis. Arrivati ai masconi, agganciarono una catena al cannone e lo scaraventarono fuori bordo. L'effetto fu immediato: la prua della Ibis cess il suo selvaggio dondolio.
Mentre tornava sottocoperta, Zachary si gir casualmente verso l'Anahita e not con orrore che le finestre a poppa - che erano chiuse l'ultima volta che l'aveva guardata - adesso erano spalancate. E in quel preciso istante dietro la nave si sollev un enorme maroso che s'inerpic fin oltre le finestre inondando la suite dell'armatore.
Zachary sapeva che, se quelle finestre non fossero state chiuse alla svelta, l'Anahita sarebbe affondata. Con ogni probabilit l'equipaggio non se n'era neppure accorto; dovevano essere tutti gi nella pancia della nave, alle pompe.
Come avvisarli?
Bandierine e segnali luminosi avrebbero richiesto troppo tempo; l'unica cosa che Zachary riusc a pensare fu di sparare un colpo in aria. Corse nella sua cabina, afferr un moschetto e lo port al casotto del timone. Mentre cercava di caricarlo, per, si rese conto che era un fucile a miccia: la polvere e la pietra focaia erano bagnate e inservibili.
La poppa dell'Anahita aveva gi cominciato a inabissarsi; le finestre della suite dell'armatore erano scomparse fra le onde e l'asta di fiocco era ad angolo acuto con l'acqua. In cuor suo Zachary sapeva che non c'era pi niente da fare, ma non poteva starsene l a guardare con le mani in mano. Corse gi a cercare una pistola e risal in coperta: troppo tardi, solo la met anteriore della nave era ancora visibile, e gli eleganti masconi puntavano dritti verso il cielo furioso.
Per alcuni minuti l'Anahita parve appesa nell'acqua, con la prua che si drizzava come per dare un'ultima occhiata al cielo. Attraverso la cortina di pioggia, Zachary vide una lancia che si staccava dalla nave dirigendosi verso il molo vicino; cominci a pregare che gli uomini remassero in fretta, pi in fretta, cos che non fossero risucchiati dalla nave che affondava.
Poi, sempre pi rapidamente, l'Anahita prese a vorticare nell'acqua che la tirava gi. Si form un gorgo e, mentre la nave squassata ci spariva dentro, gli anelli vorticanti sembrarono inseguire la lancia. Ma poi un'onda se ne impadron e la trascin via, spingendola verso East Point.
Grazie a Dio!
Il secondo ufficiale, in piedi accanto a Zachary, giocherellava con la croce che portava al collo borbottando tra s: Almeno l'equipaggio  salvo.
S disse Zachary. E grazie a Dio i terraioli li hanno mandati a riva in tempo.
A Guangzhou, a centotrenta chilometri di distanza, il cielo era ancora limpido e la gente continuava a riversarsi nelle risaie. Ben presto si formarono tali e tanti assembramenti che le truppe britanniche parvero a rischio di accerchiamento.
Dentro le fortezze i preparativi fervevano. All'appello, Kesri scopr che alla Compagnia B mancava circa un quinto degli effettivi, a causa della febbre e della dissenteria. Anche i civili al seguito erano molti meno del necessario, e tutti gli uomini abili dovettero mettersi a disposizione, compresi i cuochi e i cambusieri. All'ultimo momento il capitano Mee ordin un'ispezione per assicurarsi che tutti i sepoy avessero con s una mantella da pioggia.
Quando squill la tromba, le quattro brigate si schierarono in parata vicino alla fortezza rettangolare. La 1, la 3 e la 4 Brigata ricevettero l'ordine di scendere ai piedi del colle fino a un punto di raccolta tra le risaie. La 2 Brigata, composta da fanti di marina e marinai armati, sarebbe rimasta a presidiare le quattro fortezze.
Poich i sentieri lungo il fianco del colle erano molto stretti, la discesa richiese parecchio tempo, e solo a mezzogiorno tutt'e tre le brigate si ritrovarono nel punto di raccolta. Proprio davanti a loro, a poco pi di un chilometro di distanza, c'era una folla di quattro o cinquemila uomini armati di picche, lance, falci, randelli, sciabole e anche qualche schioppo. Alcuni brandivano lunghi bastoni con uncini in punta.
Ci fu una prolungata attesa mentre gli ufficiali studiavano la folla. Era l'ora pi calda del giorno e l'intensit del sole pareva aumentare mentre le nubi temporalesche si avvicinavano da sud. Non c'era un briciolo d'ombra, e le armature metalliche degli sciacc e dei topee si arroventavano al punto che ai soldati sembrava di avere un forno sulla testa. Ogni tanto qualcuno sveniva e i barellieri dovevano portarlo via.
Nel frattempo il generale Gough e il suo entourage avevano deciso di spostarsi un po' pi avanti, su un poggio ombroso. Mentre si allontanavano, due ufficiali furono visti vacillare e scartare di lato. Uno era il generale stesso, che per si riprese e fu in grado di continuare il cammino senza aiuto. L'altro invece dovette essere sorretto e, raggiunto il poggio, si accasci a terra cadendo in avanti.
Si scopr che era il generale del commissariato; pochi minuti dopo era morto, di apoplessia per la calura.
Ci comport ulteriori ritardi, e trascorse un bel po' di tempo prima che il generale Gough emanasse finalmente gli ordini. Le brigate dovevano muovere in direzioni diverse con l'obiettivo di attaccare e disperdere i rivoltosi. La 4 Brigata avrebbe affrontato la folla che si era radunata proprio davanti al punto di raccolta. I cameroniani dovevano avanzare da sinistra; i sepoy di Madras e del Bengala da destra.
Le risaie davanti a loro erano allagate. Quando il capitano Mee diede l'ordine di avanzare, i sepoy entrarono nel fango e guadarono i campi a passo lento e determinato, coi moschetti pronti, la canna appoggiata al fianco.
Mentre i sepoy avanzavano, la folla cominci a indietreggiare, ma pur ritirandosi si faceva sempre pi numerosa, finch, giunta a un argine rialzato, all'improvviso si ferm. Stagliati contro il cielo che si rannuvolava, migliaia di uomini si voltarono per affrontare i sepoy.
Era tardo pomeriggio, e i cameroniani erano scomparsi dietro un gruppo di case sulla sinistra. I trecento sepoy erano soli, davanti a un assembramento di sei o settemila cinesi.
La lunga scarpinata nel fango li aveva stremati, perci fu ordinata una sosta. La tregua dur solo il tempo necessario perch i civili al seguito li raggiungessero e venisse distribuita l'acqua. Poi la folla mosse repentinamente verso di loro, brandendo le armi e sparando con gli schioppi.
Nel frattempo un contingente di artiglieri si era schierato alle spalle dei sepoy, e ora fece partire una raffica di razzi Congreve che, superando le teste dei soldati, andarono a schiantarsi fra i cinesi, falciandone i ranghi e lasciando solchi di corpi caduti. Ma la folla continu ad avanzare imperterrita.
A quel punto tocc ai sepoy ritirarsi ma, gravati dai pesanti carichi, non riuscivano a muoversi in fretta quanto i nemici. Quando la distanza fra loro e la folla si fu ridotta, ricevettero l'ordine di fermarsi e mettersi in posizione di tiro.
La fucileria iniziale decim la prima fila dei cinesi, costringendoli a fermarsi. Ora il cielo si era scurito e soffiava un vento rabbioso. Un fulmine dardeggi fra le nubi, poi, con l'accompagnamento fragoroso del tuono, cominci a piovere a dirotto, non goccioloni ma scrosci. Sembrava che la campagna fosse bombardata da proiettili liquidi. I sepoy erano gi inzuppati prima di riuscire a indossare le mantelle.
Ora sparare coi fucili a miccia era impossibile; le sole armi utilizzabili erano le spade e le baionette, ed entrambe erano pi corte rispetto alle picche e alle lance dei nemici. La burrasca era adesso l'unica alleata dei sepoy, e la sua furia l'unico ostacolo per la folla.
Nel boato del vento, Kesri ud la voce del capitano Mee che gli urlava all'orecchio. Il comandante aveva dato l'ordine di prendere contatto con i cameroniani; sarebbe andato a cercarli con un plotone di sepoy, e Kesri doveva accompagnarlo.
Abbiamo anche bisogno di una staffetta, havildar.
Ji, kaptn-sah'b.
Proteggendosi la faccia dalla pioggia battente, Kesri and a dare un'occhiata ai pochi civili che era riuscito a portarsi dietro. I suoi occhi corsero subito a Maddow, e lo chiam con un cenno: Chal! Svelto! Stammi vicino.
A Hong Kong la pioggia continu a cadere, torrenziale, anche dopo che la burrasca ebbe attraversato la baia galoppando verso nord in direzione di Canton. Poi la furia dell'uragano diminu e i ciclopici marosi si ammansirono in flutti pesanti. Appena non ci fu pi pericolo, Zachary fece calare in mare la lancia della Ibis e disse agli uomini di remare fino al pontile che portava al nuovo magazzino di Mr Burnham.
L'edificio era intatto, ma tutt'intorno era cos ingombro di rottami che ci misero un po' a raggiungerlo, e Zachary dovette battere contro la porta per parecchi minuti prima che gli venisse aperto. Il cavernoso interno del magazzino era illuminato da lampade fioche: alcuni marinai dell'Anahita recitavano il namaaz inginocchiati in file; altri, accovacciati negli angoli, si stringevano le ginocchia tremando.
Malum Zikri!
Baboo Nob Kissin gli corse incontro.
Adesso Zachary aveva un unico pensiero. Dov' Mrs Burnham?  nella stanza preparata per lei?
Nob Kissin fece ancora alcuni passi, poi scosse ripetutamente l'enorme testa. Malum Zikri... mi dispiace.
Come sarebbe che le dispiace? sbott Zachary. Dov'? Risponda alla mia domanda.
Di nuovo Nob Kissin scosse il capo. Mi dispiace...
Zachary pos le mani sulle spalle del gomusta scuotendolo con forza. Baboo, non  il momento per i suoi arzigogoli, mi dica dov'.
S, Malum Zikri,  quello che sto cercando di...
Mrs Burnham aveva cambiato idea all'ultimo momento, spieg. Aveva deciso di cavalcare la burrasca sull'Anahita. Aveva piena fiducia nell'equipaggio, cos aveva detto, e non intendeva farsi venire la tremarella per una raffica di vento. Lui aveva cercato di convincerla a lasciare la nave, ma lei l'aveva zittito nel solito modo imperioso. Oltre un certo punto era impossibile discutere con la burra memsah'b; per suo ordine, lui e pochi altri avevano lasciato la nave come stabilito, per rifugiarsi nel magazzino.
Il resto Nob Kissin l'aveva saputo dagli uomini dell'equipaggio, quando erano arrivati l dopo che l'Anahita era affondata.
All'alba, prima che la burrasca sferzasse la costa, Mrs Burnham aveva chiamato un cameriere e chiesto un t. Tornando col vassoio, il cameriere l'aveva trovata nella suite dell'armatore, vicino a una finestra. Il vento soffiava gi forte a quell'ora, ma lei gli aveva detto che l era al sicuro e che voleva guardare la burrasca in arrivo.
Dopo che l'uragano si era scatenato, l'equipaggio non aveva avuto il tempo di cercare Mrs Burnham. Solo quando la nave aveva cominciato a imbarcare acqua un serang era corso gi. Aveva trovato la porta bloccata, forse da un mobile; aveva bussato pi volte con forza, e non ricevendo risposta era andato a prendere un'ascia. Un breve lasso di tempo, ma la poppa era gi sott'acqua e il corridoio allagato; sarebbe annegato se ci avesse messo piede. Non c'era pi niente da fare.
Tuttavia, Malum Zikri...
Sebbene adesso Baboo Nob Kissin fosse vicinissimo a Zachary, la sua voce sembrava arrivare da molto lontano.
Malum Zikri, ieri sera, prima di lasciare l'Anahita, la burra-memsah'b mi ha dato una lettera. Per lei.
Dov'?
Qui... l'ho messa al sicuro.
Rifugiandosi in un angolo, Zachary ruppe il sigillo e cominci a leggere.
Il plotone si mise in marcia, col capitano Mee in testa e Kesri a chiudere la fila. Quando girarono a sinistra, Kesri pass il suo moschetto ormai inutilizzabile a Maddow e sguain la spada.
Le risaie erano ormai un'ininterrotta distesa d'acqua; le alzaie erano scomparse e gli unici punti di riferimento erano pochi grappoli di case a malapena visibili attraverso la pioggia. Sebbene mancasse ancora parecchio al calar delle tenebre, il cielo era cos buio che sembrava che il sole fosse gi tramontato.
Udendo un rumore dietro di s, Kesri si volt, e sbirciando nella poca luce individu delle sagome che si muovevano nella bruma. Pens che potessero essere i cameroniani, e per un istante si sent sollevato da un peso. Ma poi una pietra scagliata attraverso la pioggia lo colp alla schiena. Allora comprese che la folla inferocita li stava seguendo.
Alt! Alt! grid, e in pochi istanti il capitano Mee comparve al suo fianco con la spada sguainata.
Sono dietro di noi, signore gli disse, ma subito si accorse di aver parlato troppo presto. Gli uomini armati non erano soltanto dietro il plotone; erano ovunque, avviluppati nel sudario di pioggia. A un tratto la lama affilata di una picca sbuc dalla cortina d'acqua scrosciante, e gli avrebbe trafitto la cassa toracica se il capitano Mee non l'avesse deviata con la spada.
Poi, mentre erano bersagliati da una gragnuola di sassi, Kesri sent qualcosa che gli strattonava la caviglia e abbass lo sguardo. Era un grosso uncino attaccato a un bastone. Spacc il bastone in due con la spada, ma nella retroguardia un identico bastone era riuscito ad arpionare un sepoy, che era caduto e ora veniva trascinato nel fango.
Due compagni lo afferrarono per le braccia e lo tirarono su. Quando l'uomo fu di nuovo in piedi, il capitano Mee ordin: Quadrato! Formare un quadrato!
Lentamente, parando le sassate con le braccia, gli uomini si disposero a quadrato. Spalla a spalla, menavano fendenti con le baionette contro tutto ci che si muoveva.
Poco dopo, Kesri sent di nuovo all'orecchio la voce del capitano: Siamo troppo esposti, togliamoci di qui. Ho visto delle case sulla sinistra. Se ci arriviamo, avremo almeno un muro a proteggerci le spalle.
Ji, kaptn-sah'b.
Faccio strada io disse il capitano, asciugandosi la faccia con una manica della giubba. Tu chiudi la fila.
C'era una visibilit di pochi metri; solo quando i lampi balenavano fra le nubi Kesri riusciva a vedere un po' pi in l. Mentre il plotone cominciava a muoversi, lui teneva gli occhi fissi nel buio, camminando all'indietro con la spada sguainata.
Le pietre continuavano a piovere sugli uomini che avanzavano in mezzo al fango. Quando finalmente l'andatura si fece un po' pi svelta, Kesri si accorse che erano usciti dalle risaie e si trovavano su un terreno a pelo dell'acqua. Poi si guard alle spalle e vide che era rimasto indietro. Il plotone non si vedeva pi. Se voleva ricongiungersi agli altri doveva affrettarsi.
La punta di una lancia lo raggiunse proprio mentre stava per accelerare il passo. Cal la spada sull'asta ed ebbe la soddisfazione di vedere la punta che volava via. Poi, inspiegabilmente, senza neanche accorgersi che qualcuno l'aveva ferito, sent la gamba sinistra che cedeva e croll pesantemente all'indietro. Un lampo illumin il cielo, rivelando un cerchio di facce che si chiudevano su di lui puntandogli addosso picche e lance.
Aveva ancora la spada in mano, e serr la presa. Sapeva che probabilmente era giunta la sua ora, ma non provava paura, solo una certa tristezza per il fatto che accadesse l, per mano di uomini contro i quali lui non aveva niente; uomini che non erano neppure soldati, uomini che cercavano solo di proteggere i propri villaggi, come avrebbe fatto anche lui al suo paese.
Vide un'ombra che si muoveva e men un fendente. Mentre la lama affondava nella carne e nelle ossa, sent un colpo nel fianco. Stava cercando di girarsi quando una picca gli trafisse il polso facendogli cadere la spada di mano. Poi, mentre giaceva a terra disarmato e impotente, ud una voce rauca che lo chiamava: Kesri Singhji!
H! Yah! grid di rimando. Qui, sono qui!
Un istante dopo una baionetta prese a mulinare sopra di lui disperdendo il cerchio di facce.
Havildar-sah'b?
La voce era quella di Maddow.
Kesri rispose con un grugnito e Maddow si acquatt al suo fianco con la baionetta puntata verso il buio.
Aggrappatevi al mio collo, havildar-sah'b, disse. Vi prendo in spalla.
Kesri gli pass le braccia intorno al collo e si sent sollevare da terra; poi Maddow prese a indietreggiare, agitando con circospezione il Brown Bess davanti a s, con la baionetta che fendeva le tenebre.
Avvinghiato alla schiena di Maddow, Kesri si accorse di un lancinante dolore alla coscia. Solo allora cap che il tendine del ginocchio era lacerato, e a quel punto le ondate di dolore lo travolsero, quasi sopraffacendolo. Come attraverso una nebbia, riconobbe la voce del capitano Mee - Havildar? Che diavolo...? - e si rese conto di essere di nuovo insieme al plotone, al centro del quadrato dei sepoy che paravano gli attacchi.
Perdi un sacco di sangue, havildar.
Stringendo i denti, Kesri disse: Kaptn-sah'b, tornate dagli uomini. Maddow si prender cura di me.
Il capitano annu e la sua faccia si dilegu. Nel frattempo Maddow gli aveva gi tagliato i pantaloni.
Bahut khoon ba, disse. C' tanto sangue. Meglio fasciare la ferita.
Si tolse la blusa, strapp delle strisce di tessuto e gliele leg intorno alla coscia. Prese di tasca qualcosa e glielo spinse fra le labbra. Le narici di Kesri si riempirono dell'odore vegetale, dolciastro e nauseante dell'oppio.
Era come se una sua preghiera fosse stata esaudita: bast quell'aroma perch il dolore si placasse e il respiro tornasse regolare.
Qualche minuto dopo, ud di nuovo la voce del capitano Mee: Come va, havildar?
Meglio, kaptn-sah'b. E gli uomini?
Fanno quello che possono... ma se non riusciamo a far funzionare i nostri fucili dubito che saremo in grado di tenere a bada questa marmaglia ancora per molto. Sono dappertutto.
Una strana calma discese su Kesri mentre ricordava una circostanza in cui si era trovato tanto tempo prima, quand'era un giovane sepoy.
Datemi qualche mantella, kaptn-sah'b disse. Vediamo cosa riesco a fare.
Con l'aiuto di Maddow, fece una specie di tenda unendo due mantelle. Poi apr il suo Brown Bess, tir fuori dalla canna una cartuccia fradicia e disse a Maddow di procurargli un pezzo di stoffa asciutto.
Maddow si tolse il turbante, strapp dei brandelli di tessuto dall'interno e li porse a Kesri, che ne fece degli stoppini e li us per asciugare l'interno della canna. Poi chiam il capitano Mee e gli disse di mettersi a sparare al riparo delle mantelle.
Un paio di minuti dopo ud il crepitio di un colpo di moschetto, seguito da grida in lontananza.
Li terr lontani per un po' disse il capitano, curvandosi sotto quella tenda di fortuna. Pensi di poterlo fare di nuovo, havildar?
Gi fatto, kaptn-sah'b.
Mentre Kesri gli passava un altro moschetto, si ud uno sparo in lontananza, subito seguito da un altro.
Fucili a percussione! disse Kesri.
S disse il capitano giubilante. Devono essere i cameroniani. Mi sa che hanno sentito il nostro sparo.
Ora che stavano arrivando i rinforzi, Kesri si concesse di adagiare la testa sul terreno. E quando i cameroniani arrivarono, aveva perso conoscenza.
Mio caro Zachary,
scrivo di fretta...
Dubito ci sia qualcosa che io possa dire o fare per persuadervi che non ho mai inteso procurarvi dolore. Se vi sono sembrata crudele o capricciosa  solo perch sapevo che non poteva esserci migliore espressione del mio amore che lasciarvi libero di trovare la vostra strada nel mondo. Sono, come voi sapete, una creatura sciocca, frivola, infelice, e volevo risparmiarvi la sofferenza e il disonore che ho inflitto a tutte le persone che ho amato. Ma anche in questo sono stata frivola e sciocca: ora capisco che c' un solo modo per lasciarvi davvero libero...
Un'ultima cosa vorrei chiedervi, che vi prendiate cura di Paulette, le cui speranze di felicit sono state distrutte per colpa mia. Voi ora siete ben avviato nella vostra carriera e otterrete senza dubbio grandi successi; per lei, le cose saranno assai pi difficili. Se mai ho significato qualcosa per voi, vi prego di fare ci che non ho potuto fare di persona: ammenda.
Spero inoltre che un giorno riuscirete a perdonare voi stesso e la donna il cui infelice destino  stato di essere
Vostra
Cathy
29 maggio 1841
22.
Passata la burrasca, le truppe britanniche si ricompattarono in fretta: le unit che si erano smarrite furono rintracciate, poi le tre brigate si affrettarono a mettersi al sicuro nelle quattro fortezze.
Ma gli scontri non erano finiti. Le manifestazioni di ostilit proseguirono per altri due giorni, e ad affrontare gli invasori accorsero almeno venticinquemila contadini che marciavano dietro le insegne dei propri villaggi e rispondevano esclusivamente a capi di loro scelta.
I comandanti inglesi reagirono consegnando ai mandarini nuovi ultimatum in cui si minacciava un attacco alla citt se la folla non fosse stata dispersa. Ottennero infine un intervento ufficiale e i contadini furono convinti a tornarsene a casa. Solo allora le tre brigate si ritirarono dalle alture a nord di Canton.
Kesri rest all'oscuro di tali eventi fino a molto tempo dopo. Le truppe erano ancora bloccate nelle fortezze quando la sua ferita alla coscia and in cancrena e gli fu amputata la gamba sinistra.
Per tutto quel tempo non si rese conto quasi di nulla, essendo sotto l'effetto di massicce dosi di morfina. Ma una volta, durante uno sprazzo di lucidit, si accorse che accanto alla sua branda c'era il capitano Mee.
Quando vide che aveva aperto gli occhi, il capitano gli disse con voce tremante: Havildar, come stai?
Sono vivo, kaptn-sah'b mormor Kesri.
Mi dispiace, havildar...
Non dovrebbe dispiacervi, kaptn-sah'b. Sono ancora qui... e non l'avrei detto.
Anch'io non sarei qui disse il capitano, se non fosse per te. Se tu non avessi fatto funzionare quei fucili, probabilmente i cameroniani non ci avrebbero trovato in tempo. E allora chiss cosa sarebbe successo.
Siamo stati fortunati, kaptn-sah'b.
Non  stata solo fortuna.  stato quello che hai fatto tu coi moschetti a salvarci. Il comandante ti ha raccomandato per un encomio. Per il coraggio mostrato sul campo.
Grazie, kaptn-sah'b.
Domani torneremo sulla nave trasporto truppe a Whampoa. Da l sarai evacuato a Hong Kong, dove sarai curato come si deve. Ho chiesto che ti riservino una stanza. Con te ci sar il lascaro, Maddow. Ha chiesto lui di accompagnarti.
Grazie, kaptn-sah'b. Vi sono riconoscente.
 del tutto meritato. Il capitano gli diede una pacca sulla spalla. Appena torno a Hong Kong, ti vengo a trovare. Credo che non ci vorr molto.
S, kaptn-sah'b. Grazie.
Dopodich, per parecchi giorni Kesri non si rese conto di niente, se non della costante presenza di Maddow, che lo spogliava e lo vestiva, gli puliva il moncone, gli cambiava le lenzuola, gli somministrava la morfina.
Un giorno, in un momento di lucidit, Kesri gli disse: Batavela... perch ti occupi cos di me? Perch sei tornato a cercarmi quel giorno, quando mi hanno ferito? Non era compito tuo, non sei un soldato. Non sapevi che potevano ucciderti?
Maddow impieg del tempo a rispondere.
Kesri Singhji, disse infine, l'ho fatto per vostra sorella. Se non l'avessi fatto non sarei mai pi riuscito a guardarla in faccia.
Mia sorella? Vuoi dire Deeti?
S, Deeti.
Adesso era tutto chiaro. Mentre sprofondava di nuovo nell'incoscienza, il viso della sorella gli comparve davanti agli occhi, e cap che ancora una volta si era fatta carico del suo destino.
Dapprima si pens che il corpo di Mrs Burnham fosse rimasto intrappolato nell'Anahita e fosse quindi irrecuperabile. Invece, due giorni dopo la burrasca, proprio il pomeriggio in cui Mr Burnham rientr da Hong Kong, il cadavere fu rinvenuto all'estremit orientale della baia.
Poich Mr Burnham era prostrato dal dolore, furono Zachary e Mr Doughty a occuparsi delle esequie. Si decise di seppellirla nel cimitero protestante di Macao, fu comprata una bara e il funerale si tenne l'indomani, nel tardo pomeriggio, alla presenza di un gran numero di persone.
Durante il rito Zachary continuava a guardarsi intorno cercando Paulette. Ma la scorse solo verso la fine, seduta su una lapide muschiosa in fondo al camposanto, con il viso nascosto in un fazzoletto. Le si avvicin con circospezione, per non darle il tempo di sottrarsi.
Miss Paulette?
Lei alz gli occhi. S?
Posso sedermi qui?
Lei rispose con un'alzata di spalle e nascose di nuovo il viso nel fazzoletto. Dopo un po' Zachary si schiar la gola: Miss Paulette, era desiderio di Mrs Burnham... sono parole sue... che noi due ci riconciliassimo.
Sarebbe a dire? Paulette scost bruscamente il fazzoletto e lo guard perplessa.
Sarebbe a dire che dovrei prendermi cura di lei.
Davvero, Mr Reid? Si d il caso che a me Mrs Burnham abbia detto tutt'altro.
Cio?
Cio che dovrei essere io a prendermi cura di lei, perch sono la sua unica speranza.
Dopo un breve silenzio, Zachary chiese: Posso almeno venire a dare un'occhiata al vivaio?
Se  ci che desidera, non glielo impedir.
Grazie, Miss Paulette. Sono certo che Mrs Burnham ne sarebbe felice.
Kesri non rivide il capitano Mee finch i Bengal Volunteers non furono trasferiti a Hong Kong.
A quel punto aveva gi trascorso una settimana nel nuovo accampamento militare dell'isola. Una sera stava dormicchiando, con una candela che guizzava accanto al letto, quando la porta si spalanc. Pens fosse Maddow che tornava dopo aver sbrigato una faccenda, ma poi riconobbe la sagoma del capitano Mee. A capo scoperto e con una borsa di cuoio in mano, barcollava un po'.
Era una giornata molto calda, e Kesri si era scoperto. Ora, volendo risparmiare al capitano la vista del moncone, cerc a tastoni il lenzuolo, ma non riusc ad afferrarlo, e alla fine fu Mee a drappeggiarglielo addosso.
Scusami se piombo qui cos all'improvviso, havildar.
Aveva la voce impastata, e il fiato puzzava d'alcol.
Tutto a posto, kaptn-sah'b rispose Kesri. Sono contento di vedervi.
Il capitano annu e si lasci cadere su una sedia a fianco del letto. Adesso la candela lo illuminava, e Kesri vide che aveva un'aria sofferente, gli occhi cerchiati e iniettati di sangue. Sollevandosi un po' sui cuscini, chiese: Come state, kaptn-sah'b?
Invece di rispondere, Mee croll in avanti col viso fra le mani e i gomiti puntati sulle ginocchia. Singhiozzava, e Kesri rest in silenzio senza intromettersi.
Poi, quando le spalle del capitano smisero di sussultare, disse: Kaptn-sah'b, cosa c'? Cos' successo?
A quel punto Mee alz gli occhi, adesso ancora pi arrossati. Havildar, non l'hai saputo... di Cathy... Mrs Burnham...
Cosa, signore?
 morta.
Kesri era sbalordito. Ma com' successo?
Durante la burrasca... Era su una nave che  affondata. Non so altro.
A corto di parole, Kesri disse: Kaptn-sah'b... Io non... non...
Mee lo interruppe con un gesto brusco. Non devi dire niente. Poi, voltandosi di scatto, afferr la borsa che aveva con s. Ho una cosa per te, havildar.
Per me?
S. Ficc la borsa fra le mani di Kesri. Aprila.
La borsa era molto pesante, e mentre sganciava la fibbia Kesri ud uno sfregare di metallo su metallo. Il capitano sollev la candela mentre lui ci guardava dentro.
Sulle prime Kesri pens che i suoi occhi lo ingannassero e li distolse, incredulo. Poi guard di nuovo, e di nuovo vide luccicare monili d'oro e monete d'argento.
Cos', kaptn-sah'b?
In parte  bottino, la mia quota. E ieri ci hanno dato gli arretrati della paga e dei rimborsi... ci ho messo anche quello. Quanto al resto, non chiedere.
Kaptn-sah'b... non posso accettare.
S che puoi. Te lo devo.
No, kaptn-sah'b...  molto pi di quello che mi dovete. Pi di quanto ho mai guadagnato. Non posso accettare.
Il capitano si alz in piedi.  roba tua disse rudemente. E voglio che l'abbia tu.
Ma...
Mee lo interruppe posandogli una mano sulla spalla. Addio, havildar.
Perch addio...? disse Kesri, ma la porta si era gi chiusa.
Quel repentino congedo lo turb profondamente. Le parole del capitano Mee continuavano a ronzargli in testa, e pi ci pensava pi si preoccupava.
Immobilizzato a letto, si tormentava pensando a come impedire ci che temeva sarebbe accaduto. Poteva avvicinare un altro ufficiale, ma dubitava che gli avrebbe creduto, a meno di rivelare ci che sapeva riguardo a Mee e Mrs Burnham... e non intendeva farlo. In ogni caso tutti avrebbero pensato che mentiva: perch un havildar avrebbe dovuto essere informato di una cosa simile?
Quando Maddow torn, Kesri gli disse: Lo sapevi che Burnham-memsah'b  morta?
S, disse Maddow. L'ho sentito.
Perch non me l'hai detto?
Pensavo di dirvelo pi tardi, Kesriji. Come l'avete scoperto?
 stato qui il kaptn-sah'b...
Se non fosse stato per l'intensit del dolore alla gamba, quella notte Kesri avrebbe rinunciato alla morfina. I suoi presentimenti erano cos forti che avrebbe preferito restare sveglio. Ma quando venne l'ora non riusc a farne a meno; prese la sua dose e piomb in un sonno profondo e inebetito. Qualche ora dopo fu svegliato da Maddow che gli scuoteva una spalla.
Kesriji! Kesriji!
Kaahorahelba? Cosa c'?
Riguarda Mee-sah'b...
Kesri si mise a sedere e si strofin gli occhi cercando di schiarirsi la mente: Cosa c'?
Kesriji... c' stato un incidente. Il kaptn-sah'b stava pulendo il fucile.  partito un colpo.
Cos' successo?  ferito gravemente?
No, Kesriji...  morto.
Kesri afferr il bracci di Maddow per tirarsi su: Aiutami. Voglio andare da lui. Voglio vederlo.
Non aveva ancora imparato a usare la stampella, perci pass un braccio intorno al collo di Maddow e, facendosi sostenere da lui, saltell verso la zona del campo riservata agli ufficiali, dove c'era un viavai di sorveglianti e attendenti.
Erano a met strada quando un sergente dei Royal Irish li blocc. Alt!
Per favore, fateci passare disse Kesri. Mee-sah'b era il comandante della mia compagnia.
Spiacente... sono gli ordini. Nessuno  autorizzato ad andare oltre.
Kesri cap che il sergente non avrebbe sentito ragioni. Fece dietrofront con un sospiro. Abh to woh unke hain, disse, pi a se stesso che a Maddow. Adesso appartiene a loro. Non abbiamo alcun diritto su di lui.
Con l'aiuto di Maddow, zoppic fino alla sua stanza e si lasci cadere sul letto.
Ma nonostante i perduranti effetti della morfina non si riaddorment. Ripensava a tutti gli anni trascorsi al fianco del capitano, alle battaglie combattute insieme. Era orribile che fosse morto a quel modo; meritava una morte da soldato. Era uno spreco, era un tale spreco... la vita di Mee, e anche la sua. E per cosa? Per una pensione? Per un encomio?
Prese la borsa che gli aveva lasciato il capitano e fece correre le dita sulle monete; erano molto pi della pensione che gli spettava.
Poi lo assal un'altra preoccupazione: di sicuro gli ufficiali sapevano che il capitano Mee aveva appena ricevuto gli arretrati e le indennit; avrebbero cercato i soldi nella sua stanza e, non trovandoli, probabilmente avrebbero aperto un'inchiesta.
Cosa sarebbe successo se avessero scoperto che lui aveva una borsa piena d'oro e d'argento? Avrebbero creduto che il capitano aveva fatto al suo havildar un dono cos prezioso? O avrebbero cercato un pretesto per portargliela via?
Quel pensiero era insostenibile: piuttosto che vedersela togliere da loro, avrebbe preferito buttarla in mare.
Voltandosi su un fianco, bisbigli a Maddow: Sei sveglio?
Ji, Kesriji. Volete la medicina per il dolore?
No. Voglio chiederti una cosa.
Ji, Kesriji.
Quel giorno, quando il ragazzo  scomparso...
S?
Sei stato tu ad aiutarlo, vero? L'hai aiutato a scappare, con quegli uomini con cui stavi parlando... non  cos?
Perch me lo chiedete? replic Maddow pacato.
Stavo solo pensando che, se gli parli di nuovo, forse possiamo andarcene anche noi.
La prima asta di terreni bandita dagli inglesi a Hong Kong si svolse il 14 giugno 1841, quindici giorni dopo la burrasca.
L'area in vendita era pi piccola del previsto: solo cinquanta lotti, ognuno con un fronte mare di trenta metri, lungo una striscia di litorale costeggiata dall'unica vera arteria dell'isola, Queen's Road. Le autorit avevano annunciato che l'asta sarebbe stata battuta in sterline ma, dato che erano ancora largamente in uso i dollari spagnoli, si ritenne necessario fissare un tasso fisso di cambio pari a quattro scellini e quattro penny per un dollaro d'argento. Si decise anche che le offerte partissero da una base di dieci sterline, con rilanci minimi di dieci scellini per volta. Inoltre, a ogni acquirente era richiesto di costruire un edificio del valore di almeno mille dollari entro sei mesi dall'acquisto del terreno, depositando cinquecento dollari come garanzia.
Sebbene ben pochi fossero in grado di soddisfare tali condizioni, l'evento attrasse un gran numero di spettatori dalle decine di navi all'ancora nella Baia di Hong Kong. Passeggeri, commissari di bordo, ufficiali, nostromi e addirittura mozzi si affollarono nel nuovo magazzino di Lancelot Dent a East Point, dove si sarebbe svolta l'asta. Non avrebbero potuto fare offerte, ma avrebbero potuto annusare il profumo della ricchezza.
Presiedeva Mr J. Robert Morrison, facente funzioni di segretario e tesoriere dei sovrintendenti al commercio. Dato che non ci si aspettava una grande partecipazione, erano state predisposte solo alcune decine di sedie, perci, quando il magazzino cominci ad affollarsi, Morrison stabil che soltanto gli offerenti si sedessero; il pubblico sarebbe rimasto in piedi in fondo alla sala, in una zona delimitata da corde.
Una volta iniziata, l'asta procedette rapidamente. Poich alcuni mercanti avevano gi ricevuto dai cinesi il risarcimento che gli spettava, si vedevano molti borselli rigonfi.
Uno degli appezzamenti pi grandi, un lotto di 2800 metri quadri, fu venduto a 265 sterline; un altro pi grande, 3200 metri quadri, ma situato in una posizione meno favorevole, a 250. Furono pochissimi gli appezzamenti per cui venne pagato meno di 25 sterline; la maggior parte raggiunse almeno il doppio, e un unico lotto rest invenduto.
I seth parsi erano fra gli offerenti pi entusiasti; fra tutti, acquistarono non meno di dieci lotti. I Rustomjee, una famiglia di Bombay, acquistarono pi terra di ogni altro gruppo di offerenti, mettendo insieme 5350 metri quadri. Il solo Seth Hormuzjee Rustomjee compr sei lotti, per un totale di 3300 metri quadri, a 264 sterline.
Il secondo maggior compratore fu la Jardine, Matheson and Co., che acquist tre lotti contigui, un'area di 5300 metri quadri, a 565 sterline. Mr Dent, da cui ci si aspettava un acquisto altrettanto corposo, deluse i presenti spendendo solo 144 sterline per due lotti che insieme coprivano appena 1370 metri quadri.
Con uno speciale provvedimento, ad alcuni potenziali compratori fu concesso di prenotare dei lotti per un acquisto futuro. Tra loro Fitcher Penrose, che essendo malato non poteva partecipare, e Zadig Bey, in lutto per la morte del figlioccio. Lui e Shireen, pur presenti all'asta, non fecero offerte.
Era la loro prima apparizione in pubblico, e molti la presero come una dichiarazione della volont di sposarsi. Vedendoli comparire nel magazzino, alcuni avevano trattenuto il fiato, immaginando che ci sarebbe stato uno scandalo e Shireen sarebbe stata messa alla porta dai suoi correligionari.
Ma restarono delusi: lungi dall'evitarla, i parsi le diedero un caloroso benvenuto, e li si vide chiacchierare con lei in modo tanto cordiale da non lasciare dubbi sul fatto che si fossero riconciliati con l'idea che Shireen contraesse un matrimonio al di fuori della comunit.
A quel punto anche lei aveva avuto il risarcimento. La maggior parte di quei soldi l'aveva mandata a Bombay, saldando i debiti del marito e donando ingenti somme alle due figlie, ma anche cos le restava una fortuna considerevole, decine di migliaia di dollari d'argento.
I beninformati sapevano che Shireen era ricca, e si stupirono che non facesse nessuna offerta. Pi tardi, quando and a congratularsi con lui, Seth Hormuzjee Rustomjee le chiese perch. Shireen rispose che aveva deciso di aspettare che venissero messi in vendita i lotti sulle pendici della Montagna pacifica. L l'aria era pi salubre, spieg, e aveva intenzione di fondarvi un ospedale pubblico alla memoria del suo defunto marito, Bahram Moddie.
Alla fine dell'asta venne fuori che per un appezzamento, corrispondente ai lotti numerati da sedici a venti, c'era l'opzione di un compratore anonimo e, poich si trattava di una delle maggiori acquisizioni, ci diede adito a commenti elettrizzati.
Pi tardi, quando il pubblico si era allontanato e i camerieri di Mr Dent servivano champagne ai maggiori offerenti, Mr Morrison fu preso d'assalto con domande sull'identit del compratore. Lui protest asserendo di non essere autorizzato a rivelarla, ma non riusc a convincere i presenti. Anzi, si lev un tale clamore che dovette arrendersi: Una cosa posso dirvela, signori proclam, l'acquirente adesso  qui fra noi. Se desidera che il suo nome sia reso noto, vi provveder lui stesso.
A tali parole si fece silenzio. Dur finch Mr Burnham, rigorosamente in nero, non si fece avanti e disse: Signore e signori, sono grato a Mr Morrison per lo scrupolo con cui ha rispettato la mia richiesta di discrezione. Non  per creare mistero che gli ho chiesto di tenere segreto il nome dell'acquirente, ma perch rivelarlo avrebbe reso necessario un altro annuncio, un annuncio che ritenevo inopportuno in un momento di lutto. Oggi, tuttavia, penso che nessuno avrebbe gioito di questa rivelazione pi della mia defunta, amatissima moglie; non c' dunque alcuna ragione di rimandare ulteriormente.
Qui Burnham s'interruppe per fare un segno a Zachary, che and a mettersi accanto a lui. Posandogli una mano sulla spalla, Burnham continu: Signore e signori, ho il piacere di annunciarvi che l'acquirente dei lotti sedici-venti  una nuova societ, fondata proprio questa settimana: la ditta Burnham & Reid.
Scoppiarono applausi fragorosi. Burnham attese che si esaurissero, poi continu: Sarebbe scorretto da parte mia non menzionare un'altra collaborazione avviata proprio oggi, con un partner che, ne sono certo, rafforzer enormemente la nostra nuova societ.
Burnham ripet il gesto di poco prima, e un altro uomo si fece avanti per unirsi a lui e Zachary. Segu un notevole trambusto, perch quando l'uomo, che vestiva un abito europeo dal taglio impeccabile, si gir verso l'assemblea, si vide che era cinese.
Signore e signori disse Burnham, ho il grandissimo onore di annunciarvi che da questo momento l'azienda Burnham & Reid lavorer a stretto contatto col nostro buon amico Mr Leonard Chan.
Poi, stringendo il polso di Zachary con la mano destra e quello di Mr Chan con la sinistra, lev loro in alto le braccia e le tenne sollevate in segno di trionfo.
Uno dei pochi spettatori rimasti era Baboo Nob Kissin, che continuava a osservare da un angolo buio in fondo al magazzino. Quando i tre uomini fecero il loro gesto di trionfo, il suo cuore fu inondato da quel tipo di gioia che si prova vedendo una grande impresa giungere alla conclusione auspicata. Gli occhi del gomusta si riempirono di lacrime al ricordo del giorno in cui aveva contemplato Zachary per la prima volta, a bordo della Ibis: che quel bravo ragazzo ingenuo si fosse trasformato cos rapidamente nella perfetta incarnazione del Kaliyuga, a Nob Kissin sembrava un miracolo; si stupiva al pensiero di aver svolto, lui, creatura umilissima, un ruolo nel provocare il cambiamento. Naturalmente sapeva di aver avuto solo una piccola parte nel promuovere l'ascesa di quel terzetto trionfante, tuttavia non dubitava che il giorno della resa dei conti, quando l'avatar Kalki si fosse manifestato sulla terra, non gli sarebbe stato negato il riconoscimento di aver anticipato di almeno vent'anni l'inizio del pralaya. E tanto bastava; non desiderava n ricompense n onori terreni per essere stato il primo dei suoi compatrioti a riconoscere che il destino loro assegnato era quello di servire gli eletti precursori di Kalki, di esserne i fedeli gomusta nell'affrettare la fine del mondo.
Capiva anche che era stata la Ibis, quel meraviglioso veicolo di trasformazione, a lanciarlo sul sentiero del suo destino, e fu preso dal bisogno incontrollabile di abbracciare ancora una volta con gli occhi quel veliero benedetto. In un vortice color zafferano, corse fuori, ma solo per trovarsi di fronte a un altro miracolo: la Ibis, che ormai da parecchi giorni era all'ancora al largo di East Point, se n'era andata.
Nel tempio di Deeti, in cima all'erto crinale del Morne Brabant, nell'angolo sudoccidentale di Mauritius, c'era una nicchia dedicata all'episodio della vita di Maddow Colver che veniva ricordato come la fuga. Quella parte del tempio della memoria era particolarmente cara alla Fami Colver, soprattutto ai pi giovani, ragazzi e ragazze, bambini e bambine: ogni anno, durante le Gran Vakans, quando la famiglia compiva il pellegrinaggio annuale al tempio della memoria, attendevano col fiato sospeso il momento in cui Deeti avrebbe indicato l'immagine stilizzata di un sampan con dentro sei figure sedute: Serang Ali, riconoscibile per la bocca rosso sangue; Jodu coi suoi tre sopraccigli; Neel con i suoi diari; Raju con il cappello da pifferaio; Kesri, che per convenzione era sempre disegnato con un moschetto; e naturalmente il patriarca, Maddow Colver.
Ekut, ekut! intimava Deeti, e l'orda di bonoy, belser, bowji, sala, sakubay e altri parenti seguiva il suo dito che tracciava la rotta del sampan di Jodu mentre attraversava la baia da Kowloon e affiancava la Ibis, in quel momento semideserta, col secondo ufficiale che era andato all'asta, e i marinai a riva o addormentati.
E vwala!
Il dito sostava su Serang Ali: Lo vedete, questo gran-koko con la testa che brulica di mulugande? Eccolo, il grande burrburiya che ancora una volta aveva escogitato un piano di fuga.
Lo vedete adesso, come si arrampica sul ponte, con Jodu e Maddow dietro? In una manciata di minuti la ciurma  chiusa a chiave nel castello di prora. Poi Kesri, Raju e Neel salgono a bordo anche loro.
Le vele vengono issate in un battibaleno e si riempiono di vento e, quando l'asta finisce, la goletta  gi lontana e non si vede pi.
...
.
...
Epilogo.
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Imbarcandosi nel compito di scrivere una storia della comunit dellaIbis, l'autore sperava di includere un resoconto dei materiali su cui  in gran parte basata la narrazione: vale a dire l'archivio di Neel, con ci intendendo non solo i suoi appunti e le sue annotazioni ma anche la ricca collezione di libri, immagini e documenti da lui accumulata nel corso degli anni in cui gest una stamperia a Shanghai in societ con Compton (Liang Kuei-ch'uan).
Per l'autore, nessuna parte di questa storia riveste tanto interesse quanto il resoconto della sopravvivenza dell'archivio: a dire il vero egli un tempo nutriva l'ardente speranza che quell'episodio avrebbe costituito iltamm-shud, l'acme di questa cronaca. Ma arrivare a tale storia, nell'adeguata sequenza temporale, avrebbe richiesto che la narrazione si spingesse avanti di quasi un secolo, ovvero fino agli anni immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale, quando i pronipoti di Neel fecero uscire clandestinamente dalla Cina le parti pi preziose dell'archivio.
Tuttavia la dura realt  che dieci anni di diligente applicazione sono a stento bastati a far procedere la narrazione di quattro anni, dal 1838 al 1841. Stando cos le cose, con quasi un secolo di eventi ancora a venire, l'autore si vede costretto a riconoscere che molto difficilmente riuscir, negli anni che gli restano, a fornire un resoconto esaustivo della sopravvivenza dell'archivio. Ma raccontare questa storia in modo frettoloso, senza rispettare la cronologia degli eventi, significherebbe per lui venir meno al suo compito: meglio sarebbe in tal caso che tale storia restasse per sempre non raccontata.
Agli scopi del presente volume basti dire che, dopo la fuga di Neel a bordo dellaIbisnel giugno 1841, la guerra in Cina si trascin per altri quindici mesi. Per tutto quel periodo Neel registr accuratamente i movimenti del corpo di spedizione britannico (ora enormemente aumentato) nella sua avanzata verso nord in direzione di Pechino, attaccando l'una dopo l'altra Xiamen, Zhoushan, Ningbo e Shanghai, causando tale distruzione e la perdita di cos tante vite umane che l'imperatore Daoguang fu infine costretto ad autorizzare i plenipotenziari a cedere alle richieste degli invasori.
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Di tali richieste, le pi importanti erano: la cessione formale di Hong Kong; l'apertura di cinque porti al commercio straniero; e il pagamento di una gigantesca indennit, pari alla somma di un milione di dollari d'argento. L'accordo che formalizz la resa pass alla storia come Trattato di Nanchino e fu siglato il 29 agosto 1842, a bordo dellaHMSCornwallis(di cui Neel sarcasticamente scrive: Questa nave, costruita nei cantieri Wadia di Bombay, fu cos battezzata in onore di un uomo il cui nome sar per sempre preceduto dall'epiteto Macellaio, un uomo i cui resti riposano, com' giusto, a Ghazipur, a pochi passi dalla fabbrica di oppio).
Il testo del trattato circol ampiamente in inglese, cinese e altre lingue: un artista, Henry Cullen, ne realizz addirittura una riproduzione fotografica. Neel riusc a procurarsene una copia, a caro prezzo, ma suscit in lui una tale furia che fin per deturparla scarabocchiando note a margine e sottolineandone alcuni passi, ad esempio la disposizione che aboliva il sistema commerciale delle Co-Hong. La clausola che pi lo fece arrabbiare era quella che stabiliva che il governo britannico e il governo cinese si rapportassero d'ora in poi su un piano di eguaglianza mediante scambi diretti fra i rispettivi plenipotenziari. Neel commenta sarcasticamente che, come spesso accade quando gli occidentali ricorrono a parole quali eguaglianza, quella clausola intendeva significare l'esatto contrario di ci che diceva: e cio che ora sarebbero stati gli inglesi a dettare i termini del rapporto. Allo stesso modo, accanto alla clausola che chiedeva alla Cina di risarcire gli inglesi per i costi e i danni dell'invasione, commenta: Tocca dunque ai cinesi pagare per la catastrofe che si  abbattuta sul loro paese!
Curiosamente, non giudic particolarmente degna di nota la clausola destinata a diventare il passo pi celebre del trattato - quello che formalizzava la cessione di Hong Kong - limitandosi a commentare: Ma se l'erano gi presa!
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Nel decennio successivo, Neel non lesin n tempo n denaro per procurarsi materiali relativi agli eventi culminati nel Trattato di Nanchino, ovvero il conflitto che avrebbe preso il nome di Prima guerra dell'oppio (inutile dire che la Seconda guerra dell'oppio avrebbe ulteriormente incrementato la collezione di Neel). In seguito, anche Raju avrebbe dato all'archivio un contributo significativo; il crescente desiderio di comprendere appieno gli eventi che aveva vissuto da ragazzo l'avrebbe indotto a una lunga ricerca di documenti di carattere militare: cronache, manuali, dispacci, diari, mappe e soprattutto resoconti di prima mano delle battaglie di cui era stato testimone.
All'epoca del trasferimento dell'archivio dalla Cina, le circostanze erano tali che molti dei materiali pi voluminosi dovettero essere abbandonati o distrutti, al fine di mettere in salvo gli scritti dello stesso Neel. Per fortuna sia Neel sia Raju erano archivisti meticolosi: compilarono un catalogo dettagliato non solo di quanto gi in loro possesso, ma anche di quanto speravano di acquisire (e neppure mancarono di elencare taluni documenti, ad esempio rapporti governativi segreti, di cui era proibita la diffusione).
Sebbene sia sopravvissuto, tale catalogo ha subito l'inclemenza del tempo: alcune pagine sono strappate, alcune mancanti; molte voci sono rese illeggibili da chiazze di umidit e muffa; altre sono state consumate da vermi, formiche e curculioni. Dai frammenti restanti  tuttavia possibile ricomporre una biblioteca virtuale delle fonti che Neel avrebbe usato se avesse avuto la possibilit di scrivere in prima persona un resoconto di tali eventi. La sua compilazione ha portato l'autore ai seguenti testi:The Annual Register or a View of the History and Politics of the Year 1841, London, 1842; Capt. Sir Edward Belcher,Narrative of A Voyage Round the World Performed in Her Majesty's Ship Sulphur During the Years 1836-42 Including Details of the Naval Operations in China, Henry Colburn, London, 1843; William Dallas Bernard & Sir William Hutcheon Hall,TheNemesisin China: comprising a history of the late war in that country; with a complete account of the colony of Hong-Kong,Henry Colburn, London, 1846; John Elliot Bingham,Narrative of the Expedition to China from the Commencement of the War to its Termination in 1842, voll.I&II, Henry Colburn, London, 1843; Elijah C. Bridgman,Description of the city of Canton, Canton, 1834;A Catalogue of the Library Belonging to the English Factory at Canton in China, edito dalla Hon. East India Company's Press, Macao, 1819;The Chinese Repository,voll.VII-X;The Sessional Papers Printed by Order of the House of Lords, Session 1840, Vol.VIII, Correspondence Relating to China, Presented to Both Houses of Parliament by Command of Her Majesty, 1840, edito da T.R. Harrison, London, 1840; James Cuninghame,The Tactic of the British Army Reduced to Detail, with Reflections on the Science and Principles of War, London, 1804; Capt. Arthur Cunynghame,The Opium War, Being Recollections of Service in China, Philadelphia, 1845; Sir John F. Davis,Sketches of China, Charles Knight, London, 1836; Capt. F.B. Doveton,Reminiscences of the Burmese War, The Asiatic Journal and Monthly Miscellany, vol.XL, nuova serie, gennaio-aprile, W.H. Allen & Co., London, 1843; C. Toogood Downing,The Fan-qui in China' in 1836-37, tre voll., Henry Coburn Publisher, London, 1838; mile D. Forgues,La Chine Ouverte; Aventures d'un Fan-Kouei dans le Pays de Tsin,par Old Nick, ouvrage illustr par Auguste Borget, H. Fournier, Paris, 1845; Capt. & Adj. F.A. Griffiths,The Artillerists Manual and Compendium, Woolwich, 1839; A. Haussmann,A French Account of the War in China, United Service Magazine, vol. 1, vol. 71, 1853 (pp. 50-63; 212-220; 571-580); William C. Hunter,The Fan-Kwae at Canton Before Treaty Days, 1825-1844;Line of March of a Bengal Regiment of Infantry in Scinde (Panorama), Ackermann, London, 1830; Lord Jocelyn,Six Months with the Chinese Expedition or, Leaves from a Soldier's Notebook, John Murray, London, 1841; Sir Andrew Ljungstedt,An Historical Sketch of the Portuguese Settlements in China; And of the Roman Catholic Mission in China, Boston, 1836; Capt. Granville G. Loch,The Closing Events of the Campaign in China: the Operations in the Yangtze-kiang and Treaty of Nanking, John Murray, London, 1843; D. McPherson,The War in China: Narrative of the Chinese Expedition, London, 3a ed., 1843; Alexander Murray,Doings in China. Being the personal narrative of an Officer engaged in the late Chinese Expedition, from the recapture of Chusan in 1841, to the peace of Nankin in 1842,London, 1843; Gideon Nye,The Morning of My Life in China: comprising an outline of the history of foreign intercourse from the last year of the regime of honorable East India Company, 1833 to the imprisonment of the foreign community in 1839, Canton, 1873;Peking, the Goal - the Sole Hope of Peace. Comprising an Inquiry into the Origin of the Pretension of Universal Supremacy by China and into the Causes of the First War; with incidents of the Imprisonment of the Foreign Community and of the First Campaign of Canton, 1841, Canton, 1873;Official Accounts of the Late Naval and Military Operations in China, Calcutta Gazette, Extra, 7 agosto 1841, ristampato in The Nautical Magazine and Naval Chronicle, 1841; Lt. John Ouchterlony,The Chinese War: An Account of all the Operations of the British War, 1844;Report from the Select Committee on the Trade with China, Parliamentary papers, 1840; John Phipps,A Practical Treatise on the China and Eastern Trade: Comprising the commerce of Great Britain and India, particularly Bengal and Singapore with China and the Eastern Islands, W. Thacker, Calcutta, 1836;Remarks on the Dress. Discipline & c. of the Bengal Army(opera di un ufficiale bengalese), Calcutta, 1798; John Lee Scott,Narrative of a Recent Imprisonment in China after the Wreck of the Kite, London, 1842; Samuel Shaw,The Journals of Major Samuel Shaw, the First American Consul at Canton, with a Life of the Author by Josiah Quincy, Boston, 1847; J. Lewis Shuck,Portfolio Chinensis: or A Collection of Authentic Chinese State Papers Illustrative of the History of the Present Position of Affairs in China,Macao, 1840; John Slade,Notices on the British Trade to the Port of Canton, with some Translations of Chinese Official Papers Relative to that Trade, Smith, Elder & Co., London, 1830; John Slade,Narrative of the Late Proceedings and Events in China, Canton Register Press, Macao, 1840;Standing Orders for the Bengal Native Infantry, 2a ed., Calcutta, 1840; Subedar Seetaram,From Sepoy to Subedar, trad. James Thomas Norgate, London, 1873;Statement of Claims of the British Subjects interested in Opium surrendered to Captain Elliot at Canton for the Public Service, London, 1840; Thayer Thatcher,A Sketch of the Life of D.W.C. Olyphant: Who Died at Cairo, June 10, 1851, with a Tribute to his Memory, Edward O. Jenkins, 1852; Henry Meredith Vibart,Military History of the Madras Engineers and Pioneers; From 1743 Up to the Present Time, vol.II, W.H. Allen & Co., London, 1883; Capt. John Williams,An Historical Account of the Rise and Progress of the Bengal Native Infantry from its First Formation in 1757 to 1796 when the Present Regulations Took Place, John Murray, London, 1817; e William John Wilson,History of the Madras Army, vol. 2, Govt. Press, 1882.
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La mano di Neel ha guidato la mano del qui presente autore: protendendosi dal passato lo ha condotto in molteplici biblioteche e istituti di ricerca, tra cui la National Library of India, Kolkata; la British Library e il Greenwich Maritime Museum, Londra; lo Yale Center for British Art, New Haven, Connecticut; il Peabody Essex Museum, Salem, Massachusetts; e la biblioteca della Northwestern University, Evanston, Illinois. L'autore vuole qui esprimere la sua riconoscenza per la cortesia e l'attenzione ricevute in ognuna di queste istituzioni, grazie alle quali ha potuto consultare numerose fonti che Neel conosceva ma non pot procurarsi. Si  anche imbattuto in materiali di cui Neel e Raju ignoravano l'esistenza perch alla loro epoca non erano di dominio pubblico. Tra essi: Capt. P. Anstruther,Letter written by Capt. P. Anstruther, Madras Artillery, from Ship Rustomjee Cowasjee, Canton River, China to India,datata 12 marzo 1841; Maj. Mark S. Bell,China: Being a Military Report on the North-Eastern Portions of the Provinces of Chih-Li and Shan-Tung; Nanking and its Approaches; Canton and its Approaches; & c., & c., together with an account of the Chinese civil, naval and military administrations & c., & c., and a narrative of the wars between Great Britain and China; preparato dall'Intelligence Branch del Quarter Master General's Department in India, attingendo a varie fonti, e appunti presi durante una ricognizione nei dintorni di Pechino, Nanchino e Canton condotta nel 1882, 2 voll. (vol.I, Confidential; vol.II, Secret), Government Central Branch Press, Simla, 1882; Rick Bowers,Notes from the Opium War: Selections from Lieutenant Charles Cameron's Diary During the Period of the Chinese War 1840-41, Journal of the Society for Army Historical Research, autunno 2008, vol. 86, n. 347, pp. 190-203; Colin Campbell,Journal, 1816; Edward H. Cree,The Cree Journals: The Voyages of Edward H. Cree, Surgeon RN as related in his private journals, 1837-1856,Webb & Bower, Exeter, 1981; John C. Dann,The Nagle Journal; A diary of the life of Jacob Nagle, sailor, from the year 1775 to 1841, Weidenfeld & Nicolson, New York, 1988; Lt. Henry Dundas,Personal diary written in retrospect of his time on the China coast on boardHMSCalliope,CornwallisandClio, Jan. 1841-Oct. 1844; M.L. Ferrar,The Diary of Colour-Serjeant George Calladine, 19th Foot, 1793-1837, London, 1922;Frontier and Overseas Expeditions from India, vol.VI, Anon, Intelligence Branch, ArmyHQ, India, c. 1913 (ristampato da Mittal Publications, Delhi); Thomas Gardiner,Journal kept on 3 voyages to Bengal and China on theEIC's ships, 1829-30; Capt. H. Giffard,Diary of events,HMSVolage & Cruiser;Bengal Military Letters Received,1840;Bengal Military Letters Received,1841;Plan of Attack on the Heights and Forts near the City of Canton Under the Command of Major General Sir Hugh Gough, 25th May 1841, Sd. Lt. W.S. Birdwood (lascito di Lord Broughton, 1869);Sketch [Map] of the Operations against Canton, January to March 1841;Madras Despatches 12 Jan to 29th June 1842;Madras Despatches 4 Jan to 28th Aug 1839;Madras Despatches 1st Jan to 2nd July 1841;China Foreign Office Instructions and Correspondence, Secret Dept, 1841;India and Bengal Despatches 12th Jan to 30th March 1842;India and Bengal Despatches 13th July to 1st Sept 1841;Madras Despatches 4th Nov 1818 to 21st Apr 1819;Madras Despatches 3rd May 1826 to 21st March 1827;Board's Collections 8675 to 8750, 1812-13, Vol. 359;Board's Collections 19297 to 19375, 1823-1824; Richard Glasspoole,A Brief Narrative of My Captivity and Treatment Amongst the Ladrones, London, 1935; William C. Hunter,Journal of the Occurrances at Canton, 1839, ristampato dal Journal of the Hong Kong Branch of the Royal Asiatic Society, vol. 4, 1964; Phyllis Forbes Kerr,Letters From China: The Canton-Boston Correspondence Of Robert Bennet Forbes, 1838-1840, Mystic Seaport Museum, Inc., Mystic,CT, 1996; Daniel Irving Larkin (a cura di),Dear Will: Letters from the China Trade 1833-36,Amherst (autopubblicato), 1987; Pamela Masefield (a cura di),The Land of Green Tea: Letters and Adventures of Colonel C.L. Baker of the Madras Artillery 1834-50, Unicorn Press, 1995; Ian Nish (a cura di),British Documents on Foreign Affairs: Reports and Papers from the Foreign Office Confidential Print, Part 1, Series E. Asia, Vol. 16, Chinese War and its Aftermath, 1839-49, Univ. Publications of America, Frederick, Md., 1994; E.H. Parker,A Chinese Account of the Opium War,Shanghai, 1888 (traduzione di un resoconto di Wei Yuan); Sylvia Parnham,My Dear Mother... sell not my old close!: Gunner John Luck's Letters from India 1839-44, London, 1983; Sylvia Parnham & Duncan Phillips (a cura di),The Canton Letters 1839-1841 of William Henry Low, The Essex Institute Historical Collections,LXXXIV, 1948.
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Rispetto a Neel e Raju, l'autore attuale ha avuto il considerevole vantaggio di scrivere in un'epoca di straordinaria fioritura di studi su molti temi inerenti le esperienze della comunit dellaIbis. Ha potuto pertanto attingere all'opera di un gran numero di studiosi e specialisti, tra cui Ravi Ahuja, Robert Antony, Patricia Barton, Pradeep Barua, Alan Baumler, Chris Bayly, Jack Beeching, David Bello, N. Benjamin, Gregory Blue, Timothy Brook, B.R. Burg, Antoinette Burton, W.Y. Carman, Annping Chin, Lorenzo M. Crowell, John C. Dann, Santanu Das, Mary Des Chene, David Deterding, Frank Dikotter, Stephen Dobbs, Jacques M. Downs, Hal Empson, Peter Ward Fay, H.G. Gelber, Durba Ghosh, L. Gibbs, Jos J.L. Gommans, Nile Green, Raffi Gregorian, D.A. Griffiths, Amalendu Guha, Deyan Guo, David Harris, James Hevia, Susan Hoe, Edgar Holt, James W. Hoover, Laura Hostetler, Paul Howard, Toni Huber, Ronald Hyam, Raphael Israeli, Hunt Janin, Graham E. Johnson, John Keegan, David Killingray, B.B. Kling, Elizabeth Kolsky, P.C. Kuo, Haiyan Lee, Peter Lee, Philippa Levine, Heike Liebau, Elma Loines, D.N. Lorenzen, Julia Lovell, Joyce Madancy, Rachel P. Maines, Keith McMahon, Glenn Paul Melancon, Steven B. Miles, James H. Mills, Yong Sang Ng, David Omissi, C.J. Peers, Douglas M. Peers, Roger Perkins, Glen D. Peterson, William R. Pinch, Rajesh Rai, John L. Rawlinson, Stuart Reid, J.F. Richards, Derek Roebuck, Franziska Roy, Kaushik Roy, Geoffrey Sayer, Narayan Prasad Singh, Jonathan Spence, Peter Stanley, Heather Streets, Paul A. Van Dyke, Bob Tadashi Wakabayashi, Frederick Wakeman Jr., Erica Wald, Arthur Waley, Betty Peh-T'i Wei, Channa Wickremesekera, Lawrence Wang-chi Wong, Don J. Wyatt, Anand Yang, Tan Tai Yong e Yangwen Zheng.
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L'autore desidera esprimere la sua gratitudine a tutte le persone citate perch ognuna di loro ha aperto una finestra nel mondo di questo libro. Sarebbe peraltro una negligenza non riconoscere un debito specifico con il lavoro di Seema Alavi, Joseph S. Alter, Amiya Barat, Dilip Basu, Kingsley Bolton, Hsin-Pao Chang, Tan Chung, Amar Farooqui, D.H.A. Kolff, Thomas W. Laqueur, Lydia Liu, Matthew W. Mosca, Jean Stengers, Carl A. Trocki, Madhukar Upadhyaya e Anne van Neck.
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L'autore ha anche avuto la fortuna di avvalersi dell'aiuto e della guida di numerosi altri studiosi, studenti e ricercatori indipendenti; un grazie particolare va a Shahid Amin, Clare Anderson, Prasenjit Duara, J. Daniel Elam, Dilip Gaonkar, Shernaz Italia, Ashutosh Kumar, Rajat Mazumder, Robert McCabe, Ashim Mukherjee, Dinyar Patel, Tansen Sen, Rahul Srivastava, Mihoko Suzuki e J. Peter Thilly.
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A tutti coloro che ha qui nominato l'autore porge i suoi pranaam e salaam, esonerandoli da ogni colpa per tutto ci che in questo resoconto pu essere opinabile o biasimevole, e assumendosene la piena responsabilit.
Quanto alla sua famiglia, ristretta e allargata, ringraziarla sarebbe pleonastico, poich  stata la loro storia condivisa a rendere possibile questa narrazione (che, inutile precisarlo,  appena cominciata...).
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FINE.